Taggato: psichedelia

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A LEMON – Green

Il polistrumentista catanese Alessandro Moncada compone un piccolo gioiello di equilibrio tra pop e la psichedelia elettronica di Tame Impala, un tocco di shoegaze, rtimiche dall’approccio funk. Un lavoro che merita la massima attenzione,...

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PUGLIA – Faith and a little wine

Splendido, maturo, originale, personale, album per Marco “Puglia” Puglisi che si inerpica in sentieri inusuali per il panorama italiano, proprio perché hanno un respiro internazionale (e il suo eccellente inglese lo aiuta parecchio in...

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THEO TADDEI – Loto

Ottimo esordio solista per il musicista fiorentino. Atmosfere di sapore psichedelico, talvolta oniriche ma che si aprono anche al folk e a tratti riecheggiano certi brani degli ultimi Verdena. L’impronta è molto personale, il...

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HUGE MOLASSES TANK EXPLODES – II

La band milanese ci porta in un vortice psichedelico/shoegaze, ipnotico e sinuoso (che a tratti ricorda l’incedere di certi brani dei brit poppers Charlatans). Brani pulsanti, grande groove, ottima scrittura. Disco interessante e consigliatissimo.

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WINDMILL SHOP – Wave

La band lodigiana al primo passo discografico con un album di otto brani autografi. Molto ben suonato e interpretato, scava nel magico mondo del Paisley Underground degli anni 80, tra Dream Syndicate e True West,...

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FLAME PARADE – Cosmic gathering

Flame Parade – Marco Zampoli (voce, chitarra) Mattia Calosci (basso, chitarra) Letizia Bonchi (voce, violino, synth) Niccolo’ Failli (batteria, percussioni) Francesco Agozzino (chitarra) – sono una band toscana dedita ad un indie rock contemporaneo...

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STEFANO MELI – Stray dogs

Un lavoro onirico, dalla forte impronta psichedelica ed evocativa, per il compositore e chitarrista siciliano. Otto brani strumentali prevalentemente improntati ad un uso dilatato e personale della chitarra. Sonorità di non facile fruizione ma...

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HIBOU MOYEN – Lumen

Un delizioso album, dal fascino decadente e malinconico, con un approccio vicino a un gusto psichedelico (soprattutto nell’impronta sonora e negli arrangiamenti) anni 60. Colpisce la grande maturità dell’apparato compositivo, senza mai cedimenti. Tanta...