I MATTI DELLE GIUNCAIE – Il Mondo senza noi

Il mondo senza noi” il nuovo singolo della band hard folk maremmana I Matti delle Giuncaie. Il brano anticipa il quinto album che verrà pubblicato a giugno dall’etichetta Salty Music la quale cura anche l’imminente tour.

“Il mondo senza noi” è una canzone concepita durante il primo lockdown da Covid19 e risente di un periodo per tutti difficile, ma la sorte si è accanita e il brano viene rilasciato in concomitanza di una situazione ancora più drammatica cioè un conflitto che vede soffrire vittime innocenti.

“Ma ti immagini un mondo senza noi?” – recita il testo scritto da Lapo Marliani e Francesco Ceri – provocando l’ascoltatore e favorendo la riflessione: “Sarebbe un mondo senza guerra, senza inquinamento, senza sofferenza?“.
Sul finale il videoclip lancia una risposta, un NOI gigantesco scritto con tanti strumenti musicali nel bel mezzo della maestosità del Parco Naturalistico Geotermico delle Biancane (nel Comune di Monterotondo Marittimo in provincia di Grosseto) a ricordarci che solo insieme possiamo risolvere i problemi che oggi affliggono il mondo.

” Il brano, e buona parte del prossimo album, è nato durante il primo lockdown” racconta Lapo Marliani voce e chitarra della band. “Quello che ci ha colpito di più di quell’assurdo periodo era il non potersi vedere ma solo immaginare: il mondo esterno senza noi umani. Siamo sicuri che un mondo senza umani non se la passi meglio? In un periodo in cui esibirsi in concerto era proibito è stato anche un’occasione per riflettere sul nostro ruolo di artisti all’interno della società. Pensiamo che gli artisti debbano non solo intrattenere ma anche lanciare spunti di riflessione, magari ridendo del problema definendolo “ridicolo come un tentacolo” oppure chiedendosi, a parte noi umani, ma “chi se ne frega poi dell’Homo Sapiens?

Credits brano e video:
Editore e label: Salty Music
Testo di Lapo Marliani e Francesco Ceri
Musica: I Matti delle Giuncaie
Ideazione e realizzazione video a cura di Andrea Fornai e Daniela Di Tommaso
Attrice Daniela Bulleri.

Quattro Matti che nelle fredde sere d’inverno e nelle calde notti d’estate folleggiano a tutte corde per un viaggio intorno al mondo con chitarre e mandolino. Dal tango alla rumba, dal cancan alla suite, cantando a squarciagola “iappappà!” accovacciati sulla spiaggia vicini alle giuncaie. La band è formata da Lapo Marliani, Francesco Ceri, Simone Giusti e Mirko Rosi che costituiscono i suoni, i cori e le voci matte della band regina dell’Hard-Folk Maremmano.
Tutti e quattro animatori di una patchanka che miscela il rock, la musica gitana, il folk e quella cantautorale al fine di ribadire il motto “divertirsi suonando”.
Il gruppo viene alla luce con un primo “atto matto”: tre pezzi per la colonna sonora del Dvd “Salviamoci” (Carta/Cantieri Sociali) dagli strani titoli: Canapone, Il Ballo delle Canapa e Sweet Canapa (tutti e tre presenti nel primo disco “Iappappà”). Da quel momento in poi I Matti delle Giuncaie hanno suonato in ogni tipo di struttura o luogo. Si rammentano innumerevoli concerti tra centri sociali, live club (anche internazionali), pinete sul mare, paesini sperduti, con i Gogol Bordello a Pisa, con gli amici al Congo Bar, con i Modena City Ramblers, sulla barca in palude, con l’energia spagnola di Muchachito Bombo Infierno, su una collina ventosissima, con Marco Calliari in Quebec, in mezzo alla gente, al Sacro Cuore a Parigi, a Berlino, in Sicilia, in mezzo alla neve, con la Bandabardò un sacco di volte e in tanti altri posti strani o convenzionali in giro per il mondo.
Band che dall’underground è riuscita a conquistare l’Italia e che suona regolarmente in giro per l’Europa ed il Nord America.
Cinque dischi all’attivo, Iappàppà del 2010, Cignal Patchanka del 2014, Noi non siamo stanchi del 2016 (VRec), Matti Live (VRec) e il penultimo nel 2019 dal titolo Ethic (Vrec).
Hanno collaborato discograficamente con Enrico Erriquez Greppi, Francesco Fry Moneti, Eugenio Bennato, Marco Calliari, Michele Lombardi, Fred Peloquin, Riccardo Brizzi, Candida Nieri e molti altri.

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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