Riassunto giugno 2021. Tutte le recensioni

 

Come ogni mese procediamo a un riassunto delle recensioni e dei video pubblicati. Nel mese di giugno 2021 abbiamo recensito  43 ALBUM e presentato 151 VIDEO.

Dall’inizio dell’anno RadioCoop ha recensito 247 album e presentato 805 video.

ANGELAE – Passi piccolissimi

Esordio brillante per la cantautrice padovana con quattro brani grintosi, caratterizzati da una voce limpida e sicura che ben si adatta a sonorità che spaziano tra pop. rock e atmosfere di estrazione jazz, soul, trip hop. Notevole potenzialità commerciale, arrangiamenti freschi e immediati, melodie mai banali. Ottima partenza.

BEATRICE ARRIGONI / FABRIZIO CARRIERO – Nel canto presente

Progetto originale e molto particolare dedicato alla poesia italiana contemporanea con testi di poeti italiani quasi tutti viventi – Milo De Angelis, Mario Benedetti, Silvia Bre, Paola Loreto, Giuseppe Goffredo, Liliana Zinetti, Bruno Lugano –, oltre ad una poesia inedita di Beatrice Arrigoni. Ad accompagnare la vocalità intensa della Arrigoni (che talvolta ricorda l’approccio di Demetrio Stratos) le percussioni di Fabrizio Carriero, in trame sperimentali, improvvisate che assimilano elementi jazz, prog, funk, jazz, musica contemporanea.

CALIBRO 35 – Post Momentum ep

Torna una delle band più rappresentative della scena italiana con un nuovo Ep che riprende il discorso interrotto un anno fa dal Covid. Sei brani in cui rivisitano il singolo “Stan Lee” con le voci di Ghemon ed Ensi, aggiungono tre pregevoli inediti e due remake di brani dell’album “Momentum”, dove il loro classico groove funk cinematico travolge e avvolge. Sempre al Top!

CASINO ROYALE – Polaris

Mai banali, sempre imprevedibili, costantemente un passo avanti, tornano i Casino Royale con un album complesso, variegato, cupo, da cui emerge l’atmosfera plumbea e incerta del periodo che stiamo vivendo. Gli otto brani hanno un frequente groove drum ‘n’ bass ma che attinge dalle nuove direzioni che ha preso la black music, in cui si mischiano hip hop, elettronica, basi e melodie nu-soul. Sorprende l’atmosfera sinfonica cinematografica di “Contro me stesso al mio fianco” mentre ritroviamo i Casino più tradizionali in “Ho combattuto” e in “Fermi alla velocità della luce”. Ma tutto l’album é denso di stimoli, idee, freschezza.

VITTORIO CUCULO QUARTET – Ensemble

Vittorio Cuculo Quartet Incontra i Sassofoni della Filarmonica Sabina “Foronovana” in un album in cui a due inediti affianca una serie di classici standard del jazz (da Charlie Parker a Duke Ellington) e una riuscitissima versione di “Brava” di Bruno Canfora, in cui la voce di Lucia Filaci sostiene più che dignitosamente il confronto con l’immortale Mina. C’è un costante gusto funk, grande esperienza e capacità tecnica, molta espressività. Ottimo.

JOE DEBONO QUINTET – Acquapazza

Il Joe Debono Quintet, con Joe Debono al pianoforte, Dino Rubino alla tromba e flicorno, Rino Cirinnà al sax tenore, Nello Toscano al contrabbasso e Paolo Vicari alla batteria, sfodera un album di grande freschezza e un approccio solare, soprattutto grazie alle marcate influenze mediterranee che entrano nel substrato jazz blues delle composizioni. Capacità esecutive di altissimo livello, ascolto più che gradevole, ottimo lavoro.

DINELLI – Tiny seeds

Una lunga carriera nella scena hardcore punk con la band Seed’N’Feed e ora l’approdo, su altre sponde sonore, a una carriera solista, caratterizzata da sonorità semi acustiche. Cantautorato di stampo alt folk, ottime ballad, intense e ben fatte, che portano alla mente l’Eddie Vedder acustico di “Into the wild”.

