Novembre 2023. Il riassunto del mese

Come ogni mese procediamo a un riassunto delle recensioni e dei video pubblicati.

Nel mese di novembre 2023 abbiamo recensito 42 ALBUM e presentato 113 VIDEO.

Dall’inizio dell’anno RadioCoop ha recensito 402 ALBUM, 259 SINGOLI e presentato 892 VIDEO.

ALBUM

AA.VV. – 17 fili rossi + 1

E’ sufficiente scorrere la lista di nomi partecipanti a questo progetto per intuire i contenuti di questa compilation: Gang, Renato Franchi & His Band, Yo Yo Mundi, Filippo Andreani, Alessio Lega, Come le foglie, Casa del Vento e la Banda degli Ottoni a Scoppio, Daniele Ridolfi, Andreacarlo e Emily Collettivo Musicale. Artisti da sempre politicamente impegnati, a fianco di istanze a favore della giustizia sociale. E in questo caso in ricordo dell’inizio della fase stragista in Italia, il 12 dicembre 1969 in Piazza Fontana a Milano. I sedici brani spaziano in vari ambiti sonori ma sono una vivida testimonianza dell’esigenza di non dimenticare mai quanto accaduto in quei tempi bui e sordidi.

AETHER – s/t

E’ un percorso artistico e sonoro piuttosto complesso, quello della band milanese che si e ci immerge in atmosfere sospese e soffuse, passando da influenze che arrivano dai Pink Floyd e dai Genesis dei primi anni 70, per poi lasciarsi cullare da abbracci ambient. A fianco si evidenza un approccio jazz fusion cerebrale e tortuoso. E’ un album personale e originale da cui lasciarsi affascinare e che prelude a interessanti sviluppi.

ALGOT – Ouch

La band romana dopo un primo ep approda all’album d’esordio. Un lavoro che viaggia tra math rock, groove funk, sperimentazione, ritmiche composite e spezzate, esplosioni sonore, uno sguardo costante alla lezione dei Talking Heads e reminiscenze dai Battles. Più che ottimo.

ANANDA MIDA – Reconciler

Ottantatre minuti di voli strumentali, furibondi attacchi sonori, viaggi tra space rock, psichedelia, stoner, rock blues, hard rock, Motorpsycho, suite di 22 minuti, momenti acidi ai confini con il noise che riportano addirittura ai Sonic Youth. C’è di tutto in questo poderoso nuovo album della band veneta che chiude una trilogia iniziata parecchi anni fa. Un lavoro che non ha paura a confrontarsi con i tempi lunghi, in un’epoca di musica condensata e liofilizzata. Lo sforzo è encomiabile e regge alla distanza, grazie a tanta creatività, un’esecuzione di altissimo livello e la capacità di attraversare i più disparati ambiti con maestria e competenza. Notevole.

BALDO & I GIOVANI – L’ora d’aria

La banda friulana si e ci diverte con una serie di brani autografi a base di swing, jazz, jive, manouche di sapore anni Trenta/Quaranta, dal piglio allegro e scanzonato, suonato molto bene e con la giusta attitudine, che riproduce alla perfezione il sound dell’epoca. Un album leggero e perfetto per un ascolto disimpegnato.

BEBALONCAR – I’ll drive you from my mind

In attesa del nuovo album, previsto per il 2024 su etichetta Silverdrop Recordings, la band bolognese torna con un singolo, cover della cult band americana dei 60’s Fallen Angels. La versione di cinque minuti dei Bebaloncar è ancora più spettrale dell’originale, avvolgente e psichedelica, con agganci anche al mood caro ai Jesus and the Mary Chain. Il tutto fa aumentare l’attesa per il secondo album dopo il brillante esordio dello scorso anno.

ENRICO BRIZZI e YUGUERRA – Bastogne

Nel 2021, in occasione dei 25 anni dalla pubblicazione del romanzo “Bastogne”, lo scrittore Enrico Brizzi e il suo collaboratore Yuguerra decidono di trasformare il libro in disco con la partecipazione di ospiti come Max Collini, Bebo de Lo Stato Sociale e Steno dei Nabat. I sette brani mischiano potenti sciabolate alt rock con il parlato/cantato di Brizzi, in un efficace mix di musica e spoken word che esalta l’unicità e originalità del progetto. Più che ottimo.

