BIANCOSCURO – Mi nombre

Cinque ragazzi con un unico animo latino scandiscono il ritmo di un’estate tutta da ballare.

“Mi nombre” è una domanda posta in una asfissiante giornata estiva, dopo un bagno al mare e prima di prepararsi per la serata. “Mi nombre” è un mojito sorseggiato mentre il sole tramonta e ci si chiede se quella persona, sia essa un amore storico o una comparsa di qualche ora, si ricorda ancora di noi. Ma la domanda svanisce in fretta senza risposta e lascia spazio alla festa.

BlancoScuro è prima di tutto un progetto discografico, nato nel 2017 dall’incrocio di alcuni musicisti con una scuola di musica (FourMusic) e uno studio di registrazione di Forlì (Deposito Zero Studios). L’idea che ha ispirato il progetto è stata quella di mettere insieme la voglia di creare singoli di qualità radiofonica, sbizzarrirsi in studio di registrazione, più che in sala prove, e scrivere canzoni in spagnolo, lingua madre di Marcos, cantante argentino e principale autore dei testi. Si cerca di produrre brani che siano allo stesso tempo orecchiabili, anche sulla linea della musica calda e latina che imperversa in questi anni, e divertenti da produrre, con arrangiamenti studiati per giorni, suoni mai banali e anche una certa profondità dei testi. Nonostante il progetto sia solo all’inizio, sembra ormai chiara la linea artistica che guiderà i prossimi mesi e che vedrà alternarsi singoli più leggeri a canzoni più profonde

«Uno degli obiettivi con cui è cominciato il progetto BlancoScuro, infatti, è stato quello di sfidare noi stessi e le nostre abitudini di musicisti da band, che si ritrovano in sala prove, 2 chitarre, un basso e una batteria e scrivono pezzi, spesso belli per un palco, ma qualitativamente scarsi per una diffusione radiofonica. Paradossalmente è stato più difficile comporre in studio un pezzo “pop”, che in sala prove un pezzo rock!». Blancoscuro

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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