Riassunto maggio 2022. Tutte le recensioni

 

Come ogni mese procediamo a un riassunto delle recensioni e dei video pubblicati. Nel mese di marzo 2022 abbiamo recensito  44 ALBUM e presentato 134 VIDEO.

Dall’inizio dell’anno RadioCoop ha recensito 204 album e presentato 634 video

 

ALBUM

AMALIA BLOOM – Picturesque

La band vicentina guida un assalto sonoro fatto di potenza e grande impatto, in cui, a fianco di episodi di hardcore melodico si innestano brani più compatti che guardano a un rock serrato dall’impronta emo. Voce screamo e una produzione curatissima rendono “Picturesque” musicalmente autorevole e di eccellente qualità.

AUGE – In Purgatorio

Un album che scava negli anfratti reconditi della new wave più gotica degli anni ottanta, filtrata attraverso un’ottica attuale (non mancano riferimenti stilistici agli Afterhours, ad esempio) e un’impostazione compositiva che attinge anche dalla canzone d’autore. Tutto ben prodotto e ricco di spunti e suggestioni che rendono “In purgatorio” particolarmente interessante.

BASEMENT 3 – Naturalismo!

Torna la band bresciana con un album, come sempre, sorprendente e stimolante. L’approccio è semi acustico, destreggiandosi tra aspri blues, reminiscenze psichedeliche dal Paisley Underground (dalle parti dei Dream Syndicate), bizzarrie Barrettiane, sperimentazioni varie. Consigliatissimo.

BIA RAMA – Mad balance

Molto interessante il percorso del trio napoletano nell’accostare elettronica, sperimentazione, scarni groove rock, post rock e un groove jazz di sapore fusion e dalle suggestioni mediterranee (nell’uso della voce di Mara Scippa, in particolare) che permea tutto il lavoro. Cinque brani di grandissima qualità con personalissima cover finale di “Trouble” dei Coldplay.

BRAIN RAGU – Gaze at the sun

Il trio toscano si affida a un sound molto particolare, tra shoegaze, post rock, elettronica,  new wave, in chiave rigorosamente strumentale, che spazia tra atmosfere di ampio respiro,  momenti più ostici e cupi, improvvise esplosioni ritmiche e di distorsione chitarristica. Il tutto composto ed eseguito molto bene, produzione essenziale ma curata. Ottimo.

CASABLANCA – Il lato oscuro

Due ex Deasonika al posto di guida per una band compatta, che suona duro ma sempre in modo pulito e ci offre un album di alto livello. In grado di passare da potentissimi brani rock (che a tratti guardano ai Pearl Jam) a malinconiche ballate, per poi tornare a masticare furiose ritmiche che accompagnano riff di chitarra taglienti, su cui svettano sapienti melodie vocali. C’è molto potenziale anche in virtù di una produzione eccellente. La strada è spianata.

THE CLEOPATRAS – Bikini grill

Torna la band toscana con un nuovo lavoro, il quarto della carriera, di primissima qualità. L’album si espande verso nuove influenze, tra punk rock, puntate quasi nell’hard, consueti riferimenti 60’s e surf, power pop (“Feel the heat” potrebbe stare in qualsiasi album delle Go Go’s), una riuscitissima cover di “Kiss kiss kiss” di Yoko Ono. Sound potente (grazie ad Ale Sportelli), album maturo, convincente, godibilissimo, divertente. Top!

COSMETIC – Paura di piacere

Nuovo capitolo nella ventennale carriera della band romagnola che abbandona lo shoegaze più ortodosso che aveva caratterizzato le precedenti esperienze a favore di un sound più incline al power pop e al pop rock. Non mancano le consuete asperità chitarristiche ma talvolta sembra di ascoltare (con molto piacere) riferimenti a band come Elastica o Cardigans. Come sempre ben fatto, creativamente completo e maturo.

DANCE FLOOR CLOSED – Top 10

Dalla collaborazione tra Gianni Mini (autore e cantante) e Simone Serotti (compositore e arrangiatore), nasce un progetto palesemente incentrato su classiche sonorità dance, dal frequente sapore anni 80, su cui si innestano testi che affrontano temi di attualità. Arrangiamenti e sound molto curati, ottima resa e notevoli potenzialità commerciali.

