Fabio Fantazzini – Dread Inna Inglan

STREPITOSO saggio sulla CULTURA BLACK BRITISH.

La storia dell’immigrazione in Inghilterra dalle West Indies (Giamaica, Trinidad, Brabados, Grenada etc) colonie ed ex colonie britanniche.
Dal simbolico arrivo a Tilbury, sul Tamigi, della nave Empire Wildrush, il 21 giugno 1948 con i primi giamaicani, al successivo e progressivo insediamento di centinaia di migliaia di sudditi dell’Impero, ben presto stranieri in patria.
A cui seguì lo straniamento di essere rifiutati da quella che erano stati educati a considerare la “madre patria” e i cui figli, nati in Inghilterra, vedono un potenziale ritorno nelle terre dei genitori come un’emigrazione in terra straniera.

Gli attacchi alla popolazione nera a Notting Hill nel 1958 certificano “l’esistenza del razzismo” e “sferrano un colpo simbolico a quell’English Dream custodito dai migranti afro-caraibici che per la maggior parte della popolazione inglese rimangono comunque migranti stranieri.”
Che realizzano di essere semplicemente “negroes, blacks o West Indians”.

“Nasce il “new racism”: “le differenze non si giocano più sul piano biologico ma su quello culturale”.

Gli immigrati portano con sé calypso, ska, rocksteady, reggae e lo stile rudeboy che si inseriscono nella musica e cultura britannica e la cambiano radicalmente.

“I sound system, come altri esempi all’interno della diaspora nera, assumono quindi la funzione di rappresentazione di un blocco sociale sistematicamente escluso dai vari organi del sistema.
Si configurano come spazi di resistenza culturale rispetto all’esclusione e alla marginalizzazione della comunità nera da parte delle istituzioni.
In secondo luogo acquisiscono maggiore rilevanza politica in quanto vettori comunicativi di messaggi (siano essi la cronaca di un evento o inviti alla ribellione) durante il picco del conflitto da istituzioni inglesi e controcultura nera…i sound system oltre ad essere un luogo di divertimento, sono uno spazio pubblico di scambio di informazioni e di discussione.”

Un libro ESSENZIALE che si addentra alla perfezione e con uno spessore culturale di altissimo livello, in un contesto mai sufficientemente esplorato.
Arricchito da mille dettagliatissime citazioni, particolari sconosciuti, nomi, dischi, episodi.
Unico appunto la mancata traduzione delle parti in inglese, spesso importantissime.

“La decostruzione e, in qualche modo, la distruzione del mito del ritorrno è un passo fondamentale per la formazione delle identità delle “seconde generazioni” e, non secondariamente, per la loro mobilitazione politica.
Nate o cresciute nel paese di emigrazione dei genitori, le nuove generazioni sono maggiormente recalcitranti all’idea di accettare quello scambio basato sulla manodopera a basso costo e sullo sfruttamento offerto ai primi migranti, rimettendo in discussione l’insieme delle loro condizioni sociali.
La condizione di “ospite temporaneo” che rendeva più accettabile la rassegnazione rispetto ai sacrifici e alle difficoltà in vista di un futuro rimpatrio, viene eliminata rendendo le nuove generazioni più esigenti nell’ottenere come “diritti” quelle che fino ad allora erano state “concessioni”

Fabio Fantazzini
Dread Inna Inglan
HellNation Libri
euro 24

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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