BUD SPENCER BLUES EXPLOSION – The next big niente

Album coraggioso, avanguardista, di “musica totale” per una delle realtà più interessanti ed energiche della scena italiana. Il nuovo lavoro non ha paura di sperimentare, senza regole, lontano dalla forma canzone, spaziando tra psichedelia, elementi afro, noise, jazz, kraut, post rock, blues. Tanta creatività ed ecletticità per una band che si conferma tra le più interessanti del panorama nostrano.

CLUB RIVERA – Elements

Esordio del duo di musicisti siciliani Antonio Calandra e Francesco Arena che, con grande maestria, prendono spunto dalla nuova British jazz (che unisce agevolemente e regolarmente ja, hip hop, funk, soul, afro e tanto altro), dalle contaminazioni care a Nicola Conte, introducono elementi mediterranei a rendere il tutto ancora più personale. L’album è estremamente godibile, grazie a un groove irresistibile e a un gusto melodico che rende il tutto fruibile e gradevolissimo.

PIT COCCATO – Tales of Lonely Nights

Un ottimo ep in cui si mischiano, con un taglio chitarristico, canzone d’autore, rock, pop dal gusto introspettivo e con una patina malinconica, spaziando, a livello di ispirazione, da Paolo Nutini ai Wilco. Molto ricercati gli arrangiamenti che conferiscono al prodotto una solida potenzialità internazionale. Ci sono classe e talento, attendiamo sviluppi più che positivi.

LORENZO DEL PERO – Nato il giorno dei morti

Terzo album per il cantautore e poeta pistoiese. Un lavoro aspro e intenso, profondo e abrasivo, dove rock, blues, ballate dolenti si intrecciano in una miscela minacciosa e inquietante. I testi sono sempre articolati, mai banali, affrontano tematiche poco consuete nell’odierno cantautorato, come morte, fede, guerra (epica l’invettiva iniziale di “Deponi le armi soldato”), avvicinando la poetica di Del Pero a quella di Giorgio Canali. Un album difficile, personale, unico. Finalmente.

VITO DI MODUGNO QUARTET with FAUSTO LEALI – Black, white and blues

Vito Di Modugno, Hammondista tra i più quotati a livello internazionale e tra le figure più note nell’ambito del jazz contemporaneo, si affianca alla voce “nera” italiana per eccellenza, quella di Fausto Leali. Tra soul e cover spettacolari (stupenda “Come together” ma anche “Georgia on my mind” merita) oltre ad alcun inediti, l’album scorre gradevolissimo, con un groove jazz spettacolare. L’accoppiata è vincente e il titolo “Black, white and blues” azzeccatissimo.

THE ELEPHANT MAN – Sinners

Esordio per il supergruppo nostrano ma che ha un (raro) respiro internazionale (anche grazie alla collaborazione di elementi di spicco del panorama musicale come il produttore Steve Lyon e il mastering di Tom Baker). I dieci brani hanno un taglio epico e solenne, attingono da post wave, dark, utilizzando con discrezione vari elementi elettronici, guardando non di rado alle atmosfere che furono care ai primi Psychedelic Furs ma anche a Depeche Mode e Nine Inch Nails, con una vocalità spesso virtuosamente debitrice a David Bowie. Un album di grande maturità e spessore, dalle ampie potenzialità. Più che ottimo.

GUIDO FESTINESE, PAOLO GERBELLA , MAURIZIO LOGIACCO – Schiena dritta. Per Gianmaria Testa

Progetto suggestivo e affascinante, alla cui origine c’è una filastrocca regalata a Gianmaria Testa, fenomenale e mai troppo lodato cantautore e artista che ci ha lasciati troppo presto. Paolo Gerbella canta canzoni inedite, scritte appositamente per questo lavoro, intense, avvolgenti, con il prezioso aiuto di Paolo Fresu. A corredo gli scritti del giornalista Guido Festinese e le foto di Maurizio Logiacco in un cd book completo, particolarmente personale, che evita l’agiografia e il consueto omaggio a base di riproposizioni delle canzoni dell’autore ma che invece gli rende un giusto e sincero ricordo attraverso un’opera originale e inedita (oltre che graficamente di altissima qualità).

