Riassunto novembre 2022. Tutte le recensioni

Come ogni mese procediamo a un riassunto delle recensioni e dei video pubblicati. Nel mese di novembre 2022 abbiamo recensito  44 ALBUM e presentato 120  VIDEO.

Dall’inizio dell’anno RadioCoop ha recensito 395 album e presentato 1.156 video.

 

ALBUM

AB QUARTET – Do ut des

Francesco Chiapperini (clarinetto e clarinetto basso), Antonio Bonazzo (pianoforte), Cristiano Da Ros (contrabbasso) e Fabrizio Carriero (batteria e percussioni) sanno come fare un bel disco. Attingendo da fonti colte (il canto gregoriano) e trasformando il tutto in un gustosissimo album di contemporary jazz che indulge anche in ritmiche bossa (“Lux originis”), atmosfere bluesy (“Aetio dicatum”), groove funk (“Dies irae”) e tanto altro. L’album scorre via fresco, gradevole, con una tensione di fondo che mantiene alta l’attenzione. Esecuzione impeccabile densa di creatività e voglia di suonare.

«Per il concept del disco siamo partiti dalla musica antica, anche se spesso non sono restati che fugaci accenni del materiale originale. Abbiamo invece lasciato largo spazio alla creazione di una nuova musica, ibrida e di difficile collocazione dal punto di vista stilistico».

ALIX – Last dreamer

Il sesto album della band bolognese giunge a 14 anni dal precedente ma conserva tutta la freschezza che ha sempre caratterizzato il gruppo di Alice Albertazzi. Il loro grunge stoner è da sempre fortemente arricchito da tinte lisergiche e psichedeliche, sapori tardo 60’s che ben si amalgamano con le asperità più caratteristiche del decennio successivo. Su tutto la voce “antica” di Alice che ha il sapore di un ibrido tra Grace Slick e Sandy Danny. Un altro prezioso capitolo che si aggiunge alla prestigiosa storia della band.

BARBATO – Superstiti

Molto interessante l’esordio del cantautore campano, con un album complesso che riesce ad abbracciare canzone d’autore, da quella più classica (vedi certi riferimenti, a livello compositivo, a Rino Gaetano o a Franco Battiato) ad espressioni più moderne (Calcutta tra i tanti riferimenti), ma con escursioni rock, pop, folk, qualche pennellata psichedelica quasi prog (“Superstiti”). Un percorso originale, una produzione molto accurata, quanto la scelta dei suoni. Una partenza con il turbo.

BLACK OUT BAND – One more

Molto interessante il nuovo, secondo, ep della band veneta che alterna tre brani intensi, semi acustici, venati di blues e dai Pink Floyd di “More”, a cui contrappongono un travolgente e furioso “You fools!” che si addentra in terreni proto prog/freakbeat a metà tra i primi Deep Purple, i Trinity di Brian Auger, i Black Crowes. L’unico difetto è che il disco è troppo breve ma lascia il dolce gusto per l’attesa di un nuovo lavoro.

BLUVELENO – Nuvole nere

Secondo ep per la giovane band romana. Prova convincente ed efficace a base di un punk rock iniettato di trame grunge, glam e pop, diretto e potente. Sei brani autografi compositivamente molto ben costruiti, con il giusto impatto, una perfetta attitudine e tanto tiro. Bravi!

BROSOLO – Nubi

L’artista friulano regala un album intimamente dedicato al conterraneo Pier Paolo Pasolini, da cui attinge ispirazione, messaggio e parole per i nove brani di “Nubi”. L’incedere è malinconico, plumbeo, oscuro, le atmosfere sospese, allo stesso tempo nervose e inquiete, incerte, colme di drammaticità. Il pianoforte e voce che prevalentemente caratterizzano il disco sono accompagnate con estrema discrezione da batteria e una strumentazione scarna, la qualità compositiva è alta, il tratto assolutamente personale e originale.

