Riassunto aprile 2021. Tutte le recensioni

Come ogni mese procediamo a un riassunto delle recensioni e dei video pubblicati. Nel mese di aprile 2021 abbiamo recensito  42 ALBUM e presentato  136 VIDEO.

ADULT MATTERS – Flare up

Il cantautore viterbese lascia lo pseudonimo All My Teenage Feelings modificandolo in Adult Matters, simbolico passaggio dai “sentimenti adolescenziali” agli “argomenti adulti”. Il nuovo album passeggia tra un alt folk di sapore lo fi, un po’ di indie rock e una personalità molto forte e distintiva che rende “Flare up” un lavoro particolarmente interessante.

AMBIGRAM – s/t

Esplosivo esordio per la super band piacentina composta da quattro eccellenti professionisti della musica nostrana, grandi autori ed esecutori: Francesco Rapaccioli alla voce, e che voce, Beppe Lombardo alle chitarre, Gigi Cavalli Cocchi alla batteria e Max Marchini al basso. A cui si aggiungono ospiti d’eccezione come la voce di Paola Folli, l’ex Area Paolo Tofani, e Camillo Mozzoni, oltre a un brano prodotto dal compianto Greg Lake. Le sonorità dell’album si dipanano all’interno dell’universo prog (dai primi Yes ai Pink Floyd, con sguardi ai King Crimson e sapori debitori al Canterbury Sound) ma con un’energia e una potenza che attingono dal miglior rock blues. Incredibile pulizia dei suoni, arrangiamenti superbi, resa finale sublime. Grande album.

ANDREOTTI -1973

Il secondo album del misterioso cantautore conferma le buone impressioni dell’esordio autoprodotto, “1972”. Un indie pop a braccetto con la nuova canzone d’autore, un po’ sghembo e “storto”, con melodie che guardano al “solito” Battisti. Il risultato é intrigante e molto personale. Un nuovo nome da seguire con attenzione.

THE BACKDOOR SOCIETY – On the run / Ballad of a liar

La band piacentina, conosciuta per un sound vicino a cadenze meno ruvide, torna con un nuovo 45 giri caratterizzato da asperità chitarristiche, la tastiera acidissima di Paolo Apollo Negri, un tiro veloce e ritmi impetuosi. Lo sguardo principale é al garage punk dei 60’s e nel genere il prodotto é eccellente.

ERNESTO BASSIGNANO – Soldati, Arlecchini, Pierrot

Cantautore atipico che dagli esordi (nel lontano 1973) ha deciso di pubblicare poco e in modo centellinato. E’ questo infatti il decimo album della carriera, un lavoro molto intimista, in cui abbandona il suo tipico piglio all’insegna dell’invettiva. I brani sono spesso introspettivi, venati di malinconia (con la pregevole eccezione della beguine/milonga “Ben venga maggio”, nella vena di Paolo Conte), attingono dalla tradizione della canzone d’autore italiana con uno sguardo a sonorità folk. Un lavoro prezioso, intenso, denso e di grande livello autoriale.

BIG RIVER – Girl with nails painted black

Dopo anni di intensa attività in Italia e all’estero, il duo bolognese arriva all’esordio discografico con un ep di sei brani in cui propone al meglio un grande mix di country e blues, eccellenti canzoni, suoni perfetti, produzione minimale ed essenziale, come si conviene al genere. Eccellente.

BODONI – Domestik violence

Inequivocabile il mondo dei Bodoni, giovane band ferrarese all’esordio discografico sulla lunga distanza. Il grunge e gli anni feroci di Seattle sono la cifra saliente del loro sound che guarda inevitabilmente ai Nirvana ma soprattutto al lato più duro e fuzz, da Mudhoney e Green River. Il tutto ben fatto, suonato con trasporto e passione. I cultori del genere sono avvertiti.

FRANK BRAMATO – Non essere

Un buon esordio quello del cantautore salentino. Otto brani ben composti e altrettanto ottimamente arrangiati in cui emerge prepotente l’influenza di Daniele Silvestri nella sua capacità di spaziare in vari ambiti, sempre elegantemente in equilibrio tra ironia e un profilo artistico qualitativo di grande spessore. Alla base un’impronta funk e una gustosa parentesi barocco/cabarettistica in “Piccola operetta barocca in tre atti”. Sempre gradito un omaggio al grande Demetrio Stratos ricordato nel breve conclusivo “A Demetrio”.

