Riassunto marzo 2021. Tutte le recensioni

 

Come ogni mese procediamo a un riassunto delle recensioni e dei video pubblicati. Nel mese di marzo 2021 abbiamo recensito 44  ALBUM e presentato 138 VIDEO.

A/LPACA – Make it better

Sorprendente esordio per la band mantovana che mette insieme il pulsare kraut dei primi Neu! con le nuove istanze neopsichedeliche prog dei favolosi King Gizzard and the Wizard Lizard, la rabbia iconoclasta e disperata dei Suicide e un’attitudine elettro punk (Screamers, Flipper, Tubeaway Army, Krisma, Devo). Spaccano.

LAILA AL HABASH –  Moquette

Ep d’esordio per la cantautrice italo palestinese con cinque brani sinuosi e sensuali che abbracciano indie pop, elettronica e un groove trip hop. Prodotto da Stabber e Niccolò Contessa, “Moquette” é una partenza particolarmente interessante, fresca e originale.

ALTERIA – Vita imperfetta

Il terzo album di Stefania Bianchi in arte Alteria (protagonista anche come supporter di nomi altisonanti come Aerosmith, Litfiba, Red Hot Chili Peppers) ne conferma le eccellenti doti di vocalist, perfettamente a suo agio sia quando si viaggia ai 100 all’ora con potenti brani rock che quando vira verso atmosfere più pop e cantautorali. Il risultato é sempre ottimo anche in virtù di una produzione curata e di brani compositivamente efficaci.

ANASTATICA – In a sleeping garden

Torna con un nuovo ep il progetto del polistrumentista veneziano Simone Bortolotto, di cui si ricorda l’ottimo esordio con l’album “The recalling”. I quattro brani del nuovo lavoro proseguono il cammino strumentale a base di sonorità sospese, liriche, eteree, tra ambient, tratti cinematografici, post rock, un gusto che riporta alla new wave più colta degli anni 80 (dai Japan all’etichetta 4AD). Ottimo.

ARCHANGEL – Third warning

Archangel è lo pseudonimo dietro il quale si cela Gabriele Manzini, tastierista degli Ubi Maior (dal 1998 ad oggi) ed ex-componente dei The Watch (dal 2000 al 2005). Il terzo album del progetto (in cui compaiono numerosi ospiti di prestigio) conferma l’attaccamento conferma l’amore per un prog vicino ai primi Genesis, Mike Oldfield, Alan Parsons, senza disdegnare i Pink Floyd dei primi 70. Il tutto però declinato in un’ottica moderna e attuale. Ottimo.

BF PROJECT – Smoothly

Il progetto del sassofonista-clarinettista Alberto Fichera e del batterista Luca Barbato ci regala un gradevolissimo e super groovy album di dieci brani. Cool jazz, funk, lounge, latin soul, boogaloo e tanto altro. Divertente, suonato con grandissima competenza, arrangiamenti deliziosi e sempre azzeccati, un disco con i fiocchi.

BILBOSA – Diamond dust

La band genovese all’esordio con un album interamente strumentale, aspro e a tratti abrasivo, dove é il post rock a dominare ma in una veste che rifugge atmosfere fluenti e contemplative, arricchendosi invece di spunti free jazz, post punk, velocità, impennate più marcatamente rock. Lavoro di respiro anche cinematografico, interessante e personale.

CALVINO – Astronave madre

Torna il cantautore lombardo con un nuovo lavoro che ne conferma le qualità compositive e un taglio personale nell’affrontare un mix tra canzone d’autore e indie pop. Ci sono echi wave anni 80 (dalle parti dell’Alberto Camerini elettronico), un fresco pop tra Samuele Bersani, Luca Carboni e Max Gazzè e un tratto malinconico che permea il tutto. Ottimo.

NICOLA CONTE / GIANLUCA PETRELLA – People need people

Nicola Conte infila un altro gioiello nella sua preziosa collana dischi sempre ad altissimo livello. In “People need people” ritrova Gianluca Petrella con cui compone e scambia suoni, suggestioni, ritmi, samples. Ne esce un grande lavoro in cui afro, jazz, lounge, disco, modern grooves, spiritual jazz, nu soul si intrecciano in continuazione creando un sound futurista, modernissimo, avvolgente e travolgente. A collaborare un lungo stuolo di ospiti da ogni angolo del mondo in un disco che rappresenta in musica il concetto di multietnicità che permea il nostro nuovo mondo: Raashan Ahmad (USA), Nduduzo Makhathini (South Africa), Magnus Lindgren (Sweden), Débo Ray (USA), Bridgette Amofah (England), Abdissa Assefa (Finland/Ethiopia), Teppo Makynen (Finland), Davide Shorty, Carolina Bubbico, Tommaso Cappellato, Seby Burgio, Marco Rubegni, Pasquale Calò, Pasquale Mirrae Simone Padovani.

