Riassunto marzo 2022. Tutte le recensioni

Come ogni mese procediamo a un riassunto delle recensioni e dei video pubblicati. Nel mese di marzo 2022 abbiamo recensito 47 ALBUM e presentato 142 VIDEO.

Dall’inizio dell’anno RadioCoop ha recensito 122 album e presentato 394 video

ALBUM

A TEMPORARY LIE – s/t

Un album di grande fascino, dolcemente decadente (nell’accezione che si usava per nomi come Roxy Music o Japan, al cui mood e approccio estetico il disco si avvicina). Canzoni perfettamente equilibrate, avvolgenti, sinuose, con un tocco blues in sottofondo. Cesare Malfatti (LA CRUS – THE DINING ROOMS) e Georgeanne Kalweit (DELTA V – THE KALWEIT PROJECT) sono affiancati da una lista di collaboratori di grande livello e soprattutto gusto, come Fabio Rondanini (CALIBRO 35, AFTERHOURS, SILVESTRI) alla batteria, Roberto Dell’Era (AFTERHOURS, THE WINSTON) al basso e Raffaele ”Rabbo” Scogna (DIODATO, NIC CESTER, SELTON) alle tastiere. Gli otto brani sono semplicemente uno più bello dell’altro e questo album entra prepotentemente tra le migliori uscite dell’anno.

ACID BRAINS – Il caos

La band lucchese ha macinato parecchia strada dalla fondazione, nel 1997. Oltre 300 concerti, sei album alle spalle, un vasto numero di riconoscimenti e vicende che hanno arricchito il loro curriculum. Il nuovo ep li coglie in ottima forma con un sound aspro, cattivo e abrasivo, tra grunge, post punk e punk. Tanta carica, energia e la giusta attitudine. Ottimo.

PIER ADDUCE – La bottiglia blu

La lunga carriera di Pier Adduce, sviluppatasi prevalentemente con il progetto Guignol, giunge all’esordio solista. La canzone d’autore “malata”, da cui attinge la consueta ispirazione, si palesa anche in questo lavoro, tra De Andrè, blues, Nick Cave. Grande maturità compositiva, immediatezza dei brani, pulizia dei suoni, per un album di altissimo livello.

ANDREA ROCK – The rebel poets

Il suo secondo album solista di Andrea Rock riprende il discorso iniziato nel 2015 con il disco “Hibernophile”, omaggio appassionato all’Irlanda e alla sua anima sonora folk.  Il nuovo lavoro  esce in concomitanza con l’uscita del libro “UNA PINTA CON SHANE MACGOWAN” (Tsunami Edizioni), progetto editoriale fortemente voluto dall’artista che ne ha scritto l’introduzione all’edizione italiana. Allegato al libro sarà presente un segnalibro con QRcode dell’album “The Rebel Poets”. Un album che assembla il più classico folk irlandese con una carica punk rock che riporta, ovviamente, ai Pogues ma che guarda non di rado anche alla poetica di Billy Bragg. Tutto fatto molto bene, con passione e sudore. Ottimo.

ROBERTO ANGELINI e RODRIGO D’ERASMO – Songs in a conversation

Un sentito omaggio a Nick Drake a 50 anni dall’uscita del suo ultimo lavoro discografico Pink Moon, al fine di tramandarne e far conoscere ai giovani musicisti la sua eredità artistica e poetica. Intento perfettamente riuscito, grazie a un approccio attuale e moderno che, nel contempo, conserva le peculiarità espressive e compositive del grande cantautore inglese. Arrangiamenti eleganti, esecuzione magistrale da due navigati musicisti del panorama nostrano. Un bel disco.

ARPIONI – Les jeux sont faites

Torna la ska band bergamasca a 15 anni dal precedente album. Circondati da un nutrito stuolo di ospiti, tra cui Daniele Coccia Paifelman (Il muro del canto), Elio Biffi (Pinguini tattici nucleari), Picchio (Banda Bassotti), Dr. Ring Ring e Andrea Mei, inanellano dodici brani travolgenti che oltre ai classici ritmi in levare spaziano in suoni latini, nella canzone d’autore e folk italiana, il tutto condito da sapori soul. Uno splendido ritorno.

ARSEN PALESTINI – Finding a new job

Il rapper marchigiano si muove molto bene in un contesto sonoro difficilmente definibile. Non solo rap ma anche sperimentazione, synth pop, funk, pennellate jazzate, trip hop, dub e una vena artistica molto personale e originale. Molto interessante.

