FABIO D’AMATO – Vertigo

“VERTIGO”, IL NUOVO SINGOLO DI FABIO D’AMATO

  A distanza di pochi mesi dall’uscita del suo album “Essential Songs3” e dei suoi due brani “Battle of love” e “Missing Hugs”, Fabio D’Amato torna con il suo nuovo singolo “Vertigo” accompagnato da un emozionante videoclip per la regia di Doni Rawan, giovane regista indonesiano con il quale ha già collaborato in precedenza per il video di “Power”. Protagonista è l’uomo contemporaneo che, immerso nella realtà di tutti i giorni, in una società che impone obiettivi sempre meno a dimensione umana, diventa progressivamente più distratto e meno attento a ciò che lo circonda. Solo quando riesce a staccarsi, però, anche solo per un momento, dai ritmi frenetici del quotidiano e si ferma ad osservare la meraviglie della Natura, può far nascere dentro di sé, in maniera del tutto spontanea, quel sentimento di “vertigine” (Vertigo), riuscendo ad apprezzare anche le cose più semplici, come ad esempio il vento tra i capelli, il sole, tutti i luoghi che spesso la nostra mente dimentica di contemplare. L’idea del video è proprio quella di rappresentare le emozioni che l’uomo moderno prova durante la propria vita: l’attrice Vita Anastasia, è stata molto brava ad esprimere, attraverso il proprio volto, la sofferenza di una vita, una vita qualsiasi che poi, però di colpo lascia accendere quella luce che ognuno di noi ha dentro, che ci fa volare, sperare, vivere, e quindi suscita quel senso di vertigine che ci fa sentire vivi e ci fa comprendere maggiormente la bellezza di quello che abbiamo intorno.

Un tema che acquista particolare importanza se si pensa al periodo da cui stiamo uscendo; ancor di più oggi è necessario capire che la nostra vita è importante, che non stiamo vivendo solo per produrre, lavorare, ma siamo persone con un’anima da sfamare attraverso l’apprezzamento della vita, della sua meraviglia attraverso le cose piccole o grandi che accadono, ma che molto spesso non notiamo o non vogliamo notare. Il brano è caratterizzato da un mood essenziale in cui la melodia creata da note di piano, trascina l’ascoltatore verso una dimensione intima, quasi onirica, per poi lasciare spazio ad un tappeto di synth elettronico dove si alternano accordi sospesi e suoni introdotti ad hoc per ricreare il senso di vertigine, di sospensione, per arrivare infine, al culmine dell’emozione, in cui il piano e l’elettronica spariscono, per ridare spazio alla melodia principale, con un tappeto d’archi fino alle ultime note, a chiudere l’emozione della vertigine

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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