CABRUJA – s/t

Ottimo e avvolgente esordio del cantautore venezuelano, genovese d’adozione,  emozionante e solenne viaggio tra sette cover (da Tori Amos a i Portished) e due inediti, proposti con arrangiamenti orchestrali, influenze marcatamente sudamericane e un’impronta jazz (con ospite Paolo Fresu).

ANNA CAROL – Cinetica

Esordio per la cantautrice trentina con un album in perfetto equilibrio tra una vena marcatamente pop, dalle movenze ammalianti, una miscela di nu soul, elettronica, canzone d’autore e un groove funk che accompagna molti brani (che riporta a una delle artiste che maggiormente l’ha influenzata, Alicia Keys). Un album dalle grandi potenzialità commerciali, qualitativamente realizzato nel migliore dei modi (dalla produzione agli arrangiamenti). Ottimo.

CATERINA – In queste stanze piene

Secondo album per la cantautrice trentina, di nuovo all’insegna di uno stile che unisce canzone d’autore, pop, una voce molto personale e riconoscibile, un taglio compositivo che riporta alla prima Suzanne Vega. Una produzione molto accurata aggiunge spessore e valore a un ottimo lavoro, dalle grandi potenzialità commerciali e che palesa creatività e freschezza

CPT CRUNCH AND THE BRUNCH – Non mollare mai

Secondo album per la band toscana che conferma la sua predilezione per sonorità di estrazione garage beat anni Sessanta. Sia guardando alla scena inglese (tra primi Stones e Pretty Things) che alle sue derivazioni italiane. L’approccio è ruvido, grezzo e diretto, la registrazione paga il debito al classico mood garage, pochi fronzoli e arrangiamenti minimali. Ovvero il rock ‘n’ roll come Dio comanda.

EMANUELE D’ALFONSO – Musica sei

E’ un classico viaggio nella canzone d’autore quello del cantautore friulano che attinge anche da dimensioni pop, non disdegnando nemmeno sguardi al rock. Scorrono, oltre a due ottimi brani autografi, buone reinterpretazioni, sempre intense e partecipi di classici di Pino Daniele, Tiziano Ferro, De Gregori, Dalla, Zucchero.

DROVAG – Memories will fade

Alessandro Vagnoni si incarna in uno dei suoi molteplici progetti (ricordiamo, tra i tanti, il suo apporto ritmico a Bologna Violenta, The Breakbeast, Ronin). Come Drovag scava nella post wave elettronica degli anni 80 e 90, suonando e producendo tutto. I riferimenti sono molteplici, dalle atmosfere vocalmente apocalittiche dei Killing Joke a momenti più melodici epici e solenni, folate ipnotiche e dal gusto quasi psichedelico. Un lavoro complesso e ricco, interessante e personale.

FANFARA STATION – Boussadia

Il polistrumentista tunisino Marzouk Mejri, il trombettista canadese Charles Ferris e il DJ e producer di musica elettronica torinese Marco Dalmasso aka Ghiaccioli e Branzini, insieme per un travolgente assalto a base di sonorità afro/mediterranee dalle trame dance e funk (a tratti appaiono perfino echi lontani dei primi Mano Negra). E’ il primo capitolo di una trilogia concepita come un percorso di esplorazione nelle culture e nei mondi sonori di ciascun
membro del gruppo. Si parte dalla Tunisia con un album ricchissimo di suggestioni, riferimenti, influenze che crea un mix originale, personale, dai tratti personalissimi.

DANIELE FARAOTTI – Phara Pop vol.1

Il cantautore romagnolo ha una lunghissima carriera alle spalle che culmina con questo nuovo, coraggioso, impegnativo doppio lavoro con venti canzoni dalle mille influenze, con un filo conduttore di sapore psichedelico che lega il tutto. L’approccio riporta al Beck più sperimentale ma c’è abbondanza di canzone d’autore italiana (da Battiato a Battisti), declinata in tutte le sue particolarità. La scrittura è la più libera possibile, il sound minimale, ricco di dissonanze e di visioni avanguardiste. Un album che definire “originale” è riduttivo. Meglio dire: UNICO.