BEBALONCAR – Suicide lovers

Scanna è un personaggio che da lungo tempo calca i palchi della scena musicale italiana (dagli Ugly Things ai Primeteens, Sciacalli, Bohemians, Pamela Tiffins oltre ad essere protagonista di numerose altre iniziative nell’ambito della scena di derivazione Sixties italiana). Il nuovo progetto lo coglie ispiratissimo alle prese con un sound tenebroso che abbraccia psichedelia, retaggi beat, shoegaze, Velvet Underground (e di riflesso i Jesus and Mary Chain meno abrasivi) , folk psichedelico. Un gioiello che riflette luci opache che conquistano al primo ascolto.

THE BLOKES – Same old stories

La band romana si esprime con un linguaggio semplice e diretto. Street punk tra Exploited, Cockney Rejects, Cocksparrer, Infa Riot, sound arrembante, ritmiche serrate, chitarre potenti, voce roboante, testi stradaioli. Una summa perfetta che non fa prigionieri. Un album fresco e devastante. Finalmente!

BLUAGATA – Di stanze e nevrosi

La band toscana, attiva da cinque anni, arriva al terzo album, proseguendo un cammino molto personale e particolare in cui assembla influenze piuttosto differenti. Conservando sempre una vena pop si immergono in rock, new wave, dark, post punk, con una grande energia e un tratto originale. Un nome da seguire.

BODAH – Nessun incubo per il sole

Un lavoro eclettico e sorprendente quello di Marco Meledandri che si addentra in territori sonori arditi, in cui il post grunge e lo stoner si affiancano a una psichedelia meno ruvida. Non mancano blues e una predilezione per la canzone in funzione cantautorale per un mix interessante e originale.

GIULIO CANTORE – Di casa e altre avventure

Le radici nella classica canzone d’autore italiana (da Paolo Conte a Francesco De Gregori) e nel folk, taglio acustico e minimale, chitarra, voce e poco altro ma efficace. Atmosfere color pastello, tono intimista, suoni soffusi. Un buon lavoro.

CAPPADONIA – Canzoni per adulti

Quarto album per il cantautore siciliano, bolognese d’adozione, e nuovo centro, grazie a una scrittura pulita e incisiva che mette d’accordo una vena rock (dalle venature grunge) con la canzone d’autore. I dieci brani hanno un’alta caratura compositiva, ottimi arrangiamenti e un  sound personale e distintivo. Un album veramente riuscito.

CIBO – Muzik

La band torinese parte dall’hardcore, talvolta al confine con il grind ma anche con il noise jazz di John Zorn, per imbastire un ep con cinque brani arricchiti anche da una vena satirica e autoironica che rende il tutto ancora più imprevedibile e schizzato. Suonano benissimo, con la giusta attitudine e ci consegnano un lavoro semplicemente travolgente.

CLORINDA feat Massimo Iacobacci – Novilunion jazz

Album fresco, ben fatto, coinvolgente, molto ben giocato tra l’equilibrio di una bella voce, calda e convincente e l’efficacia strumentale che l’accompagna. Jazz, swing, soul, funk, blues, pop si fondono con gusto e leggerezza, consegnandoci un disco divertente e intrigante.

COCONUT PLANTERS – Upset hopes

Potentissimo esordio a base della classica miscela Epitaph (dalle parti dei Bad Religion) di tiratissimo, frenetico, anfetaminico hardcore melodico. Suonato benissimo e con suoni che rasentano la perfezione. Dodici brani ai cento all’ora con un solo intermezzo reggae e ballata conclusiva a rallentare la corsa. Un grande lavoro!

COOPER – Oscillazioni

Il duo pugliese dei Cooper, formato dal polistrumentista barlettano Alex Terlizzi e dal chitarrista andriese Manu Paradiso si cimentano in dodici brani, tra inediti e cover scelte con grande raffinatezza, in cui spaziano agevolmente in ambiti disparati, dal latin sound, al jazz, dalla fusion alla world music, a contaminazioni classiche. Una versatilità che rende onore alle loro grandi capacità strumentali e allo spessore compositivo dei brani. Un’opera colta, elegante, intensa.

ROBERTO MACRY CORREALE – A simple day

Riuscito e molto gradevole l’esordio del chitarrista Roberto Macry Correale, accompagnato dal pianista Antonio Freno e del batterista Marco Morabito. Sei brani strumentali jazz blues/soul in pieno stile Wes Montgomey o George Benson con Jack McDuff. Il sound guarda strutturalmente al passato ma ha un approccio attuale e fresco. Ottimo.

