VITTORIO NACCI – Il bisonte

La NOS Records è lieta di annunciare la pubblicazione di “Il bisonte” di Vittorio Nacci, autore e musicista pugliese, che anticipa il primo album del suo progetto musicale da solista, dopo due LP e un secondo posto a Sanremo Nuove Proposte come leader e fondatore degli iohosemprevoglia. In uscita su tutte le piattaforme il 29 febbraio per NOS/Believe Music.

“Il bisonte” è il singolo d’esordio di Vittorio Nacci, classe 1985, autore, musicista, produttore e figura poliedrica della scena musicale pugliese, che dopo la lunga esperienza discografica al timone della band iohosemprevoglia, con questa nuova avventura artistica inaugura un percorso musicale autonomo, che unisce il cantautorato italiano a sonorità alternative d’oltreoceano.

Il singolo anticipa l’imminente uscita del primo LP dell’artista pugliese, che dopo aver militato da chitarrista in formazioni punk-hardcore del barese, frequenta il Centro Europeo Toscolano di Mogol e si diploma come autore, diventandone poi assistente alla docenza. Nel 2003 mette insieme gli iohosemprevoglia, progetto musicale con all’attivo diversi EP, due LP e un’intensa attività live nazionale e internazionale (arrivando a suonare sul Mambo Stage dello Sziget Festival di Budapest). Nel 2012 viene selezionato con la band per il 62° Festival di Sanremo, nella sezione nuove proposte, piazzandosi al secondo posto. Ne conseguono un contratto con Sony Music, un disco omonimo e l’entrata nel roster di Sony/ATV come autore. Successivamente pubblica il libro di racconti La mandria umana (CSA Editrice) e parallelamente all’attività della band produce diversi progetti della scena pugliese. Tra il 2022 e il 2023 scrive, arrangia e registra nel suo studio Il bisonte, disco la cui produzione è stata seguita da Orbita Dischi e da cui è tratto l’omonimo primo singolo. A fine 2023 partecipa con Francesco Bianconi, Cesare Basile, Mauro Ermanno Giovanardi e altri a Stagioni, disco tributo per i 30 anni di carriera dei Massimo Volume, ideato e prodotto da NOS Records.

Tempo fa mi è capitato di guardare un documentario nel quale si mostrava una mandria di bisonti che, seguendo senza senso apparente il bisonte capo attaccato da un predatore, come in uno stormo in formazione, finiva per intero nel dirupo di un canyon. La drammaticità di quel tuffo collettivo e la sua devozione totalizzante mi sconvolgono ancora oggi. Ho poi approfondito la lettura di un saggio sui bisonti americani…questi animali sono capaci di grandi solitudini e al contempo di un acuto senso della protezione. Non importa a quale costo.
Dopo la pandemia ho avuto la sensazione di aver disimparato dagli esseri umani. Vivo in campagna, in collina, ho vissuto quei mesi solo coi miei tre cani. Seppure fosse un momento di enorme difficoltà collettiva, la sospensione del tempo e la fortuna di poter camminare per boschi, hanno affilato il mio desiderio di silenzio assuefacendomi a esso. Non c’è nulla di spirituale in questo, è stato solo come tornare a una dimensione letargica, fatta di innumerevoli microscopiche consapevolezze di sé, ma anche dei limiti terrestri ai quali si accompagnano. È così che può capitare di sentirsi soli con gli altri e meno con sé.
Chi ascolterà vorrei si domandasse se non vale la pena di continuare a fare le nostre stupide cose con la grazia di un bisonte.” (V. Nacci)

“Il bisonte”, in cui un testo dal lirismo malinconico si fonde con linee di chitarra scarne ma morbidamente dream-pop, è accompagnato dall’uscita del suo videoclip ufficiale, affidato alla regia di Antonio Stea, che così commenta il suo lavoro: “Nel cuore del bosco, dove l’ombra danza con la luce e il tempo si perde tra le foglie, c’è un luogo dimenticato dal tempo. È lì che il protagonista del videoclip “Il Bisonte” trova finalmente il suo rifugio. Un casolare abbandonato, avvolto dal mistero e dal silenzio, con un fuoco acceso che brilla come una fiamma di speranza nel buio della sua solitudine. Attraverso il fuoco, il tempo ritorna alla normalità e il protagonista prende consapevolezza di tutto ciò che lo circonda. È in questo momento di risveglio interiore che comprende che la sua solitudine era solo una fase necessaria per ritrovare se stesso e il suo posto nel mondo. Ma prima di questo epilogo, il viaggio del protagonista ci conduce attraverso un mondo sospeso tra realtà e sogno. Con l’uso del Time-lapse nelle scene statiche, emerge il contrasto tra il movimento incessante del mondo esterno e l’immobilità del protagonista, simboleggiando la sua staticità emotiva. Nei boschi, la tecnica della pixilation aggiunge un tocco di magia e meraviglia al suo cammino, trasportandoci in un mondo di surreale bellezza, dove il confine tra il reale e l’immaginario si dissolve.”
“Il Bisonte” ci invita a esplorare i misteri dell’animo umano, a perdersi nei boschi dell’introspezione e a ritrovare la nostra vera essenza, anche nelle più remote e dimenticate parti di noi stessi.

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito è protetto da reCAPTCHA, ed è soggetto alla Privacy Policy e ai Termini di utilizzo di Google.