MARDI GRAS – Speak to me

I Mardi Gras tornano con il loro nuovo singolo “Come Speak To Me”, il cui video è stato realizzato durante le fasi di registrazione in studio.

Si tratta della cover della versione originale di “Luce (tramonti a nord est)” di Elisa, che l’autrice ha tradotto in collaborazione con Zucchero Fornaciari e vincitrice del Festival di Sanremo 2001.

Il testo racconta di una donna che chiede al suo uomo di parlare, di comunicare sinceramente, senza barriere. Una storia autobiografica ambientata in Friuli, terra di appartenenza di Elisa: avere un progetto di vita con un’altra persona, ma poi capire insieme che non si sarebbe potuto realizzare.

Il motivo che spinse la cantautrice a tradurre in italiano il testo fu quello di far capire esattamente quale fosse il messaggio. Un episodio di vita, come sicuramente capita a molti, in cui si è toccati nel profondo.

L’importante è maturare con coraggio e consapevolezza la necessità di prendere strade diverse seppur differenti dai piani iniziali, nel rispetto di quello che è stato.

Questo desiderio di comunicare, il dialogo tra due persone e la necessità di essere ascoltati, hanno spinto i Mardi Gras a reinterpretare il brano facendolo loro. La band conferma in questo modo la sua attitudine naturale nel raccontare storie di vita ed emozioni attraverso il mezzo più forte che ci sia: la musica.

I Mardi Gras, riguardo di questa nuova uscita discografica, affermano:

Abbiamo scelto di reinterpretare questo brano di Elisa, scegliendolo nella sua versione originale. Lo abbiamo arrangiato a nostro modo come sempre facciamo quando approcciamo brani di altri artisti. Nel video si vede la band mentre registra, senza filtri. Siamo noi, siamo tornati a fare quello che di più amiamo fare….Musica“.

Per questo video il regista Mario Belfiore e il Video Sound Engineer Stefano Gorini hanno utilizzato un sapiente mix di bianco e nero e colori per testimoniare come nasce un brano, catturando le emozioni di una band che dopo un periodo difficile lentamente torna a riunirsi, arrangiare e realizzare i loro progetti.

Credits:

Il singolo è stato registrato presso i Soundmakers Studios di Roma ed è stato masterizzato da Giovanni Versari, un’eccellenza del mastering. Ricordiamo la sua firma su lavori di artisti del calibro dei Muse, nonché gli Afterhours, Vinicio Capossela, Franco Battiato e molti altri.

Ascolta adesso Come Speak To Me

Bio Mardi Gras

I Mardi Gras sono una band romana nata ufficialmente nel 2006, anno di uscita del loro primo album. Il nome Mardi Gras deriva dall’ultimo album in studio dei Creedence Clearwater Revival, oltre ad essere il noto Carnevale celebrato ogni anno a New Orleans.

A caratterizzare la band un caleidoscopio di musica, colori ed energia. Italiani ma da sempre con l’orecchio ed il cuore rivolti verso i songwriters americani, irlandesi ed inglesi, i Mardi Gras hanno voglia di raccontare storie, sentimenti e movimenti dell’anima. Un percorso che negli anni li ha fatti evolvere da gruppo acustico ad una vera e propria rock band, sempre rivolta a un pubblico internazionale.

L’attitudine dei Mardi Gras li porta a rappresentare l’Italia allo Sziget festival di Budapest e ad intraprendere due tour in Irlanda, terra che li ha “adottati” nei primi anni del loro viaggio, con entusiastiche recensioni, passaggi e interviste radio.

 

I Mardi Gras provengono da un album come “Drops Made” del 2006, definito “sette piccoli quadretti classici e senza tempo” da Rockerilla. Anche “Among The Streams” del 2011, in cui il blend di irish rock, country e americana ha portato il lavoro della band ad essere inserito tra gli album rivelazione del 2011 secondo la stampa e la critica specializzata.

Ricordiamo che nell’album è presente uno special guest del calibro di Liam O’Maonlai degli Hothouse Flowers, che figura nella trasposizione in musica di una poesia di W.B.Yeats.

 

Le svariate esperienze sui palchi italiani e irlandesi, anche al fianco di artisti come i Frames, Glen Hansard, Mundy, Jack Savoretti, Billy Bragg, Giorgio Canali, Paolo Benvegnù, li hanno imposti come una band dalla “sanguigna passionalità liberata soprattutto dal vivo” (Federico Guglielmi).

 

Le due canzoni di protesta dei Mardi Gras “The Wait” (contro la pena di morte) e “Scarecrow in the snow” (sulla paura del diverso indotta dai politici per scopi elettorali) sono ambedue ospiti del sito “Songs of the times” di Neil Young, una raccolta di “peace and protest songs” che il cantautore canadese ha stilato dopo l’11 Settembre.

 

Nel 2015 esce “Playground”, il terzo disco della formazione romana, registrato a Roma e masterizzato presso gli Abbey Road Studios di Londra da Simon Gibson.

Un campo giochi sonoro dove la band fa proprie tutte le sue influenze e le rielabora tra ballads, rock, funky e brani intimisti. Ospite speciale è Mundy uno degli artisti irlandesi più noti.
La band tra il 2018 e il 2021, in attesa del quarto album in studio, ha fatto uscire svariati singoli, tra cui due collaborazioni speciali con l’artista Irlandese Mark Geary.

La loro rivisitazione di “One Guitar” di Willie Nile, oltre ad essere un singolo benefico per la “Light of Day Foundation” che si occupa di raccogliere fondi per la lotta al Parkinson, li ha portati ad essere ospiti nel 2021 durante le maratone online organizzate dalla fondazione, assieme ad artisti come Bruce Springsteen, Little Steven e molti altri.

 

Anche durante il lockdown la band è rimasta attiva registrando a distanza le loro performance home edition. Da segnalare la collaborazione con il produttore inglese Stuart Epps (Elton John/Led Zeppelin) nei due singoli “From Zero to One” e la rivisitazione di “You do Something to me” di Paul Weller.

 

Nel 2021 i Mardi Gras sono stati scelti e sono stati ospiti del programma “We Have a Dream” di Red Ronnie che li ha presentati e intervistati in diretta.

Sempre nel 2021 i Mardi Gras vengono inseriti nei 7 acts europei da scoprire da parte del Reader’s Digest, il magazine più letto al mondo, che riguardo alla band romana ha scritto:

Un’intrigante miscela di pop, rock, soul, con qualcosa che rimanda al country irlandese e al grunge. Vi manda in confusione? Non deve, anche perchè il tutto è presentato in modo invitante, con riff accattivanti e messaggi potenti nei loro testi che arrivano dritti all’anima”

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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