DISARMO – In anima

Un esordio di gran classe e raffinatezza per il cantautore astigiano Claudio Luisi, in arte Disarmo. Che guarda a orizzonti sonori inconsueti per la scena italiana, tra nu-soul e RnB, con una notevole impronta melodica. Atmosfere plumbee, malinconiche e romantiche, arrangiamenti molto curati ed eleganti, ottima voce. Un album di grande pregio.

EDNA FRAU – My ego is bigger than yours

Esordio per il progetto  del polistrumentista ravennate Andrea Fioravanti. Nove brani a base di una new wave industrial dai toni apocalittici, ampie dosi di elettronica e un marcato timbro post punk. Sound atipico per la nostra epoca ma ancora efficace, potente e interessante .

ELLI DE MON – Countin’ the blues

Elli De Mon é una delle più apprezzate blues women italiane e non solo. Ha recentemente pubblicato un bellissimo libro/saggio, “Countin’ the blues” sulle donne blues degli anni 20 che aprirono le porte a un nuovo modo di suonare ma, soprattutto, di essere donne (e nere), negli States razzisti e maschilisti dei tempi. Il nuovo album é l’ideale colonna sonora di quel libro, in cui riprende brani delle eroine di cui ha scritto: Ma Rainey, Bessie Smith, Alberta Hunter, Lottie Kimbrough, Memphis Minnie etc. Puro blues, crudo, profondo, riproposto in chiave attuale, reso moderno da nuovi arrangiamenti e da una verve punk. Album di altissimo livello.

ESTERINA – Concerti per esseri umani

Album tratto dai 9 concerti tenuti dalla band nel campo adiacente alla sala prove situata nella campagna tra Lucca e Viareggio, nell’estate del 2020 con un pubblico contingentato di 50 persone per sera. Dentro alla confezione c’è anche la paglia dei concerti di Rietto su cui sedeva il pubblico. Un packaging originalissimo con cartone, elastico, CD, booklet, adesivo, per un set di 11 brani dilatati, tra post rock, elettronica, canzone d’autore. Oggetto prezioso e unico, sia artisticamente che musicalmente.

FANELLI DEMOLIZIONI – Aspettando Depot

Niente male il primo album della band romagnola che viaggia tra coordinate intriganti, siano esse le ritmiche elettroniche pulsanti alla Subsonica o i riferimenti più brit a Blur, Franz Ferdinand, Pulp. Il tutto viaggia spedito in un contesto pop rock fruibile e molto gradevole. Un ottimo lavoro.

FINAZ – Cicatrici

Terzo capitolo solista del chitarrista della Bandabardò. Un lavoro che si dipana tra svariate influenze e atmosfere. Dal reggae al pop fino a blues e classicismi chitarristici che spaziano a umori ambient. Album complesso, ricco, intenso, molto interessante.

I PLEBEI – Semisterili

La band trentina si destreggia da anni tra concerti (in Italia ed Europa), album, ep, spettacoli teatrali. Il nuovo lavoro li trova sempre alle prese con un folk rock arrembante, veloce, esplosivo, che attinge dai classici nostrani del genere (vedi Bandabardò) e con frequenti incursioni nello stile di Vinicio Capossela. Brani contagiosi per verve ed energia, divertenti e travolgenti.

I RAGAZZI DEL MASSACRO – …and Johnny left the gun

Esordio fulminante della band milanese, alle prese con un cupo sound che si destreggia tra Nick Cave e post punk, con chitarre Morriconiane e voce sepolcrale che ben si adattano al tema antimilitarista del concept dell’ep, basato sul durissimo romanzo “E Johnny prese il fucile” di Dalton Trumbo. Il mood é perfetto e l’attitudine in assoluta consonanza con il sound proposto. Nome interessante da annotare e seguire.