VITTORIO DE ANGELIS – Perspective

Secondo album per il saxofonista napoletano, lavoro che abbraccia una forma ampia di fusion, che va dal jazz più classico, al funk, acid jazz, afrobeat. Il tutto con uno sguardo alle sonorità più moderne del nu jazz (da Kamasi Washington a Shabaka Hutchings). Suonato con grande feeling, squisita maestria esecutiva e tanto groove.

ECOFIBRA – Maledetto vintage

Attiva da un lustro la band ferrarese arriva a un buon esordio con otto brani di corposo pop rock in cui entrano influenze punk, grunge, alt rock. Il disco si avvale di una produzione accurata, le canzoni hanno un ottimo potenziale commerciale, la band suona come si deve, le prospettive per un futuro artistico interessante ci sono tutte.

EDDIE BUNKER – Tormento

La band vicentina dopo un ep d’esordio approda al primo album con otto potentissimi brani in cui post hardcore e hardcore si sovrappongono alla perfezione. Suoni crudi e dissonanti, abrasione costante, supportata da una ritmica possente, per un sound che a tratti riporta ai Deftones, altri ai Negazione. Ben fatto!

DIAFRAMMA – Ora

Federico Fiumani è nato con il punk e con la sua principale caratteristica, l’urgenza. Che ritroviamo nel nuovo album della sua creatura Diaframma, nata più di 40 anni fa e che firma il 21° album. Otto brani, mezzora di musica, in cui si destreggia in equilibrio tra il suo classico e riconoscibile tratto cantautorale e un rock wave aspro e diretto. Classe immutata e l’ennesima conferma da uno dei più importanti personaggi della musica d’autore italiana.

ENOMISOSSAB – O

“Dall’anno Duemila, Enomìsossab è un progetto solista che ruota attorno alla performance vocale (voce più corpo)”. Il nuovo album chiude la tetralogia sulla vocalità. I sei brani del nuovo lavoro si muovono liberi in svariati contesti sonori e artistici, attingendo da new wave, avanguardia, retaggi tribali e percussivi, sperimentazione, con estrema personalità e unicità. Un percorso originalissimo da seguire con grande attenzione.

DANIELE FALASCA – Triade

Il fisarmonicista, pianista e compositore Daniele Falasca ci consegna un elegante nuovo album di impronta jazz su cui si innestano suggestioni latine, tango, blues, folk che rendono il lavoro fruibile e raffinato e di immediata assimilazione. Esecuzione carica di groove, arrangiamenti sempre riusciti e fascinosi, composizioni di primissima qualità, una conclusiva cover di “What a wonderful world” ammaliante.

SERENA FERRARA e SIMONE MOR – Kemana

Kemana nasce dall’incontro di Serena Ferrara, cantante jazz milanese di origini siciliane, con il chitarrista Simone Mor, viaggiatore bresciano specializzato in flamenco. L’album è un saporito condensato di jazz e musica etnica di svariata provenienza, samba folk, eseguito con un pathos e un’intensità di rara efficacia. Elegante e raffinato, un perfetto e colorato connubio multietnico e multiculturale.

FLOAT MUSIC – Cloud & butterflies

Gustoso esordio per il duo bolognese, con nove brani dalle tinte pastello in chiave semiacustica che privilegiano un’anima folk ma a cui sanno aggiungere sapientemente un prevalente gusto jazzy, incursioni in reggae, soul e bossa. Rilassante, intrigante, con un approccio che riporta ai primi lavori degli Everything But The Girl.

IL DILUVIO – When the time is right

Un esordio maturo (dopo un paio di ep iniziali) sulla lunga distanza per la band bresciana, con un sound evocativo, dai tratti vagamente psichedelici, che attinge dal Bowie dei primi 70, dai Coldplay degli esordi e guarda in svariate direzioni. Il tutto con grande qualità compositiva ed esecutiva, arrangiamenti efficaci, tanta personalità.