CRUMMY STUFF – Punk’s not sad

Ristampa rimasterizzata in vinile di un album fondamentale per il punk italiano, esordio della band milanese del 1996. Hardcore melodico con piglio Ramones e abbondanti dosi di Bad Religion, pietra miliare degli anni 90. Per chi se lo fosse perso all’epoca, indispensabile occasione per recuperare il tempo perduto.

DOWNBEAT SYNDICATE – Rare riddims vol.1

Leo Di Angilla è un batterista negli ultimi 10 anni al fianco di Jovanotti , già con Mike Patton e diverse altre star internazionali.
Valter Vincenti è il chitarrista degli Shengen Clan, la band di Alborosie, fondatore e proprietario di One More Dub Studio. Insieme realizzano questo ep a base di dub, reggae, proposto, prodotto ed eseguito in maniera magistrale e super groovy.

EB – Goodbye babe

La giovanissima Elisa Bianchi, in arte EB, all’esordio con un ep di 5 brani, ha già le idee chiare e un sound ben definito, che oscilla tra momenti aspri (tra Patti Smith e Liz Phair) ed episodi intimisti (Kate Bush e Suzanne Vega i riferimenti più diretti). C’é tanta personalità, una bella voce e una grande cura negli arrangiamenti e nelle strutture compositive. Partenza a razzo, attendiamo un album con urgenza e impazienza.

EDY – Chi ha sparato al Presidente?

Breve ep di quattro brani con un inedito e tre cover (tra cui spicca “Un giorno dopo l’altro” di Tenco in chiave elettrica minimale) che aprono un’ulteriore finestra sull’intensissima attività del cantautore romano d’azione, al secondo episodio solista e in procinto di arrivare a un nuovo album. I brani sono intensi, curati negli arrangiamenti, la voce riconoscibile. Ottimo lavoro.

ELLE – Elle

Ci vuole coraggio confrontarsi con certa materia sonora a artistica. Il trio romano guarda a nomi tutelari della musica moderna come Brian Eno, David Sylvian ma anche Robert Wyatt e David Bowie, ammantando il tutto di una cappa grigia di post rock. Suoni scarni e  contemplativi, atmosfere statiche. Un lavoro certosino, originale, personale e molto ben fatto.

FATTORE RURALE – Morsi

La band piacentina torna con un nuovo lavoro, un ep di due brani che confermano l’impronta che li caratterizza abitualmente. Un rock corposo, ruvido, elettrico, perfetta congiunzione con la tradizione roots americana (da Johnny Cash a Bruce Springsteen) con quella tracciata dall’Emilia cara a Nomadi, Ligabue, Vasco, Modena City Ramblers. In attesa di un album, un antipasto invitante.

ENZO FAVATA – The crossing

Enzo Favata, da 30 anni sulla scena jazz internazionale musicista creativo e produttore, con al suo fianco Pasquale Mirra al vibrafono e marimba midi, Marco Frattini, batteria e percussioni e Rosa Brunello, basso e contrabbasso, arriva con un nuovo album. Ispirato dal jazz rock più progressivo e contaminato degli anni 70 (vedi l’inziale tributo ai Nucleus di Ian Carr) assimila elementi afro, spiritual jazz, funk e fusion. Siamo ad altissimi livelli esecutivi, interpretativi, esecutivi. Lavoro di prima classe.

GALLUS – Pluslapsus

Breve ep di quattro brani con un inedito e tre cover (tra cui spicca “Un giorno dopo l’altro” di Tenco in chiave elettrica minimale) che aprono un’ulteriore finestra sull’intensissima attività del cantautore romano d’azione, al secondo episodio solista e in procinto di arrivare a un nuovo album. I brani sono intensi, curati negli arrangiamenti, la voce riconoscibile. Ottimo lavoro.