IMPOSSIBILI – Tra sogno e realtà

Un quarto di secolo di attività, il settimo album in carniere, con immutate energia e attitudine. Punk rock semplice e diretto tra Ramones, Screeching Weasel, Social Distortion, Peawees, Manges. Brani compatti, linee melodiche perfette, grande impatto ritmico. Che volere di più?

CARMINE IOANNA – Ioanna Music Company

Un lavoro di altissimo livello, e diversamente non poteva essere, per uno dei più quotati fisarmonicisti italiani, protagonista di esibizioni in oltre 40 paesi in tutto il mondo e con all’attivo album e progetti di caratura internazionale e spessore artistico di immenso prestigio. Circondato da collaboratori di pura eccellenza esecutiva e compositiva, propone un album in cui jazz, improvvisazione, fusion, tonalità mediterranee si fondono e abbracciano in modo perfetto.

KEN LA FEN – Tua madre

Sicuramente é l’originalità della proposta a colpire per prima l’ascoltatore e il fruitore dell’album della band abruzzese. Loro lo chiamano “trash emozionale”. Il sound si muove in un contesto pseudo trap/elettronico, a cui si aggiunge la principale componente del progetto, tra (auto)ironico e demenziale. Il classico disco o lo ami/o lo odi. Probabilmente il vero scopo della band.

L’ALCHIMISTA – Il mago

Il nuovo progetto di Paolo Michelini (già noto con il suo alter-ego mascherato HLFMN) abbraccia un contesto sonoro decisamente personale e particolare. Musica elettronica con un groove trip hop cantata in italiano, che attinge dalla musica medievale e rinascimentale e non é indifferente alla lezione di Battiato e alle composizioni di Angelo Branduardi. Originale e ricercato.

LACERO – Orso Bipolare

Un album piuttosto particolare che si divide tra dolenti ballate e impennate dal gusto quasi grunge, riportando talvolta i ricordi tra le aspre e ostiche atmosfere degli album dell’ex Husker Du Grant Hart. Un buon disco, vecchia scuola ma ancora attuale per energia e freschezza.

LAINO & BROKEN SEEDS – Sick to the bone

Il secondo album per la band guidata da Andrea Laino ci accompagna in un’immersione nelle paludi più insidiose di New Orleans, tra blues, rhythm and blues, country sporco. Si respirano echi di Gun Club come di George Thorogood, Black Keys e primi Led Zeppelin. Suonato bene e con la giusta attitudine, ottime canzoni, suoni perfetti.

LE CAROGNE – Le carogne

Torna la band ligure con uno splendido 45 giri che in due brani riassume un mondo. “Rattlesnake” é un tiratissimo rock ‘n’ roll/rhythm and blues che arriva abbondantemente in spazi punk e perfino in odore dei Meteors e Gravedigger V. Rhythm and soul con generose pennellate garage (Fuzztones meet Lyres) nel lato B con la bellissima “Two steps back”.45 giri dell’anno.

BEPPE LOMBARDO – Fulk Man 2

Torna la magica chitarra di un virtuoso dello strumento come Beppe Lombardo. Alle spalle una lunghissima carriera dipanatasi in mille esperienze, davanti un futuro e un presente di vitalità e freschezza artistica. Il nuovo album, interamente strumentale, esalta le sue capacità tecniche, in grado di muoversi senza problemi tra funk, fusion, rock e atmosfere più soft. Tanto gusto e una raffinatezza unica nell’interpretare l’uso della chitarra.

FILIPPO MACCHIARELLI – Il vento é fuori

Primo album da leader del funambolico bassista, che vanta un infinito curriculum di collaborazioni. “Il vento é fuori” si muove agevolmente tra jazz, fusion, incursioni funk, ombre degli Area (“Pola Pola”). Ovviamente il basso é protagonista ma mai invadente. Pur nella sua complessità armonica e ritmica e i riferimenti colti, l’ascolto é sempre gradevole. Hanno suonato: Filippo Macchiarelli (basso, voce), Greg Hutchinson (batteria), Massimo Morganti (trombone), Emilio Marinelli (pianoforte, tastiere, elettronica), Simone La Maida (sax contralto).