IL PEGGIO E’ PASSATO – Bugie d’autore

Il trio parmigiano all’esordio con un ottimo lavoro che parte da una dimensione vicina alla moderna canzone d’autore italiana (da Baustelle a Bluvertigo fino a Samuele Bersani con uno sguardo ad Alberto Fortis) ma flirta poi con elettronica, pop e un tocco di new wave (“Fallo” e “Lo so lo so” ad esempio). Da sottolineare la cura della grafica e confezione del CD, aspetto spesso trascurato. Bravi e personali.

JABEL KANUTEH / MARCO ZANOTTI – Are you strong?

Il griot gambiano Jabel Kanuteh e il polistrumentista romagnolo Marco Zanotti tornano con il secondo album del loro sodalizio artistico, in cui convergono un fascinoso connubio di ritmi e sapori africani con un gusto mediterraneo e una visione musicale moderna e attuale. Disco avvolgente e suadente, prezioso e intrigante.

KOSMODROMO – International Groove Society

Quattro brani nel nuovo ep in cui confluiscono funk moderno, rock, pop e atmosfere vagamente psichedeliche e mediterranee che riportano alla mente i texani Khruangbin. Molto interessante e intrigante.

KREKY AND THE ASTEROIDS – Banner blindness

La band romana festeggia il quarto anno di attività con un album d’esordio pregno di buone vibrazioni. Siamo nell’alveo della migliore tradizione rock americana, quella che va da Bob Dylan a Bruce Springsteen, passando per Ryan Adams, John Mellencamp e Black Crowes. Suoni incisivi, fedeli alle fonti da cui attingono ispirazione, canoni molto ben strutturate e sempre riuscite. Un ottimo album.

LAMECCA – Ragazzina

La band campana all’esordio con un lavoro aggressivo, duro e abrasivo, in cui si mischiano indie e alt rock con punk, grunge, emo. Chitarre urticanti, incedere ritmico pulsante, voce che sa modularsi bene tra un approccio melodico e tonalità impetuose. Bravi e convincenti.

NICOLA LOTTO – Il canto nudo

Esordio per il cantautore padovano, che si avvale anche dell’aiuto di Flavio Ferri, Olden, Paolo Benvegnù. Sound chitarristico, aspro, abrasivo, che si pone idealmente tra Federico Fiumani, Giorgio Canali e la scrittura di Cristiano Godano. Al di là dei riferimenti c’è personalità da vendere, immediatezza, urgenza, cura per l’incisione e una prospettiva compositiva in grado di dargli e darci molte soddisfazioni.

STEFANO MANOTTI – Ideale

Nuovo ep di tre brani per il cantautore emiliano all’insegna di atmosfere acustiche, soffuse, che richiama varie sfaccettature della canzone italiana (Fabio Concato in primis). Arrangiamenti e strutture compositive essenziali, buona la scrittura.

TOMMASO MANTELLI – 14 dinosaur songs

Secondo album per il bassista e produttore Tommaso Mantelli (al suo attivo collaborazioni con Sick Tamburo, Teatro degli Orrori, Kill your boyfriend tra le tante). Un album poliedrico e dalle mille diramazioni sonore tra shoegaze, influenze 60’s, riferimenti a band come Lemonheads, Pavement o Replacements. Tanta maturità, belle canzoni, freschezza, spontaneità, urgenza.

NICOLA MANZAN – Nikolaj Kulikov

Il polistrumentista anima del progetto Bologna Violenta torna solista con un’ opera suddivisa in tre volumi, ognuno dei quali contenuto in una specifica cassetta. Sound sintetico, aereo e sospeso tra ambient, gli Air e le suggestioni elettroniche tedesche anni 70 (Tangerine Dream in particolare). Come sempre un percorso artistico originale e personale.

MARSILI – Ossario

Sono numerose le influenze che convergono nel secondo album del cantautore siciliano. Quelle più classiche che arrivano dalla tradizione della canzone d’autore italiana a quelle più recenti e contaminate che portano a Vasco Brondi o Motta. Approccio scarno e minimale, quasi lo-fi ma sempre bene arrangiato ed efficace. Ottimo.