MARCO BROSOLO – Col morbo rosa

Artista polivalente affine a un panorama composito di influenze, dalla musica alla visual art, al teatro. Il nuovo album é  l’ultimo di una lunga serie e ci conduce tra la canzone d’autore ed elettronica, con Franco Battiato e il Battisti degli album conclusivi come i riferimenti più evidenti. Musica concettuale ma suadente e seducente e con tanta personalità.

BUDDA ROCK – Con ogni tua lacrima

Ennesimo esempio virtuoso di rock di estrazione americana, tradotto in chiave nostrana attraverso la lezione di nomi come Ligabue, Vasco o Nomadi. Il tutto suonato e proposto con passione e spirito indomiti, un’ottima capacità compositiva e interpretativa e soprattutto tanto cuore rock.

CAPITALE – Il male minore

Esordio maturo e convincente quello della band romana, alle prese con un rock potente, chitarristico ma che si avvale anche di ottime melodie, fruibili e contagiose. Ottima produzione che esalta un sound di grande impatto. Un biglietto da visita di prima qualità e una partenza a razzo.

MATTIA CAROLI & I FIORI DEL MALE – Come non fossi qui

Nuovo ep per la band romana. Quattro brani di pop rock dalle influenze marcatamente elettroniche, perfettamente prodotti e dalle grandi potenzialità commerciali, grazie anche a un’impronta autoriale di rilievo. Ottimo.

CHALET PEACH – Heavy meal

Il compositore veneziano Jacopo Sacrato prosegue la sua avventura musicale con un nuovo album all’insegna di una sperimentazione dal sapore ambient, space wave, avanguardista. Dieci lunghi brani cerebrali e ipnotici con un’impronta ruvida e abrasiva.

COLLA – Motocross

Un secondo album di grande impatto sonoro, interessanti e contagiosi intrecci melodici, debitori al miglior pop, potenza rock, chitarre distorte, ritmiche pulsanti. Un ottimo lavoro con alte potenzialità commerciali e un impeto adolescenziale che riporta ai primi Arctic Monkeys e ai nostri Velvet.

COMRAD – Restiamo vicini

Registrato tra Manchester, Roma e Bari, arriva un aspro e abrasivo ep che attinge da punk, emo core, post punk. C’é anche una forte influenza che arriva dai primi Afterhours e un approccio che riporta a certi brani dei Fugazi. Istintivo, feroce e spontaneo. Un buon lavoro.

DR.GIMMY – Personal

Gianmarco Pirro, chitarrista e membro fondatore della storica combat rock band milanese Linea, all’esordio solista con lo pseudonimo di Dr.Gimmy con un riuscito album in cui, attraverso 13 brani, spazia in un ambito, sorprendentemente, poco praticato in Italia, il Brit Pop. Numerose le ballate di gusto Beatlesiano che sfociano nel mood Oasis ma anche ombre di Blur e di uno dei migliori gruppi italiani in tal senso, i torinesi Assist. Un lavoro molto piacevole e ben fatto.

DROVAG – Toxin

Drovag é il progetto solista di Alessandro Vagnoni, leader dei Bushi e batterista di Ronin e Bologna Violenta. Un lavoro suggestivo che riesce a mischiare con grazia e, allo stesso tempo, asprezza sonorità algide di natura “sintetica” con un visionario sguardo psichedelico declinato in chiave attuale e progressiva. Album che sorprende per freschezza e inventiva. Da ascoltare a tutti i costi.

FLAME PARADE – Echoes

Affascinante ep per la band toscana, che sviluppa e completa Cosmic Gathering, il secondo album uscito nel febbraio 2020. Avvolgente e sinuoso alt folk dalle movenze psichedeliche e con un’anima pop di grande impatto. Quattro brani di alta qualità esecutiva e interpretativa.

GINTSUGI – s/t

Esordio suggestivo e avvolgente con un ep di quattro brani. Atmosfere oniriche, sinuose, sospese, che aleggiano tra dream pop e post wave alla Cocteau Twins, canzone d’autore e un sottofondo dai sapori ambient. Molto interessante e personale.

