ALBERTO NEMO – L’infinito (Adapted from “L’infinito” by Giacomo Leopardi)

ALBERTO NEMO, a pochi giorni dalla pubblicazione del suo nuovo disco,

rende omaggio a Giacomo Leopardi,

cantando al contrario il testo della sua poesia più conosciuta; L’infinito..

Come sempre per NEMO l’approccio è verso un tipo di musica sacra “essenziale” che ci eleva… che in un momento doloroso come questo ci aiuta a guardare oltre la siepe

 

Dal lavoro nascono le regole. Su questo presupposto Alberto Nemo, cantautore e musicista italiano, ha identificato dieci punti programmatici che descrivono la “nemizzazione”, il suo processo di elaborazione creativa. Queste riflessioni nascono dal suo modo di fare musica e canzoni, un approccio che gli è naturale e che ha voluto codificare in questo documento. Si tratta di un procedimento che agisce inizialmente in maniera destrutturante per poi ritrovare un nuovo assetto formale che ridona all’opera “nemizzata” una vita che non tradisce ma esalta quella precedente. Un ottimo esempio di questo lavoro è il suo omaggio a “L’infinito” di Giacomo Leopardi (Link: https://youtu.be/a9AtUlPQgxQ). Si tratta di una rivisitazione davvero particolare, partendo dalla fine della poesia si giunge all’inizio con un risultato davvero straordinario. Prove evidente che il genio recanatese aveva colto davvero l’essenza e, attraverso questo brano di Alberto Nemo, ci fa viaggiare ancora verso un nuovo infinito.

Questo manifesto è stato inviato in forma manoscritta dall’autore ai musei ed ai teatri in Italia e nel mondo (Moma, Guggenheim, Mnam e altri) Di seguito potrete trovare il testo di Nemusico con l’invito finale ad estendere questa ricerca a tutte le arti.

Nemusico – manifesto della musica essenziale

La musica è una conchiglia che non smette mai, nella sua infinita spirale, di portare in nuovi spazi, sempre più sottili. La riduzione degli elementi comporta un aumento del potenziale espressivo di ogni singolo strumento usato, primo fra tutti, la voce. L’opera si compie in un tempo ristretto e senza elaborazioni, vi è una riduzione complessiva di mezzi, di tempo e di spazio che costringe il musicista ad uno sforzo di massima elevazione dei sensi e la ricerca delle più recondite potenzialità del suono. Un’operazione di spoliazione, arte povera musicale, che mostra la sua nuda struttura sorretta dalla forza dell’idea e dal potere evocativo primordiale. La tecnologia non è esclusa, così come nella scultura l’uso delle punte elettriche ha sostituito il martello. “In ogni componimento c’è sempre qualcosa da togliere”. Alberto Nemo).

1)     Su – o – no. Elevazione o silenzio. La musica è e crea uno spazio sacro. Porta ad un risveglio interiore e dei sensi (Su), altrimenti è preferibile il silenzio o semplicemente il suono in cui viviamo (no).

2)     La voce come strumento primario. La voce umana è la migliore strumentazione di cui disponiamo.

3)     Unire cultura e natura. Far coesistere le forme elaborate dalle varie tradizioni con l’ascolto diretto della natura e dell’ambiente.

4)     Ottenere micro variazioni tonali. Semplificazione non è impoverimento, bensì valorizzazione dei suoni e del canto attraverso una modulazione fine e preziosa.

5)     Sensazione di ascoltare da diversi punti e distanze lo stesso suono. Inserire il movimento nel suono, far cantare lo spazio.

6)     Rapporto con l’assoluto. Il punto di fuga della musica e del canto è all’infinito.

7)     Musica “sulle cime” e non “sotto fondo”. La musica è fatta per stare in alto, essere protagonista, esperienza totalizzante in un tempo determinato.

8)     Azione e non decorazione. Gesto determinato e non orpello.

9)     Azione e non ripetizione. Gesto unico e non reiterato.

10)  Nemizzazione, ovvero, purificazione musicale. Di ogni brano, originale o reinterpretato, mettere in atto un filtro sottile che faccia passare solo la musica.

Questo progetto di elaborazione può essere attuato su tutte le forme d’arte permettendo una maggiore identificazione e chiarezza nei mezzi espressivi. Invito gli esponenti delle varie discipline ad applicare questo procedimento e a portare il loro contributo.

Alberto Nemo

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza cookies per permetterti una migliore navigazione. Navigandolo, dai il tuo consenso. Più informazioni | Ho capito.