TONY FINCH MARINO – B-Side Me

Poderoso esordio solista a base di una travolgente miscela di funk, soul, disco, suonata alla perfezione e con un groove irresistibile. Nelle dieci canzoni (più una bonus track) ascoltiamo echi di James Brown, Barry White, le ritmiche funamboliche alla Earth Wind and Fire, folate di Sly and the Family Stone. Super!

FOR DIFFERENT WAYS – Scars

Secondo devastante ep per la band sarda che picchia fortissimo, riecheggiando la violenza funk punk dei Rage against the machine ma muovendosi prevalentemente nell’alveo dell’hardcore e negli insegnamenti dei Suicidal Tendencies. Suonano bene, sono tremendamente efficaci e ci lasciano in trepida attesa di un album intero. Grandi!

GIOBBE – Gentle Dwellings

Un ottimo lavoro, prevalentemente semi acustico, in cui la canzone d’autore si sposa con un taglio fortemente “Brit” (con alcune ballate che guardano alla scrittura di Noel Gallagher), atmosfere folk, umori autunnali e malinconici. Arrangiamenti raffinati e molto curati, pur se essenziali, canzoni di livello compositivo più che ottimo, respiro internazionale.

LUCA GIOVANARDI – Storia notturna

Luca Giovanardi si prende una pausa solista dalla favolosa creatura Julie’s Haircut per scrivere una colonna sonora immaginaria basata su due libri di Carlo Ginzburg, “I Benandanti: Stregoneria e culti agrari tra Cinquecento e Seicento” e “Storia notturna” che hanno ispirato l’autore a comporre “un racconto di psicomagia italiana in musica”. Sonorità sperimentali, ambient (Brian Eno e Terry Riley dietro l’angolo, vedi “Ossa e pelli”), elettroniche, echi folk. Un lavoro anomalo, personale, originale.

HYNDACO – No ball games

La band romagnola guarda con tutta evidenza alla lezione del grunge (Nirvana in primis) degli anni Novanta, soprattutto a livello compositivo ma aggiungendo, da un punto di vista sonoro e degli arrangiamenti, occasionali tonalità psichedeliche (come in “Shine”) e un gusto alla Red Hot Chili Peppers (vedi la parte ritmica della conclusiva “Same mistake again”). Un ottimo album, ricco di intuizioni, buona attitudine al genere, pieno di energia e suonato alla perfezione.

INUTILI – A love supreme

La band teramana torna con il quinto album della carriera con cui si apre a nuovi orizzonti sonori, affidandosi a una lunga jam quasi completamente strumentale di sapore psichedelico, non di rado dissonante e ostica all’ascolto. E’ interessante seguire l’evolversi creativo e compositivo dei cinque lunghi brani, in particolare nei quindici minuti finali della title track, con doveroso omaggio a John Coltrane.

LEATHERETTE – Small talk

Il secondo album della band bolognese ne conferma il valore compositivo e le fonti di ispirazione originali e particolari. La matrice è post punk (tra IDLES, Fontaines DC, Hotel Lux, The Shame) con riferimenti marcati anche alle origini del “genere” (Pop Group, Pere Ubu, X Ray Spex, “No Wave”) e un tocco di attitudine free jazz. Spicca una freschezza esecutiva che rende il tutto attuale e moderno, a dispetto dei suddetti espliciti riferimenti. Dal vivo esprimono ancora meglio tutta la potenza che sprigiona il disco. Ottimo!

LONG HAIR IN THREE STAGES -The Oak Within The Acorn

La band siciliana torna con un album torrido, in cui noise e sonorità “soniche” si accavallano, potenti e abrasive, sulla scia della lezione dei Fugazi. I brani sono travolgenti, la voce ha a volte la virulenza di Jello Biafra dei Dead Kennedys, la band funziona a meraviglia. Un album che entusiasmerà i cultori dell’ambito.

