P.F.R. feat. Daniele Sepe – Mamma d’’o Carmene!

 

Regia: Maurizio “Keezy” Ricci – KP (Keezy Production)

Ideato e scritto dai P.F.R. con la collaborazione della “Compagnia degli Sbuffi”

Montaggio di Mauro “Marsu” D’Arco

Post produzione & Color di Maurizio Ricci

Con

Mauro Marsu, Salvatore Torregrossa, Daniele Sepe, Rosalba Alfano, Violetta Ercolano, Aldo De Martino e i loro fantastici pupi.

Dopo i video di “Veleno feat. Rosalba Alfano”, “’Ncroce” e “’O Rap d’’e scugnizze” (lyric video) i P.F.R. (Mauro Marsu e Salvatore Torregrossa) pubblicano il video/brano che spinge l’acceleratore sull’ironia aprendosi proprio con la frase di Marsu: <<L’ironia è il modo più serio di affrontare la vita>> che darà via a un simpatico siparietto tra Marsu e due pupi, che rimanda a “Ricomincio da tre” di Massimo Troisi.

Il video vede la collaborazione della “Compagnia degli Sbuffi” (fondata nel 1987 da Aldo de Martino e Violetta Ercolano a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli, riconosciuta e sostenuta del Ministero per i Beni e le Attività Culturali / Dipartimento dello Spettacolo e dalla Regione Campania) che ha impreziosito il videoclip con la propria arte del “Teatro di Figura” e dei pupi con le sembianze di Mauro Marsu e Salvatore Torregrossa.

Tenendo fede allo slogan del duo, “più che Musica Rap… Rap su Musica, 1000 influenze 0 barriere” il brano è ispirato alle sonorità scat e klezmer, ed è impreziosito da un assolo di sax di Daniele Sepe nel bridge finale.

La canzone si apre ironizzando sulla traduzione in italiano del celebre brano “Everybody wants to be a cat” contenuto nella colonna sonora degli Aristogatti, tradotto con “Tutti quanti voglion fare il jazz”, giocando con l’assonanza “jazz, cats” e su chi ha tradotto un genere popolare come il jazz, trasformandolo in qualcosa di elitario per “salotti buoni”.

Il brano prosegue con sferzante ironia utilizzata per trattare svariati temi, alternata ad una tipica esclamazione napoletana di stupore: “Mamma d”o Carmene!” a far da elemento portante del ritornello.

 

Azz tutti quanti vonno ballà ‘o Jazz

Pecchè l’hanno tradotto ‘nu poco a capa ‘e cats

E robb’ onesta nata ‘mmiez ‘a via overo

è addivintata pretesto pe’ vennere taglieri

 

Ce vo’ curaggio salumi e furmaggio p”e micille

parene birilli ‘mmiez a pallottole ‘e strunzille

scat gat scappa e scatta tra quatte ‘atte ‘o zì

dixie n’he capito manc’ ‘o dick e dici sì

 

Trad. Azz tutti quanti vogliono ballare il Jazz. Perché l’hanno tradotto un po’ a “testa di cats”. E roba onesta nata in mezzo alla strada davvero è diventato pretesto per vendere taglieri. Ci vuole coraggio, salumi e formaggi per i gattini sembrano birilli in mezzo a pallottole di cacchina. Scat gat scatti di scatto tra quattro gatti “lo zio”. Dixie non hai capito manco il dick e dici si.

 

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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