NUOVO CORSO CAFE’ – Babilonia

Il nuovo singolo dei Nuovo Corso Cafè, estratto dall’omonimo EP “Babilonia” (dal 27 aprile su tutti i digital stores).

Regista: Larissa Saldarini
Casa di Produzione: Noise Film Factory
Ester Fanelli nel ruolo della ragazza.

Dall’unione fra la tradizione del cantautorato italiano (primi fra tutti De Gregori, Fossati e Dalla) e i suoni più attuali dell’indie-rock inglese e americano (Mumford and Sons, the National, Of Monsters and Men), nasce il nuovo progetto dei Nuovo Corso Cafè.

Il brano parla di un ragazzo che, dopo numerosi fallimenti nella sua vita, decide di “costruirsi delle mura” attorno, una metaforica “Babilonia” che lo protegge, ma che maschera anche ciò che lui è veramente. Nel tempo, molte persone provano a scavalcare queste mura, senza però riuscire nell’impresa, finché, un giorno, il ragazzo trova una ragazza che entra semplicemente dalla porta principale e Babilonia crolla.

L’omonimo Ep da cui il singolo è estratto è prodotto dai Nuovo Corso Cafè assieme a Davide Maggioni (Rusty Records).

Il tema di fondo di tutto l’EP è il circolo vizioso della costruzione e demolizione di Babilonia, intesa come le mura metaforiche che poniamo intorno a noi per evitare di essere giudicati e feriti (internamente) dal mondo esterno. Ogni canzone ha un tema legato alla matassa che è Babilonia: “Dea” racconta dell’amore che rende fragile e mortale persino un dio; “Briciole” parla di un deluso dalla vita che trova una nuova ragione in una persona appena incontrata; “La Grande D” prende come spunto le odierne vicissitudini fra Venezuela e Colombia: Andrès, ragazzo venezuelano entusiasta dell’elezione del presidente Maduro, rimane deluso dal fatto che il piano politico prevede l’espulsione degli immigrati colombiani dal paese, fra cui Marìa, la ragazza di cui è innamorato. Decide così di correre ogni notte fino al confine, per vederla ballare la Cumbia. “Scatola” parla di quel luogo dove ognuno di noi si chiude dopo essere stato colpito o ferito, la nostra scatola dell’anima. “Rosa dei Venti” è il brano che chiude il disco ed è la metafora del nuovo inizio: il ragazzo ormai ferito sente arrivare venti da ogni punto cardinale, ognuno dei quali lo spinge a reagire in maniera differente di fronte al dolore. Ovviamente il ragazzo sente la tramontana, il vento del Nord: freddo, inverno, chiusura, una nuova Babilonia.

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Musicista (Chelsea Hotel, Not Moving, Lilith, Link Quartet, Lilith and the Sinnersaints, Tony Face Big Roll Band), produttore musicale (Statuto, Vallanzaska, Assist...) e scrittore (Uscito vivo dagli anni '80, Mod Generations, Le storie dal rock piacentino, The bluesologist, The original rude boy, Rock and goal, Paul Weller L'uomo cangiante). Collabora con Radiocoop dal 2003.

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