GIONTA – Eyes of a desperate soul

L’artista sardo, dopo un esordio con lo pseudonimo di Antonio F, cambia pelle e nome, per approdare a un album con nove brani impregnati di elettronica ma in cui spazia attraverso generi e influenze. Si va da ritmi quasi techno, al pop sintetico alla Matia Bazar, sguardi a Moby, alla new wave, perfino un episodio reggae. Una sorta di manifesto della versatilità artistica e compositiva di Gionta, ben riuscito.

MARCO GRAZIOSI – s/t

Secondo album per il cantautore reatino, lavoro molto curato e intenso, che risente dell’amore per Rino Gaetano (é fondatore con Anna Gaetano della Rino Gaetano Band con cui ha girato l’Italia per molti anni). Graziosi attinge a piene mani dalla tradizione della canzone d’autore nostrana, aggiungendo una verve rock, anche se le canzoni si attestano prevalentemente in un alveo semiacustico. Disco interessante e più che gradevole, grazie anche a un’ottima voce e a buoni arrangiamenti.

HOFMANN ORCHESTRA – Ouverture

Esordio per la band romana con un lavoro curato e potente che esalta un sound vicino a un furioso mix di rock blues, stoner, grunge, condito da un’attitudine punk. La partenza é più che ottima. Nonostante le coordinate ispiratrici siano ampiamente collaudate, riescono ad aggiungere una componente personale e originale.

KUSTURIN – Nothing but the kids 

Pietro De Cristofaro (Songs for Ulan e una lunga serie di collaborazioni) unisce le forze con il chitarrista Paolo Broccoli, Peppe De Angelis e un lunga serie di amici musicisti, per una nuova creatura artistica che abbraccia canzone d’autore nel senso più ampio del termine (da Paul McCartney a Nick Cave), atmosfere plumbee, crepuscolari autunnali e un’anima folk. Arrangiamenti perfetti, ottime canzoni, sonorità crude e dirette. Da ascoltare!

I PIXEL – Nel frattempo un po’ più in là

Secondo album (dopo anche alcuni singoli e demo) per la band spezzina, attiva dal 2013 e forte di esperienza e acquisita maturità. Bene evidenti nel nuovo album in cui la piena padronanza di un originale sound che guarda a sonorità wave, tanto quanto a alla canzone d’autore italiana in un felice connubio che porta talvolta a similitudini con nomi come Diaframma o Baustelle. Ottimo.

LAMEBA/JOYELLO – Il rumore del silenzio

La carriera artistica di Joyello e Lameba é lunga e ricca di produzioni, realizzazioni discografiche, intensa attività musicale. Nel nuovo lavoro le forze si uniscono in un omaggio al primo Franco Battiato, sperimentale e alle prese con una musica d’avanguardia, personale e futurista. Tre brani ripresi in chiave elettronico/psichedelica, riarrangiati in una veste attuale, che ridà vita a materiale con quasi 50 anni di età. Interessante e stimolante.

LAPARA – Tutti gli animali del mondo

L’esordio della band bolognese ci porta in un mondo leggero, fresco e solare tra pop, elettronica, melodie facili e spensierate che riportano agli Stereolab e ad atmosfere primaverili/estive. Brani dal ritornello contagioso, ben eseguiti e prodotti, un ottimo lavoro.

LINK QUARTET – The Saint Tropez Heist / Nizza Connection

Torna all’incisione, con un prezioso 45 giri in vinile, la grande band piacentina, attiva da ormai trent’anni all’insegna di un potente sound prevalentemente strumentale che attinge dalle radici cool jazz di Jimmy Smith e dal groove di Booker T and the Mg’s, Meters, Brian Auger. La loro é però una visione moderna e attuale con il turbo innestato nella facciata A e un sentore dub psichedelico sul retro. Il meglio in circolazione in questo ambito.

ANDREA MAININI – Ocean

Un esordio dalle atmosfere eteree e sospese, tra sonorità post rock, la psichedelia 70 dei Pink Floyd e del kraut più introspettivo, le istanze sonore più recenti di Steven Wilson. Una scelta artistica molto originale e personale che si discosta coraggiosamente dai trend abituali. Interessante.

MOONBREW + PAOLO APOLLO NEGRI – Lem Tales Chapter Two

Secondo capitolo per il fortunato viaggio spaziale del duo lodigiano, alle prese con sei brani (tre dei quali riuniti in una breve suite) che volano a razzo tra lounge, jazz, funk, kraut rock, elettronica. Colpisce lo spessore della proposta, variegata, cinematografica, realizzata con estrema cura dei suoni e degli arrangiameti. Ottimo.