LOU TAPAGE – Novecento

Al nono album di una lunga carriera iniziata nel 1999, il sestetto piemontese prosegue il personalissimo percorso nella musica folk occitana con un lavoro come sempre impeccabile, in cui la tradizione si mischia a rock, pop, ballate, veloci e travolgenti brani (l’iniziale “Ca va sans dire” riporta immediatamente alla mente la gioiosa irruenza dei Mano Negra). Si respirano divertimento, consapevolezza sociale, attualità, ironia. Soprattutto una grande padronanza della materia e capacità strumentale. Stupenda la copertina. Ancora una volta hanno fatto centro.

KARMA – K3

Torna dopo quasi vent’anni di silenzio la band milanese, protagonista di primo piano della scena rock grunge nostrana degli anni Novanta, con il terzo album della carriera. Non c’era bisogno di conferme ma il quintetto ribadisce il suo classico timbro creativo con dieci brani autografi di ottima scrittura, esecuzione e arrangiamenti di alto livello, suoni perfetti, in cui, con tono epico e solenne, ci porta in atmosfere aspre, corredate da influenze stoner, grunge, con numerose pennellate di psichedelia. Un ritorno più che gradito.

MADBEAT – La Ballata dei Bicchieri Vuoti

Torna la band torinese con dieci brani nuovi di zecca, a base di un punk rock serrato, potente, dalle linee melodiche marcate che a tratti riporta ai primi Foo Fighters ma che si muove in prevalenza sulle classiche linee alla Bad Religion. Suono compatto, ottime canzoni, il tutto ben composto ed eseguito. Ottimo.

THE MANIFESTO – Season of Miranda

Il trio ravennate compie un lustro di attività e festeggia con il secondo album in carriera. Un lavoro potente caratterizzato da un rock classico che si mischia a elementi stoner psichedelici, con rimandi solenni ed epici alla post wave dark pop di nomi come Psychedelic Furs e Killing Joke. “Season of Miranda” è un ottimo disco, da cui traspare molta originalità nel sapere mischiare con sapienza svariate influenze.

ADRIANO MODICA – Aqua

Quarto album per il compositore e cantautore siciliano, in cui prosegue il suo percorso artistico a base di canzone d’autore costruita su basi e sonorità elettroniche (con il prezioso contributo di Enrico Gabrielli per gli arrangiamenti degli archi). Le otto canzoni autografe guardano spesso a Franco Battiato ma non sono aliene ad influenze abitualmente care a Max Gazzè. Il risultato è più che interessante anche in virtù di ulteriori influenze che pescano da Beatles e Tears for Fears.

Un mix tra rituali oscuri dal profondo del Senegal, condito da sonorità tribali, riti ancestrali, modernizzato da distorsioni, chitarre elettriche e computer. L’effetto è minaccioso, aggressivo, ipnotico, demoniaco.

MOKROIE’ – Moving forward

Il compositore, produttore e remixer  Francesco Virgilio, conosciuto come Mokroïé, pubblica un nuovo ep con tre inediti e tre remix. L’impronta è fortemente elettronica, con forti influenze dark wave, techno, industrial e inserti rock, dalle atmosfere ipnotiche e misteriose. Un lavoro che piacerà ai cultori del genere.

NDOX ELECTRIQUE – Tëdd ak Mame Coumba Lamba ak Mame Coumba Mbang

L’esperienza dei Putan Club rivive con una trasmigrazione dell’anima in questo nuovo potentissimo progetto. Un mix tra rituali oscuri dal profondo del Senegal, condito da sonorità tribali, riti ancestrali, modernizzato da distorsioni, chitarre elettriche e computer. L’effetto è minaccioso, aggressivo, ipnotico, demoniaco. L’effetto inquietante di ciò che è sconosciuto e che, come spesso capita con gli spiriti, non lascia distinguere se maligno o benevolo. Scavando nella tradizione più primitiva, alla ricerca del nuovo.

