LITTLE PONY – Low Fi

Low Fi“, il nuovo singolo della band italo-americana Little Pony, reduce dalla pubblicazione del nuovo album “Voodo We Do“, fuori per Soundinside Records e in distribuzione Believe Digital. Il videoclip, curatissimo dal punto di vista cromatico, è stato diretto da Benedetto Battipede. Il sound del brano è una sorta di versione meno post punk e più hip hop degli Sleaford Mods, con un groove e un breakbeat irresistibili a cui si aggrappano un rap svogliato ma a suo modo magnetico e il sax.

Il disco contiene canzoni scritte in viaggio, riflessioni sulle ossessioni della modernità e le stregonerie da social… Un rito magico, potente come solo i bambini possono immaginare, per scacciare via il superfluo, il compulsivo, l’ostinata arroganza dell’omologazione coatta delle interazioni nelle piccole e grandi cose del quotidiano. I Little Pony non fanno jazz, non fanno rock, non fanno hip hop nè punk o spoken words su basi funk disco rap; i Little Pony sono fuori moda e fuori dal tempo. Il disagio ha un suono ironico, cupo e rabbioso mentre balla: i Little Pony fanno Voodoo.

Ryan Spring Dooley – sax and vocals
Marco Guerriero – bass and choirs
Valerio De Martino – drums, synths and choirs
Pierluigi D’Amore – synth, effetti e cori

Registrato al The Vessel Studio, San Nicola La Strada (CE)  da Nicola Tranquillo ed Albino Amato
Mixing e Post Produzione: Nicola Tranquillo
Assistenza Tecnica: Stefano Saggiorno
Mastering Giovanni Versari
Prodotto dai Little Pony

Little Pony sono una band ITA / USA nata per le strade di Napoli, la loro New York, intesa come laboratorio creativo e mezcla di contaminazioni artistiche di ogni tipo. Il sound molto personale, frutto di una ricerca sonora fuori da ogni schema o definizione, deriva da influenze che spaziano tra funk, R&B, psichedelia anni ’60, rap, spoken word, worldmusic e pop. Nascono come trio nel 2014 con Ryan Spring Dooley, sax e voce, Marco Guerriero, basso e Fulvio Laudiero alla batteria, ma la line up varierà più volte nel corso del tempo per assecondare le nuove esigenze sonore.

WE ALL FALL DOWN: STRADE, RANE, PRINCIPI E DAME è il loro primo album, uscito nel 2014 per la Red Plastic Label di Pavia che aveva anche prodotto il video Devo Scappare, co-prodotto e girato da Claudia Palermiti. Un suono minimale, tra jazzy, punk e spoken word caratterizza queste canzoni nate tra treni, taverne e busking. Il secondo album è del 2017. MILKY WHITE WAY è stato prodotto in collaborazione con la Tafuzzy Records di Rimini e la napoletana Octopus Records di Peppe Fontanella (24 Grana). Il titolo fa riferimento ad una tradizione americana secondo la quale, nella scia della via lattea, finiscono a brillare le nostre anime, con le quali è possibile comunicare attraverso la musica, capace di viaggiare tra spazio e tempo.

Roberto Rup Paolini di Carboluce, realtà milanese della cinematografia indipendente, narra le atmosfere alla Jarmusch che caratterizzano l’album, curando la regia dei singoli Ciao nèCocaine, Stalker e Don’t cry. La band ha cambiato formazione nel 2018, quando il bassista Valerio De Martino (BDO, Buddhasuperoverdrive, Naphta Narcisse) è subentrato alla batteria. Con l’aggiunta di nuovi strumenti come sintetizzatori, batteria elettronica, effetti moog al sax e voci, i Little Pony cambiano totalmente il suono degli inizi. VOODO WE DO! è il risultato.

Scritto durante diversi tour tra Italia ed Europa, prodotto da Nicola Tranquillo e la band, con la collaborazione di Albino D’Amato degli Almamegretta, registrato nei Vessel Recording Studios nel febbraio 2020 e masterizzato da Giovanni Versari. Nel 2020 i Little Pony diventano un quartetto. Il contrabassista del gruppo francese Guappecartò, Pierluigi D’Amore, si unisce alla band ampliando la sezione synth. A Febbraio 2022 esce il nuovo album per Soundinside Records

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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