Pete Townshend – The age of anxiety

 

L’autobiografia di PETE TOWNSHEND, “WHO I AM”, uscita nel 2012 aveva deluso parecchio.
Ora Pete torna con un nuovo sforzo letterario che sviluppa un’opera (la più volte annunciata ma mai del tutto terminata “Floss”) che contempla anche una trasposizione musicale e teatrale (a tempo indefinito, visti i prossimi impegni degli Who tra nuovo album e tour nel 2020).

“The age of anxiety” è un romanzo complesso, una storia torbida e concettuale in cui si dipanano trame familiari, tradimenti, intrecci sentimentali e sessuali, raccontati in prima persona da Louis Doxtader, alter ego dell’autore.

Ampi e frequenti i riferimenti autobiografici con elementi riconducibili a TOMMY, QUADROPHENIA, e LIFEHOUSE e altri momenti nella vita artistica di Pete e Who che il fan più accanito saprà riconoscere.

Interessante, intrigante, scritto bene, pur se talvolta prolisso e perso in meandri poco coinvolgenti.

E’ un’opera di PETE TOWNSHEND e come tale oggetto di fascinazione per chi ama la sua musica e la sua arte ma oggettivamente non irresistibile.

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Musicista (Chelsea Hotel, Not Moving, Lilith, Link Quartet, Lilith and the Sinnersaints, Tony Face Big Roll Band), produttore musicale (Statuto, Vallanzaska, Assist...) e scrittore (Uscito vivo dagli anni '80, Mod Generations, Le storie dal rock piacentino, The bluesologist, The original rude boy, Rock and goal, Paul Weller L'uomo cangiante). Collabora con Radiocoop dal 2003.

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