SARA PICCOLO – Uolofifi

Più che riuscito il nuovo lavoro. della della musicista, songwriter e poetessa che mette in musica liriche che trattano di “assenza, solitudine, coraggio e resistenza ma anche e soprattutto della voglia sfrenata di trasformare in bellezza tutto ciò che rappresenta un peso interiore”. Musicalmente molto vicino a sonorità country folk di retaggio prevalentemente irlandese, si avvale di un’ottima produzione e una modalità esecutiva elegante e raffinata.

SAINT HUCK – When it all began

Sono passati otto anni dal precedente lavoro del cantautore e polistrumentista siciliano che torna ora con cinque nuovi brani autografi, debitori alla scena indie folk (Kurt Vile ad esempio) ma anche al John Lennon solista che emerge frequentemente a livello compositivo. Il sound è scarno, visionario, con qualche inflessione psichedelica e slacker (Beck docet), il livello è molto alto e la personalità tanta. Ottimo.

SAN LEO – Aves Raras

Il duo riminese torna con il quinto album in cui si dipanano i consueti ingredienti tossici. Noise core ipnotico e devastante che prende lontana ispirazione dall’opera abrasiva per eccellenza, “Metal machine music” di Lou Reed ma che si muove su autonomi binari tribali, inquietanti, tra drone music, avanguardia, industrial. Una dimensione unica e preziosa.

PAOLO SAPORITI – La mia falsa identità

Quanta potente grazia e avvolgente eleganza nel decimo album del cantautore e chitarrista. Gli undici brani autografi hanno un’impronta immediatamente riconoscibile grazie a una voce così personale e un taglio compositivo originale, pur attingendo dallo scibile della canzone d’autore. Senza disdegnare impennate hard grunge (“So navigare benissimo”) e una patina blues che ammanta il tutto. Album di altissimo livello.

SCERIDA – Voglia di perdere

Torna Daniela Resconi, in arte Scerida, con un nuovo album in cui smussa asperità e spigoli, per indirizzarsi verso un pop elettronico dalle tinte crepuscolari, notturne e malinconiche, ma in cui le linee armoniche sono molto melodiche e fruibili. Molto curati gli arrangiamenti, voce matura ma soprattutto belle le canzoni. Consigliato!

I SEGRETI DI HANSEL – Tienimi ora

Il secondo album della band toscana si presenta come un prodotto maturo, consapevole delle proprie capacità espressive, con ampie potenzialità anche a livello commerciale, in virtù di un’ottima produzione (a cura di Dome La Muerte, storico esponente della scena underground italiana) ed eccellente scelta dei suoni. Il retaggio ispiratore guarda al rock grunge anni Novanta con una predilezione per gruppi come Ritmo Tribale, Karma, Afterhours, le canzoni sono strutturate sempre in modo equilibrato e ricercato, composte con eleganza e raffinatezza, nonostante la potenza sonora espressa. Più che ottimo.

SHAD SHADOWS – Assault

Gli Shad Shadows sono la nuova creatura di Alessandra Gismondi (synth, voce) e Luca Bandini (voce, synth, drum machine), già attivi come Schonwald più propensi a post-punk e shoegaze. Il nuovo album viaggia negli algidi campi di una synth wave ipnotica, oscura, rigorosa, ossessiva, che riporta ai loop di Giorgio Moroder di fine anni Settanta ma anche, in certi aspetti, alle prime sperimentazioni dei Krisma, il tutto proposto in chiave moderna e attuale. Un lavoro che non mancherà di entusiasmare gli estimatori del genere.

STILL CHARLES – Navigare

L’esordio con un ep di sette brani del cantautore marchigiano ci porta in un fresco mondo indie pop, dalle ritmiche pulsanti e dal piglio danzereccio. Non è difficile intravedere l’ombra di Achille Lauro in certe modalità vocali ma il tratto compositivo è personale e originale. Rimane l’evidente ampia potenzialità commerciale per un prodotto perfettamente confezionato.

