RICHARD WØLF – Run!

Wølf riappare sulla scena musicale con il suo singolo Run! che decide di pubblicare l’ultimo giorno di Ottobre, mese relativo al World Mental Health Day ,e lo fa per sottolineare tematiche delicate come il disagio mentale, la depressione e la tossicità di paranoie di cui spesso si è vittima: come si evince dal suo primo album “Hybrid” – dal quale lo stesso brano Run! è tratto – Richard si fa portavoce della fragilità e dell’instabilità umana offrendo un aspetto risolutivo e cercando di infondere la forza necessaria per innescare una reazione. 

Why would you live again in darkness? Why dont you try to escape from your darkness?”: le prime parole ci trascinano subito in un mondo in cui la protagonista, portavoce dell’umanità, è intrappolata in una sorta di oscurità interiore costretta a lottare con i demoni della sua mente, incapace di scorgere il minimo spiraglio di luce. 

Wølf opta per domande insidiose e lente al fine di creare un antidoto alle paranoie di cui il cervello della protagonista si nutre: l’obbiettivo è quello di riuscire a risvegliare la sua consapevolezza e di accendere quella scintilla ormai spenta da anni.  Il ritornello, incalzante e potente – “Hey dont listen to what they say, you have control youre not a slave, hey dont trust who they are just run!” – ci esorta a non soccombere alle influenze negative e a riprendere il controllo delle nostre vite, scappando da ciò che ci tiene prigionieri per entrare in contatto con la nostra libertà.

Per poter trasmettere il messaggio con forza, Wølf e il co-compositore, co- produttore, nonché chitarrista del brano, Ottavio Cannizzaro, ricorrono alle tinte decise del rock/metal industriale e alternativo ispirandosi ai Filter, ai Rammstein, Marilyn Manson e ai Muse, ossia alcuni tra gli artisti che hanno maggiormente segnato la loro adolescenza e influenzato il loro modo di fare musica.  Un’attenzione particolare è richiesta dallo “special”: per trasformare in musica lo stato di alterazione mentale che permetterà alla protagonista di fare lo switch necessario per innescare il cambiamento, i due musicisti hanno deciso di affidarsi alla bravura di Costanza Scalia, performer dal timbro penetrante, chiedendole un’improvvisazione di vocalizzi etnici che compenetrassero il synth arpeggiato al fine di creare un respiro momentaneo anche a livello musicale. L’impatto acustico non sarebbe stato lo stesso senza i cori del versatile ed intenso Daniele Cusmano e della stessa Costanza, e senza la supervisione finale, il mixing e il mastering di Renato Droghetti presso San Luca Sound (BO). 

Ancora una volta Richard Wølf pone l’attenzione su una lotta universale: la sua missione musicale coincide con la ricerca di libertà e di indipendenza, con l’emancipazione e con l’abbattimento di tutto ciò che è tossico, manipolatorio e coercitivo scavando in tematiche umane profonde e complesse, al fine di rompere lo strato di imperante superficialità che ormai permea la società attuale, e regalare all’ascoltatore una riflessione ed un’invito all’azione. 

Il brano trova la sua traduzione visiva nel video realizzato sempre dallo stesso Wølf che mette in campo le sue abilità di filmmaker, regista ed attore per poter dare vita ad una vera e propria opera d’arte a 360°: si tratta di una grande metafora visiva che con una dinamica incalzante mette in scena la complessità del labirinto mentale e delle tematiche espresse in precedenza. L’intensità e alla superba resa attoriale di Serena Segoloni, che interpreta la protagonista portavoce dell’umanità, dello stesso Ottavio Cannizzaro che impersonifica le paranoie e di Richard Wølf che sceglie il ruolo del “giudice interiore”, contribuiscono a creare un climax ascendente che culminerà nella rinascita finale. La direzione della fotografia dark, la struttura labirintica de “Le Cale d’Otranto” e l’alternanza di primi piani, mezzi busti e panoramiche con il drone scelte con cura, portano il brano ad un livello successivo chiudendo il cerchio creativo.   

“Curate la vostra salute mentale, perché è ciò che vi permetterà di vivere, e far vivere a chi vi sta accanto, una vita migliore.” R. Wølf 

RICHARD WØLF // run! //

Testo: Richard Wølf
Musica: Richard Wølf, Ottavio Cannizzaro
Voce: Richard Wølf
Chitarre: Ottavio Cannizzaro
Cori: Costanza Scalia, Daniele Cusmano
Arrangiamento/produzione musicale: Richard Wølf, Ottavio Cannizzaro, Renato Droghetti  
Mixaggio: Renato Droghetti – San Luca Sound (BO)      
Mastering: Renato Droghetti – Final Mastering (MO)                                                                                                                                 
Etichetta: San Luca Sound 

Artwork:  Richard Wølf                                                                                                                              
Comunicazione, press, project management, promozione nazionale: Abacusweb – (Rita Biganzoli)

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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