FEEXER – Don’t bother

Feexer è al tempo stesso moniker dell’artista e produttore modenese Manuel Ciccarelli e nome della band. L’esordio, frutto di varie collaborazioni, ci consegna un lavoro molto intenso, figlio di umori brit pop (tra Suede, Oasis ma anche reminiscenze Roxy Music), ballate malinconiche, alt rock, post wave anni 80. Compositivamente molto interessante e riuscito, belli gli arrangiamenti, sempre piuttosto curati. Ottimo sound, album maturo e originale.

GIUDITTA – ep

I cinque brani dell’ep della band bresciana ci introducono nel loro mondo sonoro che affianca una vena pop melodica (grazie soprattutto alla voce di Francesca Cordone) ad elementi più abrasivi, duri, non di rado affini a influenze grunge. I brani sono intrisi di malinconica drammaticità e hanno una forte personalità, sono ben prodotti e, con un pizzico di maturità in più, sono un incoraggiante preludio a un futuro album da cui è lecito attendersi, con queste premesse, ottimi risultati.

THEFT GIACOMO GRASSO – Rivalsa

L’artista genovese si propone con un ep di cinque brani in cui rimane agganciato alle strutture della canzone d’autore italiana, filtrandola con pesanti interventi elettronici e strumenti di supporto ad arricchire il tutto. Un contesto sonoro che si basa su strutture minimali ma che si sviluppano in modo raffinato e accurato. In attesa di uno sviluppo sulla lunga distanza, il giudizio è ottimo.

HACK – Inaktuell

Il progetto formato da Denise Fagiolo, Cristiana Della Vecchia e Giulio Maresca si muove, attraverso i sei brani dell’ep d’esordio, in un algido contesto elettronico/synth pop con legami stretti alla new wave anni 80. Non manca una marcata linea melodica che ben si inserisce su basi elettroniche, curate e mai banali. Una buona partenza che lascia presagire un futuro interessante.

THE HEAT INC. – s/t

Il quartetto italo inglese affonda le radici nel rock ‘n’ roll più duro, stradaiolo e sporco, attingendo da Stooges, Hellacopters, Nomads, ma non disdegnando sguardi al blues. Picchiano duro, le chitarre creano un muro sonoro che ben si accompagna a ritmiche furiose e compatte. Un ep di grande potenza ed efficacia.

IENA / SCALPO – ep split

Split ep tra la band fiorentina e gli Scalpo in arrivo da Sondrio. Due brani a testa di furioso punk oi!, duro, diretto, abrasivo, vicino alle storiche radici di Nabat, Dioxina e Rough (di cui gli Scalpo riprendono “Comunicato”). Quelli che urlano ancora!

L’ESTATE DI SAN MARTINO – Kim

La band perugina nasce nel 1975 ma subisce una lunga serie di vicissitudini che ne hanno rallentato e diluito la carriera. Che ora offre il terzo album, un concept in cui affronta tematiche come darwinismo, transumanesimo, l’eterno contrasto tra religione e scienza, con un’anima palesemente prog, nelle sue varie declinazioni (dai primi Genesis ai Pooh di “Parsifal”). Grande perizia tecnica, molta melodia, spesso sconfinante nella canzone d’autore e nel pop rock, per quasi un’ora di musica di altissimo livello compositivo ed esecutivo.

LES APACHES – Lidi Sud

Progetto anomalo e coraggioso quello di Matteo Santini e Mattia Depaola, meglio conosciuti come Il Santo e Il Pinna. Canzoni che nascono da jam e improvvisazioni, sfondano le barriere del prevedibile tra psichedelia, sperimentazione, avanguardia, psych folk, shoegaze, momenti abrasivi, altri cinematici. Una visione musicale anarchica, personale, originale che stupisce a affascina.

MATTEO MARCHESE – DOT

Esordio per il batterista, produttore e arrangiatore, con una lunga e prestigiosa carriera alle spalle. Aiutato da una serie di amici e ospiti esplora i suoni a lui più cari, con un prevalente uso dell’elettronica, immersioni nell’hip hop, in atmosfere world e afro, in quel gioiello nu soul che è “Soul please” o la rock ballad “Mai stato”. Album eclettico, variegato, pieno di sorprese e spunti. Da ascoltare.