MALACARNA – s/t

Progetto audio/visivo formato dal cantante Tony Farina, dal produttore e chitarrista Vince Pastano e dall’artista Dorothy Bhawl (che firma una strepitosa quanto conturbante copertina). Sei brani che uniscono un approccio alt wave di frequente impronta noise con la tradizione folk rock napoletana (tra Napoli Centrale, James Senese, Alma Megretta – non a caso in “Oh Signore” c’é Raiz alla voce) e un tocco del Nick Cave tra Birthday Party e Grindermen. Un lavoro di particolare originalità, molto maturo, personale, intensissimo.

NICOLA MANZAN – La città del disordine

Ogni album di Manzan si distingue per scelte estreme, mai banali, sempre interessantissime, colte, originali. Non fa eccezione il nuovo lavoro, composto trasponendo in musica le cartelle cliniche di pazienti ricoverati nel manicomio di Reggio Emilia, per il Museo di Storia della Psichiatria della città. Un’opera unica e particolarissima che si muove tra movimenti classici, talvolta quasi sinfonici e barocchi. Musiche inquietanti (con organo e sintetizzatori) se le pensiamo affiancate a storie di emarginazione e abissi di solitudine. Unico.

MURIKI – ep

Attilio Errico Agnello in arte Muriki, regala abbondanti emozioni nell’ep d’esordio. Un groove travolgente che parte da matrici di stampo afro funk (Fela Kuti, Orlando Julius, Tony Allen), mischiandolo con sapori latini e mediterranei. Funziona tutto alla perfezione. Lavoro di grande classe, avvalorato da un’esecuzione impeccabile.

NAZARIN – 1981

Tante idee, una strada compositiva ben tracciata, una serie di amici a dare una mano (da Mauro Ermanno Giovanardi a Enzo Ruggiero (Flor, Carmen Consoli),Marcello Caudullo (Cesare Basile), Max Pontrelli, Roberto Romano). L’album di Nazarin, alias Salvo Ladduca, cantante e chitarrista dei Marlowe, condensa una lunga serie di influenze che attingono da rock, folk, sonorità deep blues, l’incedere epico di Nick Cave, il Mediterraneo malato e atavico di Cesare Basile, Franco Battiato e dai mille rivoli dell’alt rock italiano. Lavoro intenso, personale, profondo.

NINOTCHKA – Temporalità

Ninotchka é il progetto musicale di Mimmo Pesare, il cui esordio si avvale della presenza di ospiti prestigiosi come Emidio Clementi (Massimo Volume), Gianluca De Rubertis (Il Genio), Georgeanne Kalweit (Delta V). Un album elettronico dal gusto post rock, atmosfere liquide, sospese e dilatate, testi colti e poetici su cui aleggia un sapore romantico decadente. Avvolgente, sinuoso, dolcemente malinconico e drammatico.

PLOZ – Te mez dlà nota

Un album che nasce dalle poesie dell’omonimo libro che gli dà il titolo, trasportate in musica. Un mood prevalentemente malinconico a cui il frequente uso del dialetto romagnolo dona un tocco romantico e talvolta struggente, pur non mancando una vena ironica che stempera il tutto. Se Van Des Froos é il riferimento più immediato, non mancano sprazzi di Paolo Conte, Vinicio Capossela, Gino Paoli. Originale e personale, ascolto decisamente gradevole.

RIFRAZIONE – Artemoltiplicata

Eccellente lavoro per il progetto musicale di Giuseppe Giannecchini , prodotto e arrangiato da Ugo Cappadonia e ispirato all’architetto razionalista Giuseppe Terragni. Un sound dalle movenze psichedeliche, shoegaze (vedi la conclusiva “Non é poco”), sguardi a Paisley Underground e Thin White Rope, ma che attinge anche da esperienze nostrane come Marlene Kuntz, Diaframma, Afterhours. Da ascoltare.

