STAINDUBATTA – Avàle

Diretto e prodotto da: Staindubatta
Collaboratore: Elia Palmero
Attori: Alessandro, Shehan.

Nel flusso ininterrotto di nuovi dischi che chi ascolta musica riesce ad intercettare, è facile farsi sfuggire una piccola gemma. Nel nostro caso, un amico, ci ha suggerito di ascoltare una band speciale. Si tratta degli Stàindùbatta.

Ce ne parla Fabio Angeli degli esterina:

Gli Stàindùbatta, in garfagnino “dove lo metti sta”,sono una bella notizia per la scena musicale della Toscana settentrionale e per tutta l’Italia. Nati da poco più di 2 anni hanno pubblicato un album (omonimo) e ne faranno uscire un secondo nella prima metà del 2019.
Quattro musicisti che hanno aperto bottega aggregando musica e parole a partire dal “paesaggio” che utilizzano per le loro canzoni, il dialetto garfagnino, che li colloca, insieme e grazie alle loro montagne e al rigore dei loro inverni, a latitudini molto più basse rispetto alla loro reale posizione geografica. _
Il suono ricorda quello di “landscape” desolati tra tundra e pack artico, dove le dinamiche si fanno estreme e si perde contatto con il reale perché il reale non esiste un granché. _
In bilico tra postrock, psichedelia e canzone ambient i temi che finora hanno frequentato sono quelli della memoria, della nostalgia, degli affetti e dell’abbandono cercando una tessitura che in qualche modo porti tutto e tutti ad una catarsi.
Gli STNDBT, a partire da loro nome, mentono sapendo di mentire perché tutto vogliono fare meno che stare lì dove sono stati messi, hanno intenzioni serie e riusciranno in quello che hanno in mente solo se diventeranno quello che la loro terra, dalla quale provengono e da cui traggono ispirazione, non è mai stata: un luogo cosmopolita, aperto alle contaminazioni, pronto a tagliare legami per riannodarne altri nell’altrove.

Stàindùbatta: “Avàle”, il videoclip

Da troppo tempo il mondo porta con sé vuoti difficili da colmare. Luoghi dove il passato ha lasciato un segno indelebile e il futuro fatica a crescere.
Avàle, adesso, possiamo finalmente scegliere di svegliarci e ricominciare da capo. Se apriamo i nostri occhi possiamo riconoscerci e riempire quei vuoti con carezze, colori e sorrisi. Possiamo rincorrerci fino a quando non saremo stanchi. Fino a quando non cadremo a terra stremati e da lì guarderemo in alto. Ci accorgeremo di essere ancora piccoli di fronte alle cicatrici del mondo, ma saremo insieme. Insieme nonostante le differenze, nonostante le paure, nonostante le distanze.

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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