IAN SVENONIUS – Censura subito!

Siamo più che mai circondati da contenuti idioti.
E quindi più, più, più censura!
Proibire, bruciare, abolire!

Incendiario cantante di Nation Of Ulysses e Make-Up, ironico provocatore, fine sociologo, profondo conoscitore di storia e attualità,IAN SVENONIUS prende d’assalto la società moderna con teorie da terrorista della parola, in un interessantissimo saggio edito da “Not/Nero Edizioni” con la traduzione di Veronica Raimo.

Le sue teorie paiono azzardate (anche se sempre formulate sul filo che divide la provocazione dalla convinta affermazione), spesso paradossali ma contengono elementi di profonda riflessione:

* Censurate internet.
Internet, una chimera andata fuori controllo.
Una dipendenza pervasiva e malata – peggio delle metanfetamine, l’eroina o il crack – che ha reso un’intera popolazione passiva, fascista e del tutto cerebrolesa.
Serve una riabilitazione da internet in tutto il mondo.
Censurate internet subito!

Oltre che con internet e i suoi colossi (da Apple a Wikipedia) se la prende con Ikea, la gentrificazione, lo stato dell’arte e delle comunità nere.
Un fiume in piena, abrasivo e cruento.
Spesso condivisibile.

* Per quanto la cultura delle droghe abbia la pretesa di essere ribelle, in realtà è asservita ai bisogni della politica imperialista e dell’industria.
La proibizione dei narcotici da parte dello Stato è stata una mossa scaltra, ideata per far sentire gli utilizzatori di droghe più potenti, speciali e sexy, un po’ come il Facebook degli esordi che doveva servire soltanto per il college.

* L’uguaglianza e la prosperità dei neri non possono essere tollerate.
La narrazione imperialista richiede che i neri restino per sempre gli antagonisti all’interno del corpo politico, la presenza per cui è necessaria la soppressione, la sicurezza, la paranoia, il risentimento e la diligenza.
L’alterità del nero è vitale.

* Ci serve una censura da parte della gente, una censura dal basso, una censura ribelle – una censura che non si basi sui dementi di uno Stato militarizzato e muscolare, o sui circoletti esclusivi che lo governano.
Ci serve una censura-guerriglia.
Una censura che parta dalla gente.

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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