RIVA – Ho fatto un po’ di cose

La band napoletana raccoglie alcuni singoli già pubblicati e un paio di inediti per un lavoro intimista e dalle coloriture pastello e malinconiche. Classico indie-pop dalle melodie immediatamente fruibili, arrangiamenti semplici ma efficaci, un buon lavoro.

BOBO RONDELLI – Cuore libero

Il nono album della carriera solista di Bobo Rondelli lo coglie in una veste intimista, acustica, vellutata, tra ballate soffuse e malinconiche.  Dodici brani lievi e avvolgenti che trattano di amore, perdono, spazio e l’intero universo. Molto intrigante.

SANTOROSSO – Matusalemme

Breve, ottimo, solare ep del cantautore milanese. Tre brani che abbracciano varie anime del cantautorato italiano, da Cesare Cremonini ai classici Vecchioni, Jannacci, De Gregori, Bennato. Il risultato é gradevole, intrigante, ben fatto.

SAVANA FUNK – Tindouf

Travolgente nuovo album per la band bolognese che assembla ampie dosi di funk, forti tinte afro, latin sound (il primo Santana), groove cinematici, jazz, il tutto shakerato con una visione psichedelica. I titoli richiamano direttamente i temi di multiculturalismo e immigrazione, a cui la band é particolarmente attenta. Eccellente.

JAMESE SENESE – James is back

Uno dei pochi veri soul men italiani, James Senese ha attraversato la storia della musica nostrana, dagli anni 60 ad oggi. Quasi mai ai vertici delle classifiche ma sempre protagonista della qualità, da Napoli Centrale alla carriera solista e mille collaborazioni. Il nuovo album é un riuscitissimo concentrato di funk, soul, musica mediterranea, tradizione popolare napoletana, pop colto, black music, jazz. Testi profondi, intensi, poetici, spesso a sfondo sociale. Un grande lavoro, semplicemente.

GIACOMO SFERLAZZO – Marinmenzu

Non é un album facile, anzi…per fortuna! Di musica “leggerissima” ne abbiamo a sufficienza (e anche abbastanza!). Giacomo Sferlazzo é un militante politico (fieramente comunista), agitatore culturale e artista di Lampedusa. “Marinmenzu” é un album in cui entrano folk, suoni mediterranei (soprattutto quando sentiamo le voci dei migranti prigioniei in Libia in “Give me the oil and take the slaves”, anche questi sono purtroppo suoni del Mediterraneo), la tradizione dello spoken word militante e tanto altro. E’ un lavoro intenso, crudo e potente. Un urlo dalla prima linea. Da ascoltare con mille attenzioni.

ANDREA SICURELLA – Swing breath

Il chitarrista, clarinettista e saxofonista torinese Andrea Sicurella, accompagnato dal trombettista Eugenio Pane, dal chitarrista Federico Fiore e da Ivan Appino e Jino Touche, che si alternano al contrabbasso, omaggia il repertorio di Django Reinhardt con otto brani. Eseguiti magistralmente con puro gusto swing e grande attitudine. Gran finale con “Swing Valse”. Ottimo, elegante, raffinato.

STARSHIP 9 – Hot Music

Ernesto Cornetta e Fabio Fraschini, i protagonisti del progetto Starship 9, tornano con un ep di quattro brani in cui ribadiscono l’amore per il sound delle colonne sonore anni 70, lounge, funk e pop. Un mix intrigante e gradevolissimo, eseguito con la necessaria competenza.

SUSPENDED – Erased minds

La band sarda vanta tra i suoi componenti trascorsi nei Gods Of Gamble e Crummy Stuff. Dieci brani per una ventina di minuti che ci portano nel migliore primo hardcore americano, tra Zero Boys, Adolescents, Social Distortion, primi Bad Religion. I brani viaggiano alla perfezione, tirati, crudi, con una splendida impronta melodica vocale. Eccellente per gli amanti del genere.