MED.USE – Weekend

Torna la band milanese con un robusto ep di cinque brani che propone un ottimo mix di classic rock, rock blues e alt rock dal gusto grunge. In filigrana si possono rintracciare riferimenti a Litfiba, Negrita, Afterhours ma la scrittura rimane personale e le canzoni si avvalgono di ottime linee melodiche. Molto buono.

STEFANO MELI – Apache

Una lunga carriera discografica è alla base di un nuovo album solista essenziale, etereo, dai tratti ambient del compositore e chitarrista siciliano. Nove brani acustici incisi con l’aiuto di una chitarra elettrica, un banjo e qualche effetto. Molto cinematico e perfetto per un’eventuale colonna sonora.

MONKEY WEATHER – Palazzo Britannia 107

Al quarto album la band la band piemontese realizza un concept, per la prima volta cantato interamente in italiano, un elogio alla normalità attraverso una serie di personaggi che raccontano la loro storia. Storie di vita, senza morali particolari, condite dal consueto power pop punk frizzante, elettrico, dalle irresistibili melodie 60’s.

PORTULACA – Per il dolore, per la felicità

Un buon lavoro per la band livornese che bene si approccia a una miscela di folk rock, canzone d’autore e sonorità che ricordano i Nomadi degli anni Settanta. Dieci brani intensi, pieni di ritmo e vibrazioni positive. La band suona bene e con convinzione, le canzoni scorrono senza cadute di tono, l’impronta è personale. Album riuscito.

PURO VENENO – Questo disco mi è costato una fortuna

Esordio brillante per la band ferrarese, con un sound fresco e pulsante, in equilibrio tra pop e rock, indie e power pop. Le influenze sono numerose e attingono dalla scena alt rock ma anche dal nuovo pop italiano, la produzione essenziale ma efficace, le canzoni ben composte e di ampio respiro. Una buona partenza.

RHABDOMANTIC ORCHESTRA – Almagre

Torna il collettivo Rhabdomantic Orchestra di Manuel Volpe con un nuovo album frutto dell’incontro con la musicista e cantante colombiana Maria Mallol Moya. Un saporito brodo di ingredienti di gusto sopraffino, dall’afrobeat al funk allo spiritual jazz a groove latini e suggestioni mediterranee. Una delizia per chi apprezza la creatività nella musica.

ROSGOS – Circles

Il terzo album di Maurizio Vaiani, alias RosGos, è un concept sull’Inferno dantesco e i gironi che lo compongono. Sound che attinge a piene mani dalla post wave degli anni 80 (Cure in primis) con modalità compositive che guardano a Bauhaus e Cocteau Twins. L’andamento dei brani è solenne e marziale, l’atmosfera scura e umbratile. Lavoro molto curato e di impatto.

SAMUELA SCHILIRO’ – La vita che vuoi

Terzo album per la cantante siciliana. Undici brani curatissimi a livello di produzione, ricchi di svariati spunti ispiratori, all’interno della canzone d’autore italiana. Troviamo un buon uso dell’elettronica, intense ballate, brani pop rock di grande efficacia, una voce matura e versatile, canzoni di ottimo livello compositivo. Da ascoltare.

SEGNALI DI RIPRESA – Sacrifice

Torna la band marchigiana, dopo cinque anni di silenzio, con un progetto particolarmente originale che unisce un’elettronica rigorosa e algida con retaggi di tradizione folk, in una miscela originalissima e personale, Un’operazione coraggiosa, più che riuscita per un lavoro interessante e particolare.

FABRIZIO TAVERNELLI – Algoritmi

Sesto album solista per il musicista emiliano (già lungamente attivo con En Manque d’Autre e Acid Folk Alleanza), un concept sulla costante presenza degli algoritmi nella società e nell’esistenza degli umani. Dodici brani per oltre un’ora di musica che viaggia tra elettronica, suggestioni Bowiane, canzone d’autore, sperimentazione, un approccio spesso teatrale, linee funk, momenti orchestrali. Una varietà di stili che convergono in un filo conduttore che è la creatività senza limiti di Tavernelli, che stupisce di nuovo con un lavoro anomalo e coraggioso.