MUDSAND – A clown in town

Il secondo capitolo della carriera solista di Sandro Sgarzi é un bellissimo viaggio in atmosfere di classico rock a cavallo tra 60 e 70 ma che coglie tante influenze più recenti. Aspetto peculiare é l’importanza concessa alle linee melodiche che si inseriscono alla perfezione su ritmiche pulsanti, basi elettriche di sapore beat, un gusto alternative a impreziosire il tutto. Originale e personale pur nel suo mood derivativo. Ottimo.

NAIMA – Non riesco a capire se sei triste o felice

Il duo lombardo formato da Lorenzo Rocca e Nader Ismail stupisce piacevolmente con un ep d’esordio di sei brani che ne evidenzia la grande versatilità. Sound prevalentemente acustico che spazia tra canzone pop d’autore (non lontana dal miglior Cesare Cremonini), pennellate di sapore jazz, una forte impronta indie pop, una buona dose di elettronica, usata sempre con discrezione. Più che ottimo.

OLD FASHIONED LOVER BOY – Yacht soul

Una carriera ricca di soddisfazioni e di riconoscimenti di critica e concertistica, porta all’approdo a un nuovo superbo lavoro, un ep di cinque brani che viaggiano in un personale e incisivo neo soul, dall’incedere romantico e malinconico (che a tratti riporta a Moby). Molto bene arrangiato e prodotto, dal respiro internazionale e dallo spessore creativo di prima qualità. Più che ottimo.

MILA OGLIASTRO – The Wisteria Suites

Eccellente album per la bellissima voce della cantante e compositrice ligure, che si destreggia alla perfezione tra brani autografi e alcune riuscitissime e ardite cover in chiave jazz, funk, fusion di classici come “Come together” dei Beatles, “Message in a bottle” o la strepitosa rivisitazione di “Move over” di Janis Joplin. Suonato alla perfezione, arrangiato con tantissimo gusto, un lavoro che può essere apprezzato da palati esigenti e anche da chi mastica il pop più raffinato.

PINHDAR – Parallel

Il duo milanese composto dalla  cantante e autrice Cecilia Miradoli e dal musicista e produttore Max Tarenzi, firma il secondo capitolo dell’intrigante progetto Pinhdar. Prodotto da Howie B, negli otto brani dell’album si entra in una dimensione elettronica, strettamente imparentata con il trip hop dei Portishead ma che abbraccia anche new wave degli anni ’80, una dimensione dream pop, uno sguardo a Kate Bush, tra atmosfere colte e austere, malinconicamente solenni e romanticamente algide. “Parallel” cresce progressivamente a ogni ascolto e si segnala come un lavoro interessante e sicuramente riuscito.

ROMA – 1982

Il cantautore campano firma il secondo album, che guarda con passione e intensità ad alcuni capostipiti della scena indie rock nostrana. Si possono ascoltare echi di Massimo Volume, Teatro degli Orrori, Diaframma, soprattutto nell’enfasi quasi teatrale del cantato. A cui si affianca un sound aspro, crudo, distorto, rigoroso e scarno, ai limiti del grunge. Scelta coraggiosa e ardita per un ottimo lavoro.

DANIELA SPALLETTA – Per Aspera Ad Astra

La cantante e compositrice siciliana, “pluridecorata” in ambito jazz e della musica contemporanea, torna con un album di altissima caratura, complesso, ricco di sfumature, intenso. Un concept in cui convergono jazz, rock, fusion, pop, sonorità mediterranee, riferimenti al musical (“The gift”), ricche orchestrazioni, tecnica sopraffina degli esecutori e una vocalità superba che ben si affianca alla qualità delle composizioni. Eccellente.

STEFANELLI – No coffee

Sette brani per l’ep d’esordio di Stefanelli, a base di un’elettronica lo-fi e basica che ben si incastra su un tessuto cantautorale di palese e spontanea accezione pop. Ci sono l’ultimo Lucio Battisti e perfino un pizzico di Alan Sorrenti oltre a tanto indie pop degli ultimi anni. Un disco curioso e stimolante.