MASSILANCIASASSI & SENCH – Non devi essere triste Jonathan/ Voglio tornare con te

45 giri in vinile, diviso tra due protagonisti delle scene nostrane, alle prese con un sentito omaggio al mai troppo lodato Jonathan Richman (ex mente dei Modern Lovers, tra i gruppi più oscuri e allo stesso tempo influenti del rock dai 70 in poi). Sench prende ispirazione dalla sua “Back in your life”, Massilanciasassi gli dedica un brano in occasione dei suoi 70 anni. Il tutto suona ovviamente, volutamente e inequivocabilmente molto Jonathan Richman in tutta la sua sgangherata e adorabile poetica ma ha anche quel gusto beat italiano tardo 60’s a cavallo con il cantautorato che in pochi ricordano e omaggiano. Disco prezioso e decisamente unico.

MENEGUINNESS – Irish caravan

La band brianzola festeggia il decimo anno di attività con il terzo album. Il contesto artistico e sonoro è, come loro consuetudine, la musica folk irlandese in questo caso rielaborata con piglio energico, moderno (pur se fedele a radici e tradizioni) ma soprattutto con grande eleganza, freschezza, competenza e padronanza della materia. Per gli appassionati sarà un godimento.

MEVSMYSELF – Aion

Il progetto di Giorgio Pinardi chiude una trilogia iniziata nel 2015 e dedicata alla sperimentazione con la voce (nella tradizione di nomi come Demetrio Stratos o Bobby McFerrin). Non è un lavoro di facile fruibilità anche se il suo vagare tra atmosfere gospel, blues, jazz, influenze africane e ancestrali (con interventi sempre discreti e mai invasivi di strumentazione analogica ed elettronica), lo rende molto affascinante, personalissimo, originale, avanguardista. Da ascoltare, per tutti coloro che dalla musica chiedono qualcosa in più.

MODERN STARS – Space trips for the masses

Terzo album per la band romana che ogni volta cresce sempre più da un punto di vista qualitativo e artistico. Il sound spazia in una dimensione shoegaze psichedelica (tra Spiritualized e Jesus and the Mary Chain) che ben si adatta al tema delle liriche dell’album, incentrate sulla ricerca interiore della felicità mediante la storia di un astronauta dilettante che parte verso il sole senza più fare ritorno a casa. Ottimo lavoro per una delle realtà più personali in Italia.

 

MR.D – Kid’s dream

Parla un classico linguaggio rock cantautorale l’album del musicista marchigiano Daniele Fioretti, in arte Mr.D. Dieci ballate semi acustiche, rauche, intimamente rock, che attingono dalla tradizione americana (tra Neil Young, Bob Dylan, Bruce Springsteen, Joe Ely) e sono eseguite con passione, convinzione e grande efficacia. Di qualità il livello compositivo e riuscita la scelta di un proposizione scarna e diretta.

MUTAMENTO – Passare attraverso

Mutamento è il progetto solista del batterista ravennate Andrea Allodoli, già con Void of Sleep, the Doormen e in passato nei Conspiracy (poi Conspiracy A.D.). L’ep d’esordio si caratterizza per rigore e solennità, in quattro lunghi brani strumentali, dall’incedere quasi doom e un substrato elettronico a cui si contrappone un drumming pesante e possente (che riecheggia talvolta i Tool). Ottimo.

NOTHING MORE TO SAY – Something mine in me

Il quartetto pugliese spara potenti bordate punk rock in un efficace ep di cinque brani, figlio di chiare influenze punk 90 (dai Green Day ai Sum 41). Le canzoni sono ben composte e costruite, varie, elaborate e arrangiate con cura, con cambi di ritmo, inclusioni di elementi più rock e un cantato duro e abrasivo che inasprisce ancora di più il contesto aggressivo e travolgente. Ottimi.

