ARBOS – Sogno di luce

L’Arbos era una fabbrica di mietitrebbie di Piacenza, rinomata in Italia e nel mondo, che, in vista della chiusura divenne per breve tempo, nel 1975,  “proprietà” dei lavoratori in una sorta di autogestione (il tutto è ben spiegato in “L’Arbos”). Finì male ma resta un’esperienza unica e iconica. Da quel momento irripetibile prende il nome la band genovese/piacentina che propone nell’album d’esordio un riuscito e arrembante mix di musica dura e ipnotica che accompagna le parole spietate di Lorenzo Calza che canta e declama testi che parlano, senza mezzi termini del dramma dei migranti (“Idomeni”), del dramma dei lavoratori e del sistema lavoro attuale (“Roma”), della crisi esistenziale di chi ancora crede in certi valori (“L’uomo in rivolta”), storie operaie. L’album è una sorta di concept, di corpo unico, solido e compatto, che riporta alle sonorità di Massimo Volume, Spartiti, Offlaga Disco Pax o al bellissimo “La vita quotidiana” di Enrico Brizzi e Yu Guerra (con un pizzico degli ultimi Area). Da avere.

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Musicista (Chelsea Hotel, Not Moving, Lilith, Link Quartet, Lilith and the Sinnersaints, Tony Face Big Roll Band), produttore musicale (Statuto, Vallanzaska, Assist...) e scrittore (Uscito vivo dagli anni '80, Mod Generations, Le storie dal rock piacentino, The bluesologist, The original rude boy, Rock and goal, Paul Weller L'uomo cangiante). Collabora con Radiocoop dal 2003.

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