SUPERPORTUA – Grumi

Secondo album (alle spalle anche due Ep) per il sestetto trevigiano con una dozzina di anni di attviità alle spalle. I nove brani autografi ci portano in un mondo dall’incedere solenne e severo, tra post wave e new wave debitori alla nuova canzone d’autore nostrana più rigorosa (non mancano echi di CSI, Giorgio Canali, Teatro degli Orrori). I brani hanno un livello compositivo più che ottimo, sono eseguiti con arrangiamenti diretti e minimali e il risultato finale è di grande efficacia.

TELLKUJIRA – s/t

TellKujira è un ensemble sperimentale e d’avanguardia formato da Ambra Chiara Michelangeli (viola), Francesco Diodati (chitarra), Francesco Guerri (cello) e Stefano Calderano (chitarra). Il sound dell’album d’esordio si muove nel difficile, cerebrale e ostico ambito del free jazz e dalla musica contemporanea, nato da lunghe session d’improvvisazione. Un lavoro alla portata esclusiva dei cultori del genere.

THREE LOW BIAS – s/t

Alberto N. A. Turra – chitarra, Giovanni Calella – basso, Diego Galeri – batteria, musicisti dalla lunga e variegata esperienza, hanno musicato per la prima volta dal vivo a Germi (Milano) la trilogia detta “dell’anima” (weightless) del regista culto Terrence Malick in tre appuntamenti distinti, tre concerti, uno per ogni film, Tree Of Life, To The Wonder, Knight Of Cups. Ne esce un album che guarda a riferimenti disparati, introitando echi post rock, math, sperimentazione, improvvisazione di sapore jazzistico che si ripropone ogni volta in veste differente ai concerti. Un lavoro che fotografa un momento ben preciso e irripetibile, molto stimolante e creativo.

TRYPTAMIN – Piacenza, Wisconsin

La band piacentina torna all’incisione dopo un lungo silenzio. I sette brani hanno il pregio di sfuggire a facili catalogazioni spaziando da atmosfere electro pop/post wave (in alcuni casi ci sono inflessioni che vanno dai migliori Duran Duran ai Japan) a sapori prog (i King Crimson di “Discipline”) ma in cui possiamo ascoltare anche echi dub e addirittura metal rock. Nonostante la lontananza di questi contesti sonori, l’album ha una linearità precisa e personale. Ottimo lavoro.

TURANGALILA – Lazarus Taxa

Torna il quartetto pugliese con un nuovo album che fa seguito a “Cargo cult” pubblicato due anni fa. Il sound parte da matrici stoner/heavy ma si sviluppa su coordinate molto più fluide e psichedeliche, avvolgenti e, non di rado, contemplative, con qualche “tentazione” post rock. Un lavoro originale e complesso, ben fatto, suonato e studiato con cura.