NOVADEAF – Bellicus

Federico Russo (cantante, songwriter e leader del progetto) firma il quarto album come Novadeaf. Un lavoro maturo ed eclettico in cui un filo conduttore che guarda alla new wave in chiave romantico/malinconica, è arricchito da un substrato elettronico mai invasivo e da una scrittura che riporta talvolta alla scrittura delle ultime produzioni di Noel Gallagher. Disco riuscito, personale ed efficace.

OSLAVIA – Elisa in Molise

In attesa dell’imminente secondo album la band milanese esce con un singolo con due brani che mischiano in modo equilibrato e raffinato canzone d’autore (dalle parti di Alberto Fortis), rock e pop. Ottimo preludio per la nuova prova sulla lunga distanza.

TIA PALOMBA and the LAZY FOLKS – Campfire stories

Secondo album per il cantautore milanese, accompagnato dai Lazy Folks. Tredici intense ballate che spaziano dal classico country blues caro a grandi come Bob Dylan. Flying Burrito Brothers, Poco e Neil Young (ma anche agli Stones dei mid 70’s) ma che ritroviamo non di rado anche nei solchi dei dischi dei Black Crowes. Il tutto suonato con molta passione e intensità. Ottimo!

PEPP1 – E’ polpa mia

Giuseppe La Grutta in arte Pepp1 (pron. Peppuàn) all’esordio discografico per la Hukapan Records di Elio e le Storie Tese, a cui, non a caso, si avvicina spesso in chiave lirica, con testi ironici e dissacranti. Musicalmente, al contrario, la matrice di riferimento è il miglior brit pop, partendo dai Sessanta (Who, Beatles, Kinks) e arrivando a Paul Weller, passando per gli Oasis. Connubio molto interessante e divertente, per un disco originale, dalla personalità immediatamente riconoscibile.

PETROLIO – La disobbedienza

Progetto discografico a cura di Petrolio (fondato da Enrico Cerrato) per la performance teatrale “L’Architettura della Disobbedienza”, realizzata da Francesco Fassone. Sonorità algide, elettroniche, sintetiche, cinematografiche, oscure per un lavoro che risulterà particolarmente significativo per i cultori del genere.

NICOLA PISU – Di un cantautore e altre storie

Cantautorato classico e “vecchio stile”, ballate dolenti, dagli arrangiamenti concisi e minimali, rigore compositivo, al servizio di un album di ottimo livello (il sesto della sua carriera). Spicca “La filastrocca”, in coppia con Max Manfredi, di chiaro stampo De Andrè (quasi un omaggio esplicito al suo classico “Volta la carta”). Piacerà agli estimatori della classica canzone d’autore italiana.

UMBERTO PORCARO – Take me home

Sono passati dieci anni dal precedente album del cantante e chitarrista siciliano. Il suo quarto lavoro (avvalorato dalla partecipazione di due ospiti illustri come Lurrie Bell di Chicago e Anson Funderburgh) è un viaggio nel blues più classico tra echi di Eric Clapton, JJ Cale, John Mayall. Il sound è viscerale ma pulito ed elegante, dalle undici canzoni emergono la competenza e la padronanza della materia artistica, per un album piacevole, ben fatto e di grande livello.

QUARRY – Positioning the sun

Il musicista, cantante, songwriter Vittorio Tolomeo, in arte Quarry, si segnala con un ottimo, eclettico, variegato album, in cui condensa una varietà di influenze musicali di prima scelta (dal brit pop ai Velvet Underground, lo shoegaze, la new wave in odore di Psychedelic Furs). Il risultato è molto stimolante, le canzoni sempre ben strutturate e perfettamente gestite sia da un punto compositivo che esecutivo.

GREGORIO SANCHEZ – Nelle parole degli altri

Il cantautore bolognese torna con un ep, primo capitolo di un doppio singolo che avrà il suo seguito in primavera. Quattro brani dal groove indie pop (un pizzico di soul funk e l’afflato beatlesiano di “Disperati”) con uno sguardo a Lucio Battisti e Alan Sorrenti. Molto maturo e personale.

