Nuova Musica Italiana – 4 recensioni

ALCOVA – Il sole nudo

Da Milano arriva il secondo album della band che con l’esordio “Muscolo cuore” ottenne da Italian Alternative Chart la nomina di “miglior disco” e “miglior esordio italiano” del 2010.

“Il sole nudo” incalza ‘ascoltatore con sonorità dure, compatte, aggressive su cui, aspetto poco diffuso tra le nuove bands italiane, si innestano testi che prendono spunto dalla realtà circostante, dalla guerra in Siria alla tutela dei diritti degli animali al ruol odella donna vista come oggetto alla voglia di protesta che lega negli ultimi anni le popolazioni del Mediterraneo. Un lavoro maturo che non cerca compromessi, nè lirici nè sonori.

I MITOMANI BEAT – Fuori dal tempo

Delizioso salto indietro nei profondi 60’s, più precisamente quelli italiani (da Caterina Caselli ai Corvi) tra shake, yè yè e puro beat nostrano che, contrariamente a quanto si crede , ha lasciato veri e propri gioielli sonori di grande spessore, personalità e creatività. I romani Mitomani Beat pubblicano per Area Pirata dodici brani in pieno stile beat italiano, suonati con estrema cura al particolare ma con un piglio moderno e energia da vendere.

KARTOONS – World gone down

Da Cosenza un’ennesima ottima prova della band guidata da Francesco Ficco ex anima dei Lager, tra le prime mod bands in Italia negli 80’s. I 14 brani (tra cui una cover di “I was dreaming” dei Blind Alley e una, sorprendente di “Needles in the camel’s eye” di Brian Eno da “Here come the warm jets” del 1974) spaziano tra garage, influenze psichedeliche, un energico sound che attinge dal primo punk, ancora contaminato dal pub rock e da tutta la tradizione 60’s, pur non risultando mai datato o fuori tempo. I brani sono urgenti e immediati, senza fronzoli, diretti e crudi.

SUNSPOTS – Sound of the steps

Il quartetto lodigiano scava nel profondo del 60’s garage con 9 brani dove fuzz, riff talvolta debitori al surf, Yardbirds, Standelles, Fuzztones, arpeggi jingle jangle alla Byrds, omaggi alla tradizione “Nuggets” e al rock n roll più primitivo di fine anni 50, si mischiano e alternano alla perfezione. Le atmosfere sono elettriche, la ritmica serrata, la voce roca e aggressiva, i brani perfettamemte consoni al genere. Ottimo album.

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Musicista (Chelsea Hotel, Not Moving, Lilith, Link Quartet, Lilith and the Sinnersaints, Tony Face Big Roll Band), produttore musicale (Statuto, Vallanzaska, Assist...) e scrittore (Uscito vivo dagli anni '80, Mod Generations, Le storie dal rock piacentino, The bluesologist, The original rude boy, Rock and goal, Paul Weller L'uomo cangiante). Collabora con Radiocoop dal 2003.

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