LA TESSITORIA ECO – Nessuno se ne accorge

Secondo album per il quartetto bolognese che attraverso dieci brani guarda al cantautorato rock classico nostrano, guardando sia a Vasco che a Ligabue ma con un piglio più ruvido e stradaiolo (da Graziano Romani a Massimo Priviero). Un disco curato e ben confezionato, suonato con perizia e ottimamente prodotto, dalle notevoli potenzialità commerciali.

TECHNICOLOUR DREAM + Jimy Sonhs & John Povey . Born again/Isis calling

Singolo in vinile rosso e tiratura limitata (326 copie) che accosta la classe della storica band romana dei Techcnicolour Dream al mito di Jon Povey (già collaboratore dei Pretty Things) e Jimy Sohns, frontman dei grandi Shadows Of Knight. Due brani in cui 60’s garage e pischedelia si innestano alla perfezione, creando un piccolo gioiello, raro e prezioso.

FULVIO TULLI – Pensieri nerastri

Il cantautore romano si affida a una miscela di country rock, ballate dai testi (finalmente!) poco politically correct, efficaci e sempre freschi, una varietà di stili che abbracciano lo scibile della canzone d’autore italiana (e americana) ma che occasionalmente guardano addirittura anche agli Smiths. Personale, originale, riconoscibile. Bravissimo.

UNWELCOME – BeUnwelcomeOrDie

Corredato da una stupenda copertina di Valerio Berruti, pittore-scultore ed artista conosciuto a livello internazionale, torna la band piemontese con un nuovo lavoro, come sempre caratterizzato da un sound massiccio, poderoso heavy crossover all’ennesima potenza, dissonanze, ritmica possente, chitarre taglienti, spesso in feedback, voce spietata. Un’ennesima prova di forza sonora ad altissimo livello qualitativo.

VERSAILLES – -Patico

Un’interessante fotografia del panorama sonoro attuale che si spalma lungo sette brani intensi in cui convergono hip hop, elettronica, trap, ritmi da dancefloor, hard rock fino a estremi metal. Una contaminazione difficile da gestire ma in questo caso perfettamente riuscita.

ZILIANI – Cliché

Un ottimo ep d’esordio caratterizzato da sonorità che attingono dagli anni 80, con particolare accento su disco e funk dell’epoca, con riferimenti post wave/new romantic (Visage e Classix Nouveaux ad esempio) pur assimilando molte componenti neo cantautorali (tra Calcutta, il Battisti dei 70, Cosmo e Max Gazzè).

