ALESSIO BONDI’ – Si Fussi Fimmina

“Questa ballata mette in scena la sinestesia di una separazioneracconta Alessionegli spazi confusi in cui l’Amore non si trasforma ancora in qualcos’altro e non si sa più con che cuore presentarsi davanti all’altro. Ci ho messo tre anni per finirla ma come altre mie canzoni, la prima ispirazione è venuta in un momento di calma, svegliandomi da un sonno profondo, come premonizione di quello che sarebbe avvenuto dopo. Ha il sapore della grande storia d’Amore a cui è rivolta e ne porta con sé tutti gli scatoloni, le cicatrici, i sorrisi.

Sul videoclip, Bondì spiega l’idea di fondo: “è molto semplice ma magnetica, io e il regista Ludovico Di Martino volevamo raccontare un Amore, vissuto con intensità dal suo inizio fino alla fine e descritto da un bacio appassionato in un luogo e tempo sospesi. Il video è pensato come un unico, fluido piano-sequenza: una modalità di ripresa che include la performance al suo interno, in un certo senso è come se si facesse teatro con una regia cinematografica. Quando abbiamo girato alcune take tutta la troupe era in lacrime, gli attori Alessio Del Mastro e Marta Jacquier si sono fatti canna d’organo per le note che volevamo passassero, una vera magia”.

 

Alessio Bondì, una delle recenti rivelazioni del cantautorato italiano, finalista al Premio Tenco 2015 e vincitore del Premio De Andrè nel 2014, è un autore di razza, la sua scrittura è meticcia: nasce da radici folk e si mescola con i ritmi contemporanei e il suono esotico della lingua natìa, il dialetto palermitano con cui “conta storie plasmando il dialetto come vuole” scrive il settimanale Internazionale di Bondì. Con il suo album “Sfardo”, pubblicato ad aprile 2015 (Malintenti Dischi – 800A Records – distribuito da Audioglobe/Rough Trade/Believe Digital) è riuscito ad esportare il dialetto palermitano in Italia e all’estero conquistando critica (“Uno di quei talenti che potremmo esportare con orgoglio al South by Southwest” scrive il Fatto Quotidiano) e pubblico con oltre 100 concerti in tutta Italia e in Europa (Berlino, Parigi, Barcellona) negli ultimi due anni. Un grande successo grazie alla sua scrittura autentica di un musicista atipico, artisticamente apolide, definito “una via di mezzo tra Rosa Balistreri e Jeff Buckley”. Successo che sta attualmente replicando all’estero dove “Sfardo” è stato pubblicato e distribuito in 10 Paesi (Spagna, Germania, Austria, Belgio, Brasile, Olanda, Francia, Lussemburgo, Svizzera e UK) in digitale, cd e vinile, con traduzioni in 5 lingue.

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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