MARCO SIMONCELLI – Breejo

Dalla pluridecennale carriera Simoncelli attinge una lunga serie di influenze che condensa in questo nuovo lavoro. L’impronta dominante è un sapido rock blues ma non mancano altri riferimenti, dalla canzone d’autore al folk, al jazz. Un mix molto bene arrangiato e proposto in modo accattivante e suadente, con ampie potenzialità commerciali.

VIRGO – La Ginestra

La cantautrice all’esordio con un ottimo ep di cinque brani in cui risalta una voce limpida e cristallina, che ben si adatta a canzoni pop di immediata fruizione. Il tutto arricchito da una vena soul che conferisce al lavoro un fascino in più. Partenza incoraggiante, in attesa di una proposta più sostanziosa.

WHIMSICAL – Emissary

Whimsical nasce nel 2017 come progetto solista di Enrico Marchiotto (Watershape, Andy Martongelli, Alchemy Victory, Dear Sasha, Dan Xikidi..) per poi stabilizzarsi in entità artistica autonoma. La giovane band veronese torna con un ep di sei brani che si collocano a cavallo tra prog rock classico, hard/metal con un frequente passo solenne ed epico. Brani sempre freschi, potenti, ottimamente eseguiti, arrangiati e cantati.

ZELDA MAB – Elettricità

Gloria Abbondi, in arte Zelda Mab, all’esordio, con un ep frizzante e particolarmente vivace, in perfetto equilibrio tra un pop rock gradevole e contagioso e venature punk, come se Cardigans, i primi Yeahs Yeahs Yeahs, Garbage e Prozac+ si fossero ritrovati in studio per un progetto comune. Gloria compone, suona, canta, produce, arrangia il tutto, in modo maturo e convincente. Il risultato è più che ottimo e può vantare un profilo internazionale e grandi possibilità commerciali.

ZONA POPOLARE – Un passo dopo l’altro

Secondo album per la band bolognese e nuova bordata di street punk Oi! serrato, duro, compatto (dai Nabat agli Ultimi passando per i Dalton ma con riferimenti ai classici Cockney Rejects, Uk Subs, Cocksparrer). Grandi testi, pieni di contenuti working class, di vita di strada, antifascismo, militanza. Eccellente.

 

