BASCHIRA – Il biondo

“Il Biondo” è il singolo del cantautore Baschira che anticipa l’uscita dell’album “Zdasdat”, sunto di una commistione di generi fatta di folk, gypsy jazz e cantautorato.

 

«”Il Biondo” non è biondo, non è moro, non ha sesso, non è alto, basso, magro o grasso. Non è Trump. Il Biondo è il potere che quotidianamente lasciamo che decida al posto nostro. Tutto ciò che influenza dall’alto le nostre decisioni d’acquisto, il nostro modo di pensare e di comportarci. Noi lo seguiamo, ci lasciamo dirigere con disarmante ingenuità, senza pensarci troppo. Accettiamo passivamente ciò che ci viene raccontato e lo consideriamo fonte di verità assoluta. Ma la mancanza di senso critico è pericolosissima». Baschira

Il brano racconta la poca convinzione che abbiamo nel credere di essere artefici del nostro destino, e ci sprona a guardare oltre l’apparenza delle cose, analizzandole, considerando gli effetti delle nostre azioni, sul breve e lungo termine.

L’album “Zdasdat”, che in dialetto bolognese vuol dire “Svegliati”, è un disco di denuncia, un’esortazione a non restare indifferenti di fronte ai soprusi e a resistere.  Comprende sette tracce in italiano, in uscita la prossima primavera. Quello di Baschira è “denunciare per resistere” ma soprattutto è un invito a rimanere vigili per evitare di assuefarsi agli abusi e di conformarsi a un finto verosimile.

 

Credits

Scritto, suonato e registrato da Baschira tra la primavera e l’inverno 2019.

Hanno partecipato agli arrangiamenti: Mauro Rolfini, Francesco Salmaso, Gerryt, Henrik Holm, Bartho Staalman.

Mixato da Mario da Silva nell’ inverno 2019 presso RPM Studio, Amsterdam.

Masterizzato da Pietro Rossi a febbraio 2020 presso RedStone Productions, Amsterdam.

Progetto grafico & Artwork a cura di Baschira

 

Etichetta: BellaVezRecords

 

BIO

Baschira nasce da un’idea di Davide Cristiani, artista di origine bolognese nato a Molinella, trasferitosi ad Amsterdam dove vive ormai da anni. Nell’autunno del 2019 Baschira, accompagnato da sette musicisti, lavora in studio, insieme a Mario da Silva dell’“RPM Studio”, al mixaggio dei sette brani che andranno a comporre il suo primo album “Zdasdat”, in uscita nella primavera 2021. Tutti i pezzi sono masterizzati dall’ ingegnere del suono e producer Pietro Rossi, al RedStone Productions di Amsterdam.

I singoli che precedono l’album sono “Il Biondo” e “A Capo”. A novembre 2020 Baschira è stato ammesso alla seconda fase di selezioni di “Musica contro le mafie”, con il brano “A Capo”.

 

Perché “Baschira”?

«Mi ha colpito la pubblicazione di Fedora Servetti Donati “Prospero Baschieri. Contadino capobrigante. Piccola cronaca dell’insorgenza e del brigantaggio (1809-1810) nel cantone di Budrio e dintorni”. Baschira nasce nel 1781 a Cazzano, nel cantone di Budrio, in provincia di Bologna. È un contadino, vive la sua infanzia nei campi. Al suo tempo però, le truppe napoleoniche rastrellavano le campagne e costringevano i giovani ad arruolarsi al loro fianco. Baschira diserta, ben due volte. Reo di essersi opposto alle coscrizioni napoleoniche, sarà considerato, da quel momento, un fuorilegge. Baschira si unisce quindi ad altri disertori, briganti. La sua forma di rivolta consiste, nella pratica, nel bruciare i registri di coscrizione obbligatoria, nell’ appropriarsi dei fucili della guardia nazionale e infine nel consumare un sostanzioso pasto a spese dei ricchi signorotti locali. Baschira non aveva voglia di passare la sua vita in fila, di seguire qualcuno che decidesse per lui e per questo fu considerato un brigante. Sulla sua testa, c’era una grossissima taglia che faceva gola a molti. Passò la sua vita scappando e nascondendosi. Alla fine lo catturarono e l’uccisero ma le sue gesta sono arrivate fino a noi». 

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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