GIMBO – Come l’uomo sulla luna

Versatile, eterogeneo, vario, pieno delle più svariate suggestioni. Sicuramente ottimo, molto ben fatto e composto. Un lavoro che parte da una solida base di canzone d’autore per assimilare poi retaggi jazz, folk, latini, fino a reggae e folk. Suonato a livelli di eccellenza, grazie anche ad ospiti di grande livello, primi tra tutti Fabrizio Bosso e Javier Girotto, l’album scorre via gradevolissimo.

GIOOGE E IL MONDO ALLA ROVESCIA – Vorrei vivere in un film

Sesto lavoro per il progetto del cantautore pugliese, che ne conferma maturità e spessore compositivo. Il sound rimane sempre minimale e aspro e si avvale di un supporto di elettronica più presente rispetto alle precedenti uscite. I nove brani alternano momenti semiacustici ad aperture più rock e pulsanti. L’intensa ballata “L’anarchico” il momento più alto dell’album. Come sempre ottimo.

CESARE AUGUSTO GIORGINI – Tutto da rifare

Il cantautore emiliano, archiviata una lunga esperienza londinese, riparte con un ep di cinque brani, composti nel corso degli anni. Canzone d’autore di stampo prevalentemente acustico, canzoni incisive, un’anima che accarezza anche modalità rock. Un ottimo lavoro.

LUCA GIUOCO – Double Spectral Image

Estremismo sonoro, sperimentazione, industrial, noise, gli Einsturzende Neubaten dietro l’angolo, un velo di kraut rock, i loop di Robert Fripp e i suoi Frippertronics, sono i principali ingredienti del nuovo album del musicista torinese. Materiale sicuramente di difficile fruizione e adatto ai cultori del genere ma di particolare interesse.

HER BLOOMATCHES – Marmalade dreams

L’esordio della band lombarda si dipana lungo sette brani dalle atmosfere solenni, sospese, liquide, tra tentazioni post rock, afflati post psichedelici, un gusto shoegaze. Una scelta che paga un’eccessiva staticità ma che alla fine assume un carattere e un’originalità proprio per questo rigore stilistico. Una buona partenza.

HEY SCENARIO – Space sound

Esordio con un brano lisergico, ipnotico, avvolgente, spycho dance che starebbe bene in un album dei Primal Scream ma anche degli Stone Roses. Groovy.

HIS ELECTRO BLUE VOICE – Body crash

Il duo veneziano duo math-rock sperimentale composto da Flavio Bevacqua e Carlo Zulianello, entrambi ex Trompe Le Monde, all’esordio con un caustico ep strumentale a base di feroce math rock che riporta ai Battles ma anche anche alle bizzarrie psych dei King Gizzard and the Wizard Lizard. Quattro brani diretti e abrasivi. Bravi.

INDIANIZER – Radio Totem

Un album “nato dall’esigenza di dare una forma al dolore, alla perdita e al senso di abbandono. Un inno oscuro alla consapevolezza di dover imparare a lasciare andare le cose, i momenti e le persone”. E la musica si dipana ipnotica e solenne, tra elementi elettronici, sprazzi psichedelici e post rock, un tocco jazz, un’attitudine teatrale. Un lavoro complesso e scuro, molto originale, intenso e particolare.

VITO LALINGA – Urban night

Album super groovy tra Nu Funk, afflati Acid Jazz, Nu jazz, sapori fusion e rimandi agli 80. Il tutto suona alla perfezione, curatissimo, ritmiche travolgenti e un tiro dance di altissima qualità. Da ascoltare e ballare!

MALDIMARTE – Vicini di caos

Ristampa rimasterizzata in vinile di un album fondamentale per il punk italiano, esordio della band milanese del 1996. Hardcore melodico con piglio Ramones e abbondanti dosi di Bad Religion, pietra miliare degli anni 90. Per chi se lo fosse perso all’epoca, indispensabile occasione per recuperare il tempo perduto.

RODOLFO MONTUORO – Acustica Codex Metastasio Post Box

Il cantautore emiliano, archiviata una lunga esperienza londinese, riparte con un ep di cinque brani, composti nel corso degli anni. Canzone d’autore di stampo prevalentemente acustico, canzoni incisive, un’anima che accarezza anche modalità rock. Un ottimo lavoro.

MOONMINE – My revolution

Dopo l’ep “Private Conversations” e i singoli “Dice”  e “What You Give”  un altro Ep di quattro brani scandisce l’attività di Lorenzo Ciavola, AKA Moonmine. Un lavoro che abbraccia varie componenti alternative, dal rock più minimale, a immersioni nel blues, a una ballata folk. Il tutto arricchito da una vena “folle” e sperimentale che rende l’ep particolarmente originale e interessante.