VIDEO

CARLO ADDARIS – Zapping vanity, ALFIERE – Today, ALTERPOP – Coccodé, ALTROVOLTO – Lascia che sia, AMBROSINO – Honey and honey, ASIA – Suicidio gourmet, THE BACKLASH – Loosen up, BAMBOLE DI PEZZA – Rumore, BAMBOLE DI PEZZA – Non sei sola, MARCO BARONI – Cenere, BSTIANO – Stampalia, THE BEATERS BAND – When you walk in the room, BEBALONCAR – Suicide lovers, JOHN BEER – Hold back the river, ALBERTO BERTOLI – Star con te, BLUE MOKA – Enjoy Enjoy, BORDER – Too late,  BROSOLO – Del loro amore, STEFANO BRUNO – Illsuione persistente, BURLA22 – Gom Jabbar, BRXIT – Salta l’intro, CABRA – Il silenzio assenso, GRACE CAMBRIA – Tik Tok, LUCA CAPERNA – Il mio viaggio per la vita, ANDREA CASSESE – Una pausa, COBALTO – Something beautiful, CORDEPAZZE – Vita da star, DAIANA LOU – Sopra Berlino, DAMASCO & CITTA’ DEL CAPO – Un giorno, DELAIDO – Ursula,  DELE’ – Saprò guardarti, DEVIL A – Resterò,  DEVO NOD – I like, DNHATE – Bugie o verità, DOCKER’S GUILD – Lucy, ELLE – Mother, ESCAPE TO THE ROOF – Fried blues chicken, ALEXIS EVANS – Your truly, ALEXIS EVANS – Mr right on time, ROMINA FALCOLI – Lupo mannaro, DANIELE FARAOTTI – Vivaldi we love you, FOJA – Santa Lucia, EUGENIA POST MERIDIEM – Willpower, FRANCESCO FAGGI – Mentalmente instabile, FILIPPO FERRANTE – Orsetti blu, FERRETTI – Radici, G-LASPADA – Indietro, JAMES GALLAG – Hot love, GENOMA MUSIC PROJECT – Come quando fuori piove, GIOOGE – Infinite immagini,  GIUDITTA – Pece, THEFT GIACOMO GRASSO – Forme d’onda, GREVISI – La mia versione, JAMAZ – Per sempre tuo figlio, HANAMI – Giocare e basta, HOFMANN ORCHESTRA – L’importante è esagerare, HORNYTOORINCHOS – Alberto Angelove, HUMANOALIENO – Piccole dosi di veleno, HUMANOIRA – Guarda come dondolo, KALLISTO – Ti auguro l’amore,  KAMAAK – A vota, KANNELLA – I’m free, I FIUMI – IL dono, ILSOGNODIPROMETEO – Anche no, NATHAN JOHNSON AND THE ANGELS OF LIBRA – Curtis, LA FINE DEL MONDO – Non è vero che mi manca, LAURINO – Volume, LAZZARO – Resta qua, LAYZ – ShMoo, LELAND DID IT – Spoiled, LEPRE – Mio marito, LES APACHES – Jane, DON LETTS – Outta Sync,  KEVIN LOV3 – Cosa vuoi?, M’AYO – I fiordalisi, MADHOUSE – Voodoo doll, ANTONIO MAGGIO – Stati d’animo e d’accordo, FABIO MARTORANA – Un senso che non vorrei, MENEK – By my side, MEZZANOTTE – Mezzanotte, MIKE 3rd – 500.000 Jesus, MOTIVI PER LITIGARE – Mandalorian, NODO – Infinite Jest, OCTOPUSS – Reponymphomania, ORIGAMI – Spettri, GIULIA OTTONELLO – Disco rotto, TITO PAVAN – La voce degli angeli, ROBBY PENSATO – Il canto delle sirene, PI GRECO – Ci sono cose che, PICCIOTTO – Crack,  REALE ACCADEMIA DI MUSICA – Lame di luce,  REQUIEM FOR PAOLA P. – Porto Rancore, FRANCO RICCIARDI – Je, ANDREA MARIA RICHETTI – Inferno, THE RIGHT STUFF – Nothing else, ANTONELLA RUGGIERO – Povera patria, ORAZIO RUSSO – Gennaio è un eterno lunedì, JOE SAL – Cold sting, SABBA – Carnera, SALE – Ma questo sono io, SAM PROJECT – New day dawn, GIOVANNI SANTESE – Questo amore, VALENTINA SCO – Un beso a La Habana, SETAK – Picché, DODY SINAGRA – A new life, THE SNOOKERS – Guai, SPERMIAGRUMI – Spettro Sabaudo, STILL IN TIME – Billionaire, STRA’ – Diversamente strani, STUDIO ILLEGALE – Tutto ok, GENNARO TAVANI – Tutto si colora, THOE’ – Futurama, SARA TORRACO – Indelebile, ALESSANDRA TUMOLILLO – Preghiere, THE UNSKIN – Just friends, VERONICA – Tarocchi, VOLPE – Panico, WAKE UP CALL – Doveva essere una canzone d’amore, WASABI – Verde, WILLY VI – No stop

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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Una risposta

  1. Giulia Almeni ha detto:

    Una classifica carina. Non tutti i gruppi musicali non fanno grandi numeri di ascolto su Youtube, ad esempio gli Oslavia, che la loro ultima canzone Elisa in Molise è tremenda nel testo, si arrangia nella base musicale e infatti hanno misere misere visualizzazioni su YouTube. Mentre , TIA PALOMBA and the LAZY FOLKS – Campfire stories è molto piacevole l’ascolto, interessante e innovativo la musica e infatti il suo brano ha avuto un buonissimo numero di visualizzazione su YouTube.

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