DAVIDE TOSCHES – Sulla terra

Il cantautore piemontese ha un’attività discografica parsimoniosa ma sempre di alto livello. Il nuovo album, quarto della carriera, ne conferma le qualità compositive, l’intensità dei testi e delle atmosfere e un’accurata ricerca sonora. Le sonorità si muovono all’interno della canzone d’autore italiana con un substrato rock e un incedere malinconico e romantico. Lavoro più che interessante, profondo, riuscito.

TRIO KALA – Indaco Hanami

Tre vere e proprie stelle della musica italiana, che hanno lasciato il segno in una lunga serie di album e progetti storici, Rita Marcotulli al pianoforte, Ares Tavolazzi al contrabbasso e Alfredo Golino alla batteria, insieme in un album di rara raffinatezza, eleganza e incisività. Tra brani autografi e grandi riletture (“Lady Madonna” dei Beatles e “Napule é” di Pino Daniele tra le altre) un prezioso lavoro di jazz fruibile, in cui la tecnica dei protagonisti si unisce alla perfezione al gusto per arrangiamenti di fattura sopraffina. Eccellente.

VOTTO – Quindi noi sbagliando facemmo giusto

Con un titolo che omaggia il conterraneo poeta e scrittore Nello Vegezzi, la band piacentina esce con un ottimo lavoro, tra screamo e emo, tiratissimo, con echi di Fine Before You Came e The Blood Brothers. Ben fatto, in perfetta linea con il riferimento artistico scelto. Ottimo.

ABBIAMO PRESENTATO I SEGUENTI VIDEO:

GIAN MARIA ACCUSANI – Il fiore per te, SERGIO ANDREI – Brava che sei, LEONARDO ANGELUCCI – Geografia, ARINA – Nuje, BABBINI & AGOSTA – Libero Barabba, BAD COBURNS – The needle, BADRET – Spogliati, BATCAVERNA – Portarcane, BEN – Un giorno qualunque, BERARDI – Cognac, BIG MOUNTAIN COUNTY – Dust, BILLY JEAN – Miami Vice, BODAH – Alligatore d’agosto, ELISA ERIN BONOMO – Altrove, DALIA BUCCIANTI – Un po’ meno, BUNGARO – Zen, CAMELIA – Caleidoscopio, CAPONE & BUNGT BANGT – Io sono, LUCA CAROCCI – Ogni volta che dormo da sveglio, SARA JANE CECCARELLI – Say Africa, RIKY CELLINI – Canzonissima, CHERIF – Testa, JONATHAN CILIA FARO &  MARC MARTEL – Miserere, CIMINI – Karaoke, COLLA – Pistacchio, PIER CORTESE – Te lo ricordi, CRIFIU – Otranto, CUBELOOSE – La festa di Maria, MASSIMILIANO D’AMBROSIO – Il giardiniere, DAYS LIKE HILLS – Big Bang, DEATH OF A LEGEND – Dance Hall Tornado, MRCELLO DE CAROLIS – Spain, IGNAZIO DEG – Come sale, FRANCESCA DEGNITTI – 2metri, DELLACASA MALDIVE – Voglio solo stare fuori all’aria aperta, ELLI DE MON – Blue spirit blues, CRISTINA DONA’ – Desiderio, ELIAM – Eroi, ESDRA – Pianta e uragano, TITO ESPOSITO – You can take this time, FANELLI DEMOLIZIONI – Semiautomatica, DORSO – Benessere, FEDRIX & FLAW – Archimede, FIGLI DI EVA – L scoperta dell’America, FOJA – A mano e D10s, FORSE ELLE – Niagara, GALIL3O – Francesco GARA – Vota Antonio, GAZE OF LISA – Logica, GENISE – Stai con me, GENUS ORDINIS DEI – Exorcism, GHIACCIO – In solitudine, GIALLO – La teoria dell’universo, GOLD MASS – Souls, GRANATO – La giostra,  ALEX GUERRIERI – Sex on the beach, JACOPO ET – Bellissima, KABIRYA – In chiaroscuro, KAOUENN – Flood of light, HACK – Flares, HUMANBEING – Blood, I-SCIENCE – Garab, IL DISORDINE DELLE COSE – Buona sorte, IL VOLO DI COLIN – Speranza 2.0, INANNA – Change, L’ANGELO – Metti un po’ di musica, LA MALASORTE – Comodi, LE ENDRIGO – Cose più grandi di te, LAMAREA – Diventare grandi, LAYZ – Lazzaro, LEDA – Marocco speed, FRANCESCA LEONE/GUIDO DI LEONE – O Telefone, LEOTTA – Ciao Baby, goodbye, LIET – Che mi lasci indietro, LION D – Cannabis for future, ENRICO LOMBARDI – Marta meraviglia, LORENZA – Fuoco e neve, LOST KIDS – Benzodiapezine, LUCIEMME – I miss you, LUVESPONE & MOBY RICK – Odisseo, MAILENA – Va bene così, MALACARNA – Nunné rellore, MANUEL PISTACCHIO – Amicizia, MARDI GRAS – Speak to me, MARRANO – A perdere, MARMO – Fuso orario, MAVI’ – Shonen,  MATEMUSIK BAND – Come te, MELSI – Vieni via con me, MEDICINA NERA – Medicina nera, MERIFIORE – Cattive abitudini, FRANK MERKALLI – No covente il Covid, MISANTROPHIA – Boogeyman, LEONARDO MONTEIRO – Balleremo, MURIKI – Involution, MY HARD RESET – Broken tooth, NEO BLU – Va bene così, EMANUELE NIDI – Nessuno lo sa, NO MOTION – Out of the blue, OLLY – Lego, PANDA CLAN – Claim, G.PATTY – Però Yey, BEATRICE PEZZINI – Il miracolo del sole, PIANISTA INDIE – Kubrick, MARCELLO PIERI – Se fai l’amore come cammini, FEDERICA PINTO – Io te vurria vasà, PIPPISTRANI – La mia libertà, POPULOUS – Linguaggi comuni, RICKY PORTERA – Prega tu, LUIGI PORTO – The sun, TOMMASO PRIMO – Madonna nera, DOMENICO PROTINO – Partire, SEB PUGGIONI – Andiamo al mare, RADIOINFIERA – Frip (fiol de Abramo), RAINBOW BRIDGE – My wing will be stronger, THE REFLECTORS – All made up, RESPIRO – Pre-Carie, RIFRAZIONE – Non é poco, RIO – Stelle di sale, PORFIRIO RUBIROSA – Spendi spandi effendi, LUCA RUSTICI – Vienneme a truvà, PAOLA SAGULA – Vita nuova, LUIGI SALVAGGIO – Ah amami adesso, SCALA H -Il gioco degli anni e dei pensieri, SCILE – Tieniti tutto, SCORTESI – Amsterdam, JAMES SENESE – James is back, MARCO SENTIERI – AliMentali, SESTO – Port Emerald, SETTEMBRE – Le tue camicie, GIACOMO SFERLAZZO – Come un mare gravido di sogni, THE SHAMELESS – Wonderful times, SHEDDY – Due sconosciuti al bar, SHENG – Guaio, SKINNY – Catania, FEDERICO SIRIANNI – La ballata dell’acqua, SIMONE SPIRITO – Respirare, SPOOKYMAN AND THE ALLNIGHTERS – No peace, THEVERSO – Un uomo fantastico, TIPO MILTON – Guante perdido, GIACOMO TONI – Sarà, MATTIA TONI – Un’estate andata un po’ così, ULYSSE – Vetro, UNDERBALL – John Von Lovers GIACOMO USAI – Paese di burro, VEA – L’esatta combinazione, VERGINE – Fiore giallo, VISIONARYA – Medio-crazy, WHATITDO ARCHIVE GROUP – Italian Love Triangle, DAVIDE ZILLI – Italiano all’estero, Y-NOT – Coca Cola, YVAN – Cosa mi frega

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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