KOSE – Guernica

 

Il rap, la musica, la luce. Concetti estremamente complementari, ma per molti divisi, sperati da tematiche superficiali, frivole, vacue. La concezione errata ed erronea che il rap sia e debba essere sinonimo del racconto di sfarzi, ricchezze ed esistenze vissute al limite della legalità. Ma il genere, sviluppatosi appieno come costola dell’Hip Hop negli USA a metà degli anni ’70, aveva principalmente il compito di esprimere in rime i pensieri, i sentimenti, le emozioni, i drammi e le gioie della gente; il desiderio di riscatto, questa era la chiave. Ma il riscatto non va e non deve essere inteso come una sfida alla vita, come un piccolo olimpo fondato sull’insuccesso altrui; al contrario, occorre partire da se stessi per vivere un’esistenza appagante, soddisfacente, in linea con le proprie attitudini.

Ed è lontano dalle ostentazioni di ogni genere e tipo che Kose, MC mantovano classe 1979, ha costruito il suo percorso artistico, facendo proprio il linguaggio del Rap, ma discostandosi da tutto ciò che esula dall’esigenza espressiva, compresi gli sfoggi, che negli anni ‘80-‘90 erano simbolo tangibile di quel riscatto, ma che oggi, per molti, appaiono più come specchi dorati per le allodole; il manifesto di quell’esibizionismo che, nell’era dei Social, appartiene un po’ a tutti noi.

 

Biografia.
Gianluca Cosentino, in arte Kose, nasce a Mantova nel Maggio del 1979. All’età di 14 anni entra in contatto con la cultura Hip Hop della sua città, prima con il breaking e poi con il rap. Si appassiona presto all’arte del freestyle e nei primi anni del 2000 presenzia a numerosi eventi locali legati al breaking, partecipando a battle di rap. Nel 2003, un’esperienza inaspettata lo travolge, modificando le sue priorità. Intraprende un cammino personale e spirituale intenso e non facile, alla ricerca del suo posto nel mondo. Nel 2009 si iscrive all’Istituto Superiore di Scienze Religiose, conseguendo la laurea magistrale in Scienze Religiose. In seguito, inizia a lavorare come insegnante di Religione Cattolica alla scuola primaria statale, ruolo che ricopre tutt’ora. Nel 2010 si sposa e diventa padre di tre splendide ragazze. Nel corso degli anni gira la Penisola, arricchisce il suo bagaglio personale e professionale e fonde il rap con la sua testimonianza di vita e di fede. Ma Kose non mira ad essere definito un “rapper cattolico”: la Fede è parte fondamentale della sua esistenza, ma i messaggi che vuole trasmettere con la sua musica hanno una valenza globale, che raggiunge uomini e donne indipendentemente dal credo di ognuno. Il 21 Giugno 2019 esce il suo primo album, “Animadvertere”, un disco composto da 10 tracce, dalle quali emerge pienamente il suo stile artistico e la sua visione di vita. Grazie a questo LP calca i palchi di molte città italiane e nel Settembre dello stesso anno inizia a collaborare con la Casa di Produzione mantovana Cosmophonix Production, con cui realizza il brano “Guernica”, una canzone dalle sonorità essenziali, che lasciano spazio al testo, profondo, incisivo e denso di significato. A Gennaio 2020 inizia a lavorare con il musicista Alessandro Fava, già bassista dei Novel e producer. Con lui realizza un tour di concerti dalle tonalità Black Music, nel quale è accompagnato da una band formata da Andy Enaud alla batteria (già per GionnyScandal, Sonhora, Sugar Shake e molti altri), Marco Galeone alle tastiere (frontman dei Novel), Giovanni Manfredi alla chitarra, Angie Alfieri backing vocal e dallo stesso Fava al basso ed alla direzione artistica. La tournée segna il tutto esaurito già dalla prima tappa. Un rapper, un uomo, un artista sincero che punta a smuovere le coscienze grazie al potere della musica, delle parole ed a quello, universale e potentissimo, dell’Amore, in ogni Sua forma e declinazione.

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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