RICCARDO MORANDINI – Eden

L’ecletticità di Morandini Riccardo Morandini protagonista in band dalle direzioni più contrapposte, dal metal al jazz, dal liscio psichedelico all’indie-rock, si concede una pausa in questo breve ep di quattro brani. In “Eden” emerge un’anima pop dalla vena elettronica, con uno sguardo all’indie pop e un amore incondizionato per la nuova canzone d’autore nostrana. Un’ottima partenza per un futuro che potrebbe essere fulgido.

LOU MORNERO – Grilli

Esordio sulla lunga distanza per il cantautore milanese, a quattro anni dal primo ep. Otto brani curatissimi che abbracciano l’epica dolente di Nick Cave, l’incedere solenne di certi brani dei CSI, un gusto folk blues di fondo e un uso discreto e mai invasivo dell’elettronica che conferisce alla canzone autorale di Mornero una personalità e un’originalità distintive. Album ottimo e che merita un attento ascolto.

NEW REAL DISASTER – Tomorrow will come

Secondo album (a cui si aggiunge un precedente ep) per il quartetto toscano. Dieci brani per meno di mezzora di musica, punk rock serrato, eseguito e prodotto alla perfezione. Taglio old school californiana (vedi Avengers o Social Distortion) ma anche uno sguardo all’attualità (Downtown Boys), un intermezzo Hardcore e tanta potenza sonora. Eccellenti.

FEDERICO POGGIPOLLINI – Canzone rubate

La carriera di Poggipollini non ha bisogno di tanti approfondimenti. Basti elencare solo qualche nome a cui é stato a fianco dal vivo e in studio: Ligabue, Litfiba, Gianni Morandi e chi più ne ha più ne metta. Non ha mai disdegnato progetti paralleli, sempre all’insegna dell’eccellenza. Anche il nuovo lavoro non sfugge a questa regola. 17 brani con 9 cover, 1 inedito e 7 brani strumentali originali, ospiti d’eccezione come Gianni Morandi, Eugenio Finardi, Cimini, grandi canzoni, un groove funk rock irresistibile (vedi una splendida “Monna Lisa di Graziani) e la sua chitarra travolgente protagonista. Da ascoltare in loop.

PONEE – Jo, Kid, Ipa, Role

Esordio intrigante quello del cantautore urban di Milano. Cinque brani in cui una canzone d’autore moderna e fresca assorbe influenze e attitudini rap e trap. Ottimi arrangiamenti, efficaci e immediati, composizioni sempre brillanti. Bravo.

STEFANO SALETTI & BANDA IKONA – Mediterraneo ostinato

Il Mediterraneo di Stefano Saletti & Banda Ikona, tra i più rappresentativi collettivi di world music, é un calderone culturale e di identità che si sono costantemente fuse e continuano a farlo, mettendo insieme lingue, musiche, tradizioni. La rappresentazione sonora che traspare da questo nuovo album ne é un fulgido esempio. Un lavoro curatissimo, che emana fascino e potenza, esaltando la ricchezza del dialogo e dell’abbraccio tra i popoli. Un brano come “Il sono del Mistral” spicca su tutti per sensualità ed efficacia. Album stupendo.

FRANCESCO SETTA – Fenice

Un album coraggioso che prova, riuscendoci in maniera più che egregia, a mischiare un rock cantautorale moderno e fresco con ritmiche e attitudine rap. La vena legata alla canzone d’autore rimane prevalente ma é il connubio con rap e rock a rendere il tutto particolarmente originale. A cui si unisce una capacità compositiva semplice, diretta e molto efficace.

SHEFOUND – Trees with no limbs

L’esordio della band vicentina é originale e molto ben fatto, grazie a una produzione curata e a una scelta eccellente dei suoni. La voce soul/black di Nicole aggiunge parecchio alla proposta, contribuendo con una forte componente di personalità e carattere. Un album che si avvale di un perfetto equilibrio tra un’attitudine rock e un’anima pop. Buono.

THE SMOKE ORCHESTRA – Hot, funky and sweaty

Secondo album (a cui si aggiunge un precedente ep) per il quartetto toscano. Dieci brani per meno di mezzora di musica, punk rock serrato, eseguito e prodotto alla perfezione. Taglio old school californiana (vedi Avengers o Social Distortion) ma anche uno sguardo all’attualità (Downtown Boys), un intermezzo Hardcore e tanta potenza sonora. Eccellenti.

