DARIO MARGELI – Sono quel bambino

Il nostro vero sé è quella consapevolezza che vede gli eventi buoni e cattivi andare e venire. Il puro sé è ancora lì quando cresciamo. È solo coperto dalle nostre brutte esperienze. La canzone vuole aiutare l’ascoltatore a raggiungere la luce della coscienza.

Essendo stato parte della scena musicale indie rock italiana dal 2011, questa volta Dario ha utilizzato una produzione nello stile New Retro Wave. Esempi di questo stile di produzione elettronica sono successi come “Blinding lights” di The Weeknd o Running In The Night di Ollie Wride e FM-84. La canzone è veloce e ballabile e ha ottimi sintetizzatori analogici suonati dal musicista Francisco Villafuerte.

Tratto dal testo della canzone:
“Sono quel bambino che non aveva paura di niente
che giocava per ore sul tetto senza pensare al domani
Sono quel bambino, senza nessuna preoccupazione
che si arrampicava sugli alberi, a vedere il panorama, senza pensare al domani
Sono quel bambino, che resta lo stesso
mentre gli eventi vanno e vengono”

Testo e musica della canzone sono di Dario Margeli.

Le cose sono molto cambiate dall’estate del 2012 quando Dario ha avuto una hit virale con il brano Buongiorno Fino A Quando Servo. Negli ultimi anni molte band indie rock hanno avuto successo in radio e nelle classifiche. È morto Franco Battiato e lo streaming è pieno di rapper. La musica di Dario si è trasformata in una musica che serve allo scopo di praticare insegnamenti spirituali e lezioni di vita. La sua musica non riflette rabbia, perché è meglio non aggiungere altra rabbia a questo mondo già malato. Di giorno lavora in ufficio ma ha trovato il tempo per creare canzoni come la sua canzone del 2016 “Non sono la mia mente” che è stata una delle canzoni autoprodotte di maggior successo di quell’anno. Quando Dario era un ragazzino, la musica era molto diversa. La musica di gruppi come Chic aveva sezioni di archi e violini, Prince non solo cantava ma era un chitarrista magistrale e l’italo-disco dava  gioia all’ascoltatore. C’erano così tante lezioni apprese da quella musica. Ora, qui nel 2021, lo sta combinando con la nuova realtà odierna di software e smartphone.

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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