COUNTRY FEEDBACK – Intermission

Antonio Tortorello, polistrumentista che agisce con il moniker di Country Feedback, firma il secondo album. Un lavoro intriso di influenze e riferimenti disparati, tra funk soul e alt rock, indie rock e trame più sperimentali. Il risultato è particolarmente stimolante, originale e personale, sicuramente molto riuscito.Ottima la cura dei suoni e alto il livello compositivo.

DANCEMALORA – Dancemalora

Esordio per la band siciliana con un lavoro crudo e abrasivo, in cui convergono echi new wave, noise, echi grunge, con l’apertura “Verso ai versi” che riporta a un incrocio tra Devo e primi Gaznevada. Ma c’è molto di più negli otto brani, tanta personalità soprattutto, per un album originale e particolare. Ottimo.

DEI PERFETTI SCONOSCIUTI – Fuori

Un buon lavoro il nuovo album della band toscana che sa bene come fare a mettere insieme, con equilibrio ed eleganza, un approccio pop con sonorità più ruvide. Si passa da brani vicini alla canzone d’autore rock italiana a influenze che guardano gli ultimi Red Hot Chili Peppers. Il risultato finale ci consegna un prodotto curato, ben fatto, ottimamente suonato e con buone potenzialità commerciali. Bravi.

GRAHAM DAY – Master of none

Decine di album e di esperienze alle spalle per quaranta anni sulla scena.
The Prisoners, Prime Movers, Planet, Solarflares, Graham Day and The Forefathers, The Gaolers The Mighty Caesars, The Buff Medways, Senior Service.

GRAHAM DAY rimane uno dei migliori songwriters inglesi, da sempre in disparte, dispensa a suo piacimento perle di rara bellezza.
Per la prima volta lo fa da solista, suonando tutto, dalla chitarra al basso, Hammond, percussioni, sitar.
I brani, concepiti originariamente per il nuovo dei Gaolers sono stati completati durante il lockdown e vedono la luce ora in un tripudio di garage beat, ruvido rhythm and blues, Kinks, Who, Pretty Things, Small Faces, melodie beatlesiane ovvero l’anima che fece grandi i Prisoners.

Dodici brani nel classico, unico, inimitabile stile Graham Day. Semplicemente super!!!

DANIELE FORTUNATO – Alla radice dei sogni

Colpiscono in questo album la versatilità compositiva e la capacità di spostarsi all’interno di vari stili senza particolari problemi. Si respira aria soul/rhythm and blues in “Archetipi tipici” per passare al successivo “Perché non vedi che brucio?” che odora di blues desertico ma ci sono anche ballate Battistiane, pop, folk, rock. Un ottimo lavoro che saprà sicuramente dare il meglio anche in veste live.

MARCO FRACASIA –  Adesso torni a casa

Intrigante e spiazzante l’esordio del giovanissimo cantautore torinese che si muove su coordinate minimali e in un lo-fi stralunato, dal retrogusto quasi psichedelico. Molto interessante e con una grande potenziale espressivo.

MASSIMILIANO GALLO e JULITHA RYAN – Diamond sky

Scritto e registrato nel 2017 tra il Cilento e la Calabria, durante un tour della cantautrice australiana, composto dal polistrumentista Massimiliano Gallo, riportato alla luce da Dugald Jayes e masterizzato da Hugo Race, “Diamond sky” è un album con 5 lunghi brani, dalle atmosfere sospese, oscure, dolenti, malinconiche. Lo sguardo è alla poetica sonora e lirica di nomi tutelari come Nick Cave o Mark Lanegan, con un’anima blues e PJ Harvey dietro l’angolo. Affascinante e conturbante.

GOLEM  – Gravitational Objects of Light, Energy and Mysticism

Un album monumentale, dal sound possente, megalitico, solenne, che attinge dall’hard rock dei primi anni 70, dalle parti di Black Sabbath e Black Widow, mischiandosi con il prog di King Crimson, Atomic Rooster (in particolare), con anche incursioni in atmosfere Pink Floydiane. Perizia tecnica eccelsa, brani compositivamente curatissimi, gli amanti di queste sonorità scorgeranno i contorni del capolavoro.