TAFF – Beat pocalypse

Un progetto solista sperimentale di Stefano Perfetto batterista attivo nella scena punk (The Twerks) e alternative (Love Shower Love). Nel suo primo album sovrappone elettronica a una ricerca percussiva, sonorità new wave (tra Cabaret Voltaire e Nine Inch Nails) e una vocalità che riporta talvolta a Richard Butler degli Psychedelic Furs. Lavoro interessante e originale.

TIGER FLAMBE’ – s/t

Il duo venezianoduo math-rock sperimentale composto da Flavio Bevacqua e Carlo Zulianello, entrambi ex Trompe Le Monde, all’esordio con un caustico ep strumentale a base di feroce math rock che riporta ai Battles ma anche anche alle bizzarrie psych dei King Gizzard and the Wizard Lizard. Quattro brani diretti e abrasivi. Bravi.

ALESSANDRO TOMASELLI – Guarda come ti guarda

Secondo album per il cantautore pugliese, all’insegna di un folk cantautorale minimale, chitarra acustica e voce, con rare pennellate di altra strumentazione ad arricchire arrangiamenti scarni. Dieci brani autunnali, lirici, romanticamente malinconici, per un progetto che si conferma interessante e intrigante.

TORRE DI FINE – s/t

Un lavoro molto personale, intimista, avvolgente, sospeso l’esordio di questo duo che si muove tra post rock, glitch, pause acustiche di sapore quasi Pink Floydiano e un retrogusto Jesus and the Mary Chain (“Sunflower”). Interessante e band da tenere d’occhio.

VILLA – Angoscia/Sospetto

A pochi mesi di distanza da un altro 45 giri “L’Etere/La Rinascita”, torna (Roberto) Villa con un nuovo vinile con due brani. Cupi e dall’incedere solenne e claustrofobico, ideale colonna sonora strumentale per un film a sfondo psicologico e dalle tinte thriller anni 70. Pianoforte, archi, effetti sonori per un nuovo prezioso tassello, antipasto del primo anno di prossima uscita.

VINNIE JONEZ BAND – Il dilemma del Delay Lama

Secondo album (ma l’attività discografica é arricchita anche da alcuni ep) per la band romana. Alle prese con un sound duro, dai forti riferimenti grunge e hard rock anni 70, a cui si uniscono elementi più “devianti”, tra Marylin Manson e Nine Inch Nails. Il tutto converge in un muro del suono travolgente e compatto. Molto curato, ben composto e arrangiato.

LE ZAMPE DI ZOE – Casa

Esordio per il progetto del duo bolognese composto  da Edoardo Baschieri ed Elisa Debbi. Un lavoro di ampio e fresco respiro, imperniato su un indie pop fruibile, gradevole e immediatamente contagioso, che guarda ai Pinguini Tattici Nucleari, Stato Sociale e al nuovo indie pop nostrano. Un buon avvio.

ABBIAMO PRESENTATO I VIDEO:

