Nuova Musica Italiana – 6 recensioni

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SPLATTERPINK – Mongoflashmob

Attivi fin dal 1990, alle spalle una lunga serie di pubblicazioni, concerti ed esperienze, tornano, dopo un periodo di silenzio e pausa, i bolognesi Spaltterpink a sparigliare le carte nel panorama musicale indie italiano. Il nuovo corso non si discosta troppo dalle origini tra free jazz core, un costante sguardo all’ (apparente) anarchia sonora dei Primus e di John Zorn e ai concittadini Confusional Quartet.

 KAUFMAN – Le tempeste che abbiamo

I bresciani Kaufamn, dopo un turbolento periodo di assestamento della line up, danno alla luce un buon lavoro, il terzo della carriera, dall’ampio respiro pop, con molte influenze new wave, che li colloca dalle parti di Tiromancino, Virginiana Miller e Baustelle. Dieci i brani, bene ed elegantemente prodotti.

THE LAST GAS STATION – s/t

Da Bergamo un breve EP a base di rock n roll e garage tra la classica lezione di Stooges e MC5 e un’anima più beat che riporta ai Flamin Groovies. Riuscita la cover di “Jumpin jack flash” degli Stones.

ICO GATTAI – Fiasco uno

10 canzoni, 15 minuti, lo-fi, chitarre distorte, minimalismo totale, testi iconoclasti e “demenziali” nell’accezione degli Skiantos. Freak Antoni avrebbe apprezzato tantissimo.

MY INVISIBLE FRIEND – s/t

Da Fidenza (PR) un quartetto all’esordio tra atmosfere shoegaze/psichedeliche, rimandi ai Jesus and Mary Chain, Opal e Swervedriver ma con un piglio molto più sonico e meno incline alla melodia. Tre i (lunghi e) convincenti brani.

MIKE 3d – In the woods

Lavoro ambizioso, curatissimo, raffinato, intenso e di grande spessore quello di Andrea Michelon Prosdocimi, in arte Mike 3d. In “In the woods” troviamo, con la chitarra acustica sempre protagonista, folk, rock, blues, jazz, spunti quasi prog e un approccio molto tecnico ma mai freddo che a tratti porta ai Traffic di “John Barleycorn must die” o ai Pink Floyd più epici ed acustici di metà anni ’70.

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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