FRANCESCO SAVINI – Maratoneti

“Se hai letto dieci libri, è come se avessi vissuto dieci vite”. Questa popolare massima, forse attribuita in una delle sue varie declinazioni a Umberto Eco ma sicuramente portata al successo dagli aforismi su Tumblr, si è insinuata fra i pensieri di Francesco Savini un pomeriggio mentre passava la Stazione Centrale di Milano sul tram numero 5 in direzione Niguarda. Come una vera e propria epifania di stampo joyciano, la citazione ha scatenato in Francesco un torrente di riflessioni e realizzazioni sulla propria generazione, gli amici, sé stesso, e tutte le volte in cui si è lamentato di essere stanco dopo una giornata di totale nullafacenza. Per lui, milanese di adozione come quasi tutti gli artisti meneghini della sua leva, l’epifania ha anche rappresentato la conclusione che forse l’esperienza di vivere in una città come Milano, che offre tanto ma non aspetta nessuno, era un’esperienza che per suoi limiti personali non si stava godendo appieno. Francesco Savini mette allora in musica le proprie riflessioni esistenziali e le proprie considerazioni su una generazione che forse in fondo non capisce bene nemmeno sé stessa, persa tra una fila al bar, un bel libro che fa vivere una vita parallela, una lamentela sui propri acciacchi fisici precoci. Lo scheletro di Maratoneti, il suo singolo di debutto, nasce tra gli sferragli dei binari e i rumori del traffico cittadino, scritto tutto d’un fiato per cogliere tutta l’essenza della vera estasi artistica. E chissà se a quel punto Francesco si è ricordato di scendere a Niguarda o ha proseguito compiendo tutto il giro del tram numero 5. Forse se ci saliamo adesso lo troviamo ancora a bordo, con le note dell’iPhone aperte e lo sguardo ammaliato dal finestrino, maratoneta di ATM.

Brano registrato presso il Blapstudio di Milano da Antonio Polidoro. Mixato da Antonio Polidoro. Mastering a cura di Claudio Giussani presso l’Energy Mastering di Milano. Artwork: Riccardo Schietroma

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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