2ELEMENTI – Alfavil, 24HOURS – Aiutolà, SERENA ABRAMI – Feeling good,  ACCASACCIO – Non lasciarmi mai, AKES – Errore 404, ALBASTER VISION – Se diventerai, ALAN+ – Ancora, ALECO – Godi e t’amo,  ZOE BALDUCCI – Come fossero musica, BAMBINA – Napoli,  BARDOMAGNO – La cintura di castità, MATTEO BENEDETTI – Una lunga strada, BLESSIU – Vinco tutto o vicino niente, BODONI – Lipstick, CAROLINA BUBBICO – Il dono dell’ubiquità, BUDDA ROCK – Ogni tua lacrima, CAPITALE – Brucialo, NICOLO’ CARNESI – Virtuale,  ROSSANA CASALE – Anime di vetro, CATENO – Suegno, SIMONE CICCONI – Non so più stare senza te, CINTHIA – Prozac, CMQMARTINA – Se mi pieghi non mi spezzi,  DANIELE COLETTA – Tasto rotto, STEFANO COLLI – Aquiloni, CORO IN CORSIA – Accendi l’arcobaleno, PIER CORTESE – E’ per te, PIETRO DANIELE – Guerra e pace, DERIANSKY – Qholla, THE DEVILS – I appeared to the Madonna, FRANK DI MAIO – Save prayer,  LUCA DI MARTINO – Fortuna, DINOSAURO – Vivi, GIULIA DG – Davanti a me, DHELI – City porno, DIFFERENT DNA – Crazy double life, DON ANTONIO – Batticuore, DROWN IN SULPHUR – Vivant tenabrae,  EB – Apart from me, ELETTRA – Vetro, EMISHA – Amantes, ALBERTO ENO – A kind of cure, MATTEO FARGE – Giorni,  GIULIA FERRARO – Str…nza, FOLLOWTHERIVER – Werewolves, PAOLO FRESU – Heroes, FRIJDA – Ruggine, GIORGIA GIACOMETTI – Bandiere bianche, GIALLO – Spettatori, GIONATHAN – Good premonition, GIULIALUZ – Oggi mi chiamo Giulia, GORI – Sambo, SAVERIO GRANDI – Svegliami quando sarà finita, MARCO GRAY – Ten more times, GREATER THAN EIGHT – Strange home, ALEX GUERRIERI – Dimmi che c’é, KAOUENN – Psychic nomad, KID GAMMA – Mezz’ora, KUSTURIN – These 20 years,  HARMONYUM – Mai più, HERA – Il duca bianco, HOFMANN ORCHESTRA – Tutti i nudi vengono al petting, HOLEBONES – Mojo hand, HOLY 420 – Sbatti, KADEBOSTANY – Take me to the moon, THE JOLLY SHOES SISTERS – Like Aretha used to sing, JULIA AND THE ROOFERS – River, IL DISORDINE DELLE COSE – Sul ramo di un ciliegio, IL TIPO DI JESI – Libertà, LACOSA – Je Sus, LADY IN THE RADIATOR – Aquamarine, LAGOONA – Londra, LAPARA – Traballa, LEMURI IL VISIONARIO – Niente da dire, ANNA LEONE – Still I wait, LIBERO – Ikebana, ERNEST LO – Error 404, ERNEST LO – Bla Bla Bla, SILVIA LO – Se ti va di restare, ENRICO LOMBARDI – Vita, LUCREZIA – Dream, ADRIANA LUZI – Tu, MADBEAT – Città, MALDIMARTE – Respirerò, LUCA MARIS – Luntano senza e te, MARIA MARZOTTA – Nun me lassare,  ALESSIA MARTEGIANI – Macunaima, MARUEGO – Terra bruciata, MECNA – Soli, MEAZZA – Le parti peggiori, MERAVIGLIOSA – Lilly, MICHELLE – MaleMale, MIGHTY OAKS – Mexico,  MIRIAM MASALA – Vale la pena, AMBRA MIRISOLA – Sax, ANDREA MINGIONE – Vivimi, MONDO INFERNO – Porto fuori (RA), NANGA PARBAT – Blood, death and silence, NECRODEATH – Petrify, NEO GARFAN – Caduta libera, NEL VENTRE DELL’ORSA – Il risveglio, NERO KANE – Mary of silence, NEROLOZ – Willy’s song,  NIMSO – Solo, NINFEA – Sono virtuale, THE OLD SKULL – One punch band, OSSIDO MASTER – Salgo su, STEFANO PANUNZI – The portrait, PICCOLINO – Gente, PIERPAOLO – Rondine, PILLHEADS – Il libero pensiero, PINHDAR – Too late,  PLATA – Dove sei, PONENTE – Abballo, PRIMITIVE MULE – Downtown,  PURO & NOA – M’ Better Blues, RIDILLO – Il Lo La I Gli Le,  GIANCARLO ROVELLI – Enzo Tortora, CHRIS J SANDRA – Snoopy, SARAI – Ci hai perso tu, GLI ULTIMI SARANNO – E mmo’, SCALA H – 1984 Mainstream, MARCO SENTIERI NonFacciamociBullizzareDalCoronaVirus,  ALEX SKRT – Le tue labbra, SOLO – Don’t shoot the piano player,  STEFANELLI – La Rota, SUEZ – Humanity is dead, SUPERNINO – Scrollo, LE TENDENZE – Vivere leggeri, VALLANZASKA – Quella vera, VENUS IN DISGRACE – White desire, VILLA – Angoscia, VINNY ELIA  – Cuori in Atlantide, UMBERTO VITIELLO – Linea di confine,  GIUSEPPE VORRO – Via da qui per un po’ di più, WLOG – Ossido, YO YO MUNDI – Il respiro dell’universo, YORKER – Difetto

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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