FABBRI – Lo sbirro

Fabbri è un progetto di Gabriele Fabri. Dopo lunga esperienza nella storica band punk/noise di Senigallia Jasmine gli Sbalzi, inizia nel 2018 a comporre brani crack pop, genere di cui è l’inventore e unico esponente. Dopo gli ottimi riscontri dei primi due singoli “Acido” e “Discomare” (prodotti da Luca Treno di MangiareBene Dischi e mixati da Barbara dei Pop X), lo stralunato artista marchigiano trapiantato a Bologna torna con un nuovo imperdibile brano, una cover de “Lo Sbirro” di Dj Gruff, che anticipa il suo album d’esordio in uscita a fine 2020 per Altini CoseMangiareBene Dischi Big Lakes, dal titolo “Crack pop Vol 1”.
Il singolo è accompagnato da un videoclip che più fuori di testa non si può. A parlarcene è lo stesso Fabbri:
L’idea di fare una cover mi girava in testa da un tot, camminando su internet vedevo band che coverizzavano i grandi della musica italiana. Tutta roba a cui sono davvero legato ma che strideva con il mio vissuto e il mio immaginario. Rischiava di essere una pomiciata indie hipsteroide troppo forzata per com’è Fabbri, non tanto per provocazione, ma semplicemente perché il mio immaginario in questi 9 anni che sto a Bologna è stato diverso. Tanta funky music, serate Hip Hop, di ogni tipo, rave tekno di tre giorni, punk hardcuore e tanto noise (Steve Albini è tutto intorno a me). Pochi concerti insomma di questa scena indipendente italiana, che tra l’altro ha proposto davvero tanta roba di qualità, ma che per giro di amici, non capitava quasi mai di finirci in mezzo. Allora mi son detto Dj Gruff è uno degli artisti più importanti della musica italiana, che faceva jazz con il suo flow sbilenco, e proponeva un hip hop che strizzava l’occhio anche ad altri generi, e Lo Sbirro ne è l’esempio vivo. Parlare di pop o quello che è non serve, infatti noi siamo Crack Pop tra l’altro, e sto pezzo che ho ascoltato e riascoltato con la mia cricca a fumare cilum in Castiglione funzionava bene. Poi so che gli ortodossi del genere diranno questa roba è una cagata indie, pure con sti suoni vapor che hanno stufato a tutti, però va bene così. Fabbri è un giullare, un satiro bifronte, e della politica si è interessato sempre a modo suo. Però il messaggio è chiaro, che è quello che conta di più, io non ho dovuto far nulla. Poi ho trovato questi video sul tubo che hanno fatto il resto, niente molotov e scontri (sta roba serve nella realtà),  ma capriole e coreografie incredibili, e il gioco è fatto. Perciò daje Fabbri e la famiglia sono contenti, emozionati e divertiti da questo giochino che è la cover dello Sbirro, la prossima cover che mi piacerebbe fare è Alta Marea di Venditti tech-house, o qualcosa di Franchino (l’unico   vero Franchino)  o del Diabolika, magari con un’orchestra d’archi. Questo è non è il crack pop. IO NON SONO NESSUNO MA NESSUNO SARA’ MAI COME ME.
Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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