ALESSANDRO D’ALESSANDRO – I giardini di marzo

Il video del brano di Lucio Battisti,
I giardini di marzo,
nella rivisitazione di Alessandro D’Alessandro 

Una visione onirica di giardini,
tra cangianti spaccati urbani, cadenza
la trasposizione all’organetto
di un classico della canzone italiana 

Con una visione onirica di giardini che si aprono tra distese cangianti di palazzi, il video de I giardini di marzo, da oggi online, con la regia di Roberto Mazzarelli e il Visual del video artista Gianluca Abbate, esalta le peculiarità della trasposizione su organetto che del celebre brano di Battisti ha fatto Alessandro D’Alessandro, nel suo cd d’esordio come solista, Canzoni. La sensazione di piccolo “flusso di coscienza” della versione originale, con le sue modeste tristezze e solitudini quotidiane, risulta infatti amplificata dalla condotta di D’Alessandro, con una forma frammentaria che ottimamente rappresenta le sensazioni presenti nei versi per cui aggiunge senso all’originale senza aggiungere una sola parola. Come ha opportunamente sottolineato Maurizio Agamennone nelle note introduttive al disco, “D’Alessandro si aggrappa al motivo della canzone, per favorirne la riconoscibilità e innescare un contatto di sicurezza con l’ascoltatore” ma, facendo leva sulle memorie individuali di ciascuno, sviluppa “un racconto nuovo che alimenta altre reazioni emozionali”.

La pubblicazione del video segna anche uno spartiacque nelle attività concertistiche del musicista di Coreno Ausonio che, dopo un’intesa estate di incontri per festival e rassegne su tutto il territorio nazionale, ha di recente tenuto all’Auditorium Parco della Musica di Roma la presentazione, più volte annunciata e annullata per via della pandemia, del suo disco con numerosi ospiti e la partecipazione calorosa di un numeroso pubblico. Organettista di straordinario talento, D’Alessandro ha portato uno strumento tipico della tradizione popolare a dialogare con altri stili, ritmi ed armonie, ampliandone notevolmente le capacità espressive. Musicista unanimemente apprezzato per quanto riesce ad esprimere con uno strumento altrimenti relegato a determinati generi, nel suo disco d’esordio ha potuto così contare su voci di grande prestigio, da Sergio Cammariere a Joan Manuel Serrat, da Neri Marcorè a Sonia Bergamasco, da Musica Nuda a Peppe Voltarelli, da David Riondino a Elio delle Storie Tese.

Dopo una sfavillante estate, D’Alessandro è atteso da altri numerosi appuntamenti tra i quali si segnala il MusiConnect di Pistoia, la prima fiera italiana di world music, dove il progetto in solo di D’Alessandro è stato selezionato, tra numerosissime altre proposte, per uno showcase per addetti ai lavori italiani e stranieri. I concerti proseguiranno in Italia, toccando diverse città, ma con il nuovo anno D’Alessandro sarà in Germania, all’Internationale kulturborse di Friburgo, e per altri concerti in diversi club e teatri.

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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