RITA TEKEYAN – Green line

Prosegue l’interessante, originale e particolare (quanto indispensabile) lavoro della cantante, compositrice e performer Tekeyan, nata in Libano ma di origine armena, terre devastate da lunghe guerre e tragedie. Anche il suo secondo album verte sull’assurdità della guerra e della sofferenza che porta con sé, senza mai vinti né vincitori. A partire dal significativo titolo, che prende spunto dalla “linea verde” che separava cristiani e mussulmani durante la guerra civile in Libano. Le canzoni, caratterizzate da un conseguente tratto drammatico e solenne, si muovono in un contesto elettronico e pianistico, dalle tinte goth dark ma ammantate anche da un carattere psichedelico e similitudini con Kate Bush, Lene Lovich, Diamanda Galas. Un album da ascoltare con attenzione e che cresce progressivamente.

VAN KERY – New life

Il trio catanese é da anni attivo nel circuito blues. E si sente. Anche se la buona parte dei brani autografi inclusi in “New life” guarda più al rock più ruvido dei Settanta, da Led Zeppelin ai Free, con riff Hendrixiani e uno sguardo aggiornato a Black Crowes, Rival Sons, Wolfmother. Ascolto piacevolissimo, sound energico, brani suonati con il giusto groove e la perfetta attitudine. “Not my time” la vetta dell’album.

VERGINE – s/t

Buon esordio per il duo bolognese dei Vergine. Gli otto brani viaggiano tra ritmi spediti e pulsanti in chiave synth pop elettronico, conditi da una vocalità sensuale e dalle tinte dreampop. Il risultato é divertente e molto gradevole, con notevoli potenzialità commerciali. 

VIEWS – Mother Tapes Anthology

Una preziosa raccolta, a cura della sempre eccellente Area Pirata, che rende giustizia alla breve vita dei bresciani Views, attivi nella seconda metà degli anni 80 con un album e un ep all’attivo. Materiale di pura maestria nel mischiare influenze post wave (Television e Paisley Underground in particolare), nomi tutelari come Lou Reed e gli Stones dei 60 e una grande capacità compositiva nel sapere attingere da fonti storiche riproponendole in chiave attuale. Nella compilation tutte le uscite ufficiali e una serie di demo, outtake e live. Indispensabile.

VORIANOVA – Narré

Vent’anni di carriera, numerosi riconoscimenti e ora il quinto album per la band palermitana, che ha fatto della canzone dialettale uno dei suoi tratti distintivi. Il nuovo lavoro viaggia su coordinate che intrecciano canzone d’autore, pop, rock, sguardi alla tradizione mediterranea e una sottile linea funk che permea spesso le ritmiche. Ottimo.

ABBIAMO PRESENTATO I VIDEO:

1000STREETS – Goodbye, 43.NOVE – Immagini, 99 POSSE – Comanda la gang, AUGUSTINE – Anemones, AZZURRA – Tropicale, BASTARD SONS OF DIONISO – Tali e squali, BIANCA, NOLO, FIAMMA, ENOMI – Cielo sereno, BOUNCE BACK – I’m fading, BRAM STALKER – Dormant, MARTA BRANDO e PAOLO AGOSTA – Mondo di plastica, BRESH – Angelina Jolie, MARCO BROSOLO – Nelle macchie, FILIPPO BUBBICO – Ti ricordi, CADO NELLO SPECCHIO – Roma (la grande bellezza), CAGE – Words acoustic version, CANARIE – Brodo, CAPITANO MERLETTI – Killing you today, ENZO CARNIEL/FILIPPO VIGNATO – Babele, GIOVANNA CARONE – Di sole e di azzurro,  BRUNO CARUSO – ASSSolutamente, ADRIANO CASSARA – Nel mondo degli eroi, GIULIO CAZZATO – Rimarrai poesia, CECCO E CIPO – I due eschimesi dell’isola di Baffin, LUCIANO VARNADI CERIELLO – Grande quanto te, CFCREW – Destino, CISCO – Baci e abbracci, COME TE – Siberia, FABIO D’AMATO – Missing hugs, PAMELA D’AMICO – Vivo nel mondo, MARCELLO DE CAROLIS – Clizia, MARK DE’ MEDICI – Sbarazzina, SERENA DI PALMA – Tic Tac, DILEMMA – I don’t wanna smile, DR. SCHAFAUSEN – Waiting for tomorrow, DROVER – Space, EMYLIAN – Dammi un po’ d’amore, ENGLISH BREAKFAST – Control, THE ERRORIST – Donal Trumpo is my boyfriend, PIERS FACCINI – Alla aboard, MARIA FAIOLA – Pazienza, DENISE FARO – Evergreen,  STEFANO FERRARI – Un cesto di limoni, FIVE QUARTERS – Tutto in una foto, G PILLOLA – Sagittario, LUCA GARY – Tired of this game, GAZE OF LISA – Bilancia, GENUS ORDINIS DEI – Abjuration,  GIALLO – Minerva, GIGOWATT – Rock n roll in the country, GOLD MASS – Space, RONNIE GRACE – Granted, GRANATO – La camera di viola, SAVERIO GRANDI – A mio padre,  GUGLIELMO – A piedi scalzi, GUIDOINARTEROBERTO – Tutto l’indie minuto per minuto, HOLEBONES – Death have mercy, IL PEGGIO E’ PASSATO – Lo so, lo so, ANGELO IANNELLI – Poema vocale, GLI IMPOSSIBILI – Hikikomori,  KADEBOSTANY – Take me to the moon, KAIRI – Cattiva stella, KEN LA FEN – La kimica, L’ENNESIMO – 1000 pretese, L’OMONI E I SUOI PALMIPEDONI – Caldaie stantuffi, PEPPE LANA – Libertà, LASTANZADIGRETA – Pesce comune, ALESSANDRA LATINO – Bruciati, CHRIS LAVORO – The last goodbye, LEONE – Cosa ballo a fare, LES JEUX SONT FUNK – Spike Lee,  ANDREA LORENZONI – Distante, LUCIA – Notti di luna blu, LUSI IL LUPO – Guest in peace, LUX – Nothing special 99, GIANNI MAGI – Calore, MAKALU’ – Dorian Gray, DOMENICO MASIELLO – Fly away, MAVI’ – Sahara, MEDIVH – Underwater, GIULIA MEI – Mamma!, MIRCO MENNA – E parla, MODI’ – L’amore é un dio, MOMO SAID – The basement, LORY MURATTI – Era ancora aprile, NIIA – Not up for discussion, MICH NOBODY – Offline,  NOVEIS – Mille figure di plastica,  RADIO LAUSBERG – Ci hanno rotto il karma,  SAM ONSO & THE KITERS – Get out my way, VANESSA PETERS – Crazymaker, CARLO PINCHETTI – Fuori di me, POPFORZOMBIE – Canzone inutile, PS5 – Transe Napolitaine, CATERINA QUERCI – Gioco amaro, REBECCA – Nella ruggine, FRANCESCO RICKY – Rocky Balboa, CHARLIE RISSO – Nothing at all, BOB ROCKET – Enceladus, RICCARDO ROMANO – Darth father, MARCELLO ROMEO – Zattera di sale,  GIANLUCA ROVELLI – L’ombra, FELIX ROVITTO – Peaches, IRENE RUGIERO – Tao Caos, EMANUELA SABBATINI – Non c’é soluzione,  STEFANO SANTORO – Paradiso, FLAVIO SAX – Wild rooof and love, SCALA H – Claudia si sposa già, ROSSELLA SENO – Principessa, LEON SETI – Antidote, THE SHINING OF THINGS – Forbidden colours, VALERIO SIMONELLI – Vita, LORENZ SIMONETTI – Ciao mare, SIRIO – Son nel mezzo, SMILE – Broken kid, SORRY, HEELS – She burns, STEFANO – Noche proibida, SUN’S SPECTRUM – Torch #1, TANTOVALE – Paranoie, TARSIA – Boom,  RITA TEKEYAN – Devil’s OB, RITA TEKEYAN – Y, TENDHA – Tendha, THOUSAND YEARS BETWEEN – Wrong, TIBBS – Another shot fired, RIO TOMMASINO – Sabato notte, GIACOMO TONI – Se proprio devo, FERNANDO TOVO – Danza delle ombre,  VALENTE – The man who sold the world,  FABIO VASSALLO – Lamento della Ninfa,  VELTRI – Dov’é la libertà, ROBERTO VENTIMIGLIA – London, WHITEMARY – Credo che tra un po’, MASSIMO ZAMBONI – Canto degli sciagurati, ZUENO – Le chiavi di casa, CHRIS YAN – I paesaggi di Blockin, WLOG – KillerOne

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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