VIDEO

10HPband – Amarsi un po’, CHIARA ACCARDI – Stanca di correre, ALOS – Embrace the darkness, KARIN ANN – Put me back together, ANNABIT prod. DOOMGUY – I Don’t Mind, APHROSE – Weapons, ARCHIVIO FUTURO – Buio Universale, BANDA LEON – J’ai peur, BANDA POPOLARE DELL’EMILIA ROSSA – Aemilia paranoica, BEABALEARI – Meglio se Baleari , BLADE – Stress, BLUEORO – Amore spezzato, BOMBAY – Giuro non avevo capito, BRASI – Troppi ricordi, BUCKWISE – Best end, FRANCESCO CAMATTINI – Il voto scolastico: ascesa e declino di un’arma di distinzione di massa, CASTA – All I Got, CATTANEO – Italiano per stranieri, ANDREA CIA – Fidarti di me, CILIARI – Basta, CLAUDYM – Uomini Alfa, THE CLEOPATRAS – The unicorn, MARCO CORRAO – 2100, CRANCY CROCK – Giorni storti, CRAZY PARTY – Love Will Scream special Halloween version, GIULIANO CRUPI – Luce, DELABEAT feat. Pawel Orlow – Je suis con, EDUARDO DE FELICE – Seduto su un piedistallo, DAVIDE DE MARINIS e MARTA BRANDO – Natale magico, GIANLUCA DE RUBERTIS – Il pellicano, DELE’ – Lettera d’amore, DE.STRADIS – Ombre, VITO DI MODUGNO QUARTET with FAUSTO LEALI – Come together, DI NOTTE – Casiraghi, DR.GAM – Kilimangiaro, ELIANA – Irrazionale, EMIT – Verona, EMOTIONAL KETCHUP BURST – Non cielo dicono, ERAÈMME – Cinque rintocchi, ETEREA – Just an Illusion ft. Leee John of Imagination, DAVIDE FLAUTO – Dove Finisce l’universo, FOGGY PROJECT – Ahi! Buongiorno, FOLKSTONE – Macerie, FRANKSPARA – Viva, FRENCH BOUTIK – Premier de cordée, FUORICENTRO – Ossessioni parallele, ANDREA GALDERISI – Io ricordo, Dino SuperDee Gemmano, Katiuscia Ruiz – Light my fire, GIAGA X MB – Otra cosa, ANTONIO GIAGONI – Apatico innamorato, GIANFRANCO GFN – Supernatural, GIUA feat. Simon & The Stars – Siamo Tutti Dello Stesso Segno, ETTORE GIURADEI – Below sea level, HERESIA – Grazie per questa hit, HOPE – Pagina indaco, KNOWN PHYSICS – My son, JACK & the STARLIGHTERS – Il giorno, LABOA – Gaia, WALTER LAURETI – 82, LUCA MADONIA – La mia ombra, LOVESICK – Until I’m Done feat Chloe Feoranzo, STEFANO MELE – Sorridi, ADRIANO MODICA – Ego a chiocciola, MUNO – Mezze stagioni, MURATTI – Torno per dirvi tutto (dal vivo), NENOVIBES – You are all my life, NICLO -Sognavo tanto, NIGHTSOON – Blame, NOBLESSE OBLIGE! – Messaggio vocale, OFFICINA DELLA CAMOMILLA – Woodstock 99, OPHELIA LIA – Catene di diamanti, KIKI ORSI – Tongue, P.d.C. Poetica da Combattimento – Due maree, PANDA CLAN feat. ‘O Zulù – Lu Suli Sinni Va, ILARIA PILAR PATASSINI – Terra senza terra, EMILIANO PEPE – Primm tu, JACOPO RATINI – Il mestiere di scrivere, ROCCUZZO – Guarda la Luna, ROSSONOHA – Animali strani, SABBA – Lo strano caso della mia felicità, MARCO SANCHIONI – Il vecchio mondo (e quel che resta), ANDREA SATTA – Bellissima, I SEGRETI DI HANSEL ft. Dome La Muerte – Lipstick, RUE DE PARADIS – Pacific Coast Highway, RUSPA – Never let them go, STANISLAO SADLOVESKY – Sangue per zanzare, SCIARA – Infinitu prisenti, LORENZ SIMONETTI – Non mi fiderò, SOLO – Summer fading (late love song), RUBEN SORIQUEZ – On The Train, RUE DE PARADIS – Pacific Coast Highway, SEININLOVE – Cosmica, FRANK SINUTRE – God Bless Big Bang, SVD – Montgomery, SVETLANAS (ft. Punkreas) – La Ballata Del Terrorista, TOMMY TALAMANCA – Sadist, GERARDO TANGO – La danza del fuoco, TINTINNABULA – Strega, TOLIMAN – Roots, 𝗧OTI POETA – 𝗤𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝘂𝗶 𝗘𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝘁𝗼, ALICE ULLA – Vera e pura, GIOVANNI LUCA VALEA – La Costellazione del Cane, MARIANNA VALLOGGIA – La luna, MASSIMILIANO VARRESE – Niente da dividere, VIKA – Heart Babe, GAE VINCI – All the Times (The KVB remix), MARCO VOLINO – Return, WAKEUPCALL – Un click è per sempre, RICHARD WØLF – Run!, YTAM – BlaBlaBla, ZELDA MAB – Elettricità, ZIPPER BLUES – In or out

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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