VIDEO

AKA STEVE – Fiori tra ortiche, CRISTIAN ALBANI – Giorni, ALTROVE – Il matto di San Siro, MARCO ANCONA – La rivoluzione, ARDECORE – Er cimiterio de la morte, AREVORTIK – Stanze, AYMARA – Mezz’ombra, STEVIE BIONDI – Perché, BISTURI – Comete, LUCA BONAFFINI – Il giardino dei fiori mai cresciuti, MARCO BONVICINI – My skin, BUMO – Mille strade, ANDREA BUTTURINI – Polaroid, VALERIA CALIANDRO – Miniature, CALLA MC + NSE – 7/4 party, GIANGI CAPPAI – Better life, VINCENZO CAPUA – Venerdì 13, CARLO – Il tuo sorriso in un cassetto, STEFANO CINTI – Io non sono razzista ma…, CLERK – Fake,  EMANUELE COGGIOLA -Con gi occhi all’indietro, COLANGELI – Azzurri a Wembley, CORTESE – Blues bar, COSMETIC – Anni 90, FRANCESCO CURCI – Cattivo ragazzo, FABIO D’AMATO – Emotional life, DANIEL – Non ti perdo, VERONICA DE ANDREIS – Tramonto, SABRINA DE MITRI – The moon, FABIO DE VINCENTE – Un giorno normale, DHARMA MUSIC TRIBE – Senza te, DHELI – Dune Buggy gialla, DIMORE – Sergio, DISCORDANCE – Imposition of a cosmic Lithany, DOS – Ondeter waltz, ELEPHANTS IN THE ROOM – I love it, ELLA GODA – Mentre il buio se ne va, EMAN – Il matto, EMOTU – Mar Turchese,  DANIELE FARAOTTI – Il ballerino di quadriglia, MARIANNA FASONE – Dimensioni parallele, FEARYTALES – Supernova, GIPSY FIORUCCI – L’anima grida, FRAMMENTI – Colpi di tosse, FUNGHI LADRI – INRIcordo, GAZOSA – L’Italiano, GHIACCIO – Un giorno tutto questo ci farà ridere, GIONATHAN – Luna Park, FRANCESCO GIORDANO – Eterno presente, GIORNI DI GLORIA – Ted,  ELISABETTA GUIDO – That’s the matter, ILCLASSICO – Pronta, IL METZ – Fulmine nero, IMMANUEL CASTO – Wasabi Shock, IOSONOCORALLO – Narciso, ISOTTA – Psicofarmaci, LA METHAMORFOSI – Mi soffoca, LAPLASTIQUE – Frastuono, LES JEUX LITTLE PONY – Low Fi, LEPRE – Ambulanza, LIASIAR – Crea & distruggo, LIGHT THIS NIGHT – Come back, MIMMO LOCASCIULLI – Buonanotte dalla luna, LUCI BLU – Anyway, LUCREZIA – Musica, LUPMORTHY – Stones, KALLASTE – La logica del tempo, MARY KEEY – Ahout it out loud, KICCA- Call me sugar, KNK PROJECT – Windy morning, ALEXANDER KOROSTINSKY – Bones of God, KRIKKA REGGAE – Virus, MADHOUSE – Take your time,  ALFREDO MARASTI – La stanza della musica, MARLENE KUNTZ – La fuga, FABIO MARTORANA – L’essenza migliore,  MATT MUN – Waves, MATTEO & BRO – Sweet shadows, MELANYA – Manaleak, MOLE – Sig. Riva, THE MONKEY WEATHER – Samantha, MOTELNOIRE – James Dean, ERICA MOU – Animals, MOVIDA – Quello che non ho, MUTAMENTO – Il punto debole, MYKY – The one, MYLANE – Real lies, NARTICO – Tempi moderni, NETRI E I LAREDO – Finalmente ti manchi, NDM – Il giudice, NEW MARTINI – Soft love, NOVEIS – Anna Bolena, OCTOPUSS – A nut for a jar of tuna, OLD NICK – Don’t hide, IRENE OLIVIER – Black van, ON THE MOON – Il mio vestito buono, ORNELLO – Morso aperto, OSSI GROSSI – 64 birre, SIMONE PALADINI – Saudade, PALMITESSA – Luna, PAPAEDGE – Ora lo so, JACOPO PEROSINO – Il curatore, SIMONE PITTARELLO – Arthur, MASSIMO PRIVIERO – Tutte le volte, SAMUELE PROTO – Fragili rose, PASQUALE PROVENZANO – Multinazionale, REESE – Apnea, REVMAN – Tra di noi, RFC – Festa, RIFRAZIONE – Nico, GIACOMO RIGGI – You know I will, ROSGOS – Fraud, SAMURAI JAY – Nessuno, SANGA – Cherosene, SANTAROSA – I migliori sono tutti matti, CARMINE CRISTALLO SCALZI – Anno bisestile, SIXONESIX – Soldi e collane, TARSIA – Un giorno al mare, GENNARO TAVANI – Quello che vorrei, ALESSANDRO TEDESCO – Magma, THELEGATI – Pietre, THEVINZ – Dimostrare che si può, KAYLA TRILLGORE – Nerodenso, UNBLASFEMO – Tutto sbagliato, VERONICA – Vivarium, VINILE – Nostalgia, WAKE UP CALL – Verso casa, WASABE – Spegnimi la testa, WENDY?! – A song for Johnny, WHITE EAR – Empty, ZEN CIRCUS – Ok boomer, MARGHERITA ZERBINI – Polvere di stelle

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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