IL CORPO DOCENTI – Un posto sicuro

Un buon lavoro di punk rock melodico figlio di Green Day, Punkreas e con una vena emo. Frequenti gli spazi riservati a momenti semi acustici, ballate e atmosfere pop che fanno da sfondo a testi che denunciano l’insicurezza e l’impotenza nell’affrontare un periodo così complicato. Un album complesso e dalle mille sfaccettature.

LAMBSTONE – Higher deeper

Secondo album per la band milanese, che conferma la predilezione per un sound compatto, aspro, vicino a Pearl Jam (soprattutto nella parte vocale) e a istanze più hard rock. Ma con un costante amore per le melodie fruibili e dal gusto pop. Un lavoro di alto tasso qualitativo soprattutto nella ricerca dei suoni e degli arrangiamenti che li pone tranquillamente in un contesto internazionale e dal buon potenziale commerciale.

LE MUFFE – Down down down

Al terzo album la band bergamasca conferma tutta la sua verve iconoclasta con 10 nuovi brani all’insegna di un garage punk insolitamente senza chitarra ma che non perde un briciolo di potenza ed efficacia. Vicini a riusciti esperimenti come Screamers e Archie and the Bunkers, tiratissimi, a tratti quasi Crampsiani. Ottimo lavoro!

LE PIETRE DEI GIGANTI – Veti e culti

Il nuovo album della band fiorentina è ammantato di mistero e dalle atmosfere intriganti. Un misto di stoner, psichedelia, heavy rock, blues acido, accompagnato da testi intrisi di poesia e gusto epico. A metà tra Verdena e QOTSA. Molto ben fatto e splendidamente suonato.

MAGIC JUKEBOX – Crazy trip

La band veneta si avvale di musicisti dalla lunga esperienza e con le radici nella prima scena punk italiana, a cavallo tra gli anni 70 e 80. E da quei semi trae linfa vitale per un album in cui confluiscono l’attitudine iconoclasta del punk rock 77, un gusto Crampsiano (vedi la spettrale cover di “Tainted love” di Gloria Jones), rock ‘n’ roll scarno e distorto, proto punk e post punk. Molto originali e coinvolgenti.

VINNIE MARAKAS – Giovane Cagliostro

Un lavoro breve ma particolarmente interessante che si muove in un’ottica che riesce a mettere insieme sperimentazione e fruibilità. Pop elettronico, atmosfere sospese, ritmiche incalzanti con un approccio dream pop, sinuoso e avvolgente e un mood trap in sottofondo. Da ascoltare.

NATHAN – Uomini di sabbia

Terzo album per i Nathan, band savonese, capitanata dal duo Piergiorgio Abba/Bruno Lugaro, tastierista e cantante, autori di tutte le musiche e i testi. Un lavoro che si muove nel classico alveo del prog rock più “duro” con riferimenti comunque a grandi nomi come Genesis o esperienze nostrane come Orme o Balletto di Bronzo. L’esperienza si sente e l’album è interessante e riuscito.

NOT MOVING LTD – Love Beat

“Love Beat” è l’esatta rappresentazione di ciò che sono i NOT MOVING LTD un’entità artistica che fa ovvio riferimento al passato e alle radici ma guarda costantemente in avanti. I nove brani sono frutto di un lungo, combattuto e sincero percorso attraverso tutto quello che possiamo definire ROCK ‘n’ ROLL.
Niente di più, niente di meno.

MARCO ONGARO – Solitari

Undicesimo album per il cantautore rock, accompagnato questa volta dalla prog band dei Logos. Un lavoro di ottimo mix tra classic rock e canzone d’autore, perfettamente suonato e dagli arrangiamenti essenziali ed efficaci. Testi curati e livello compositivo di particolare pregio. Consigliato.

ORGAN SQUAD – One

Esordio con il botto! Sei brani potentissimi che attingono dalla tradizione mod beat, quella che va dai Creeps ai Prisoners, in cui a un sound di ispirazione 60’s si affianca un Hammond arrembante alla Brian Auger, chitarre e melodie power pop e una ritmica compatta e precisa. E con canzoni di primissima qualità compositiva. Un gioiello.

PAGODA – Amerigo Hotel

Giacomo Asti, musicista di Parma, all’esordio con un nuovo progetto, che segue una carriera già articolata in altre esperienze. Un lavoro essenzialmente rock che attinge tanto dalla freschezza e di gusto 60 dei REM, dal brit pop, quanto da certi album pop rock di Luca Barbarossa. Tanti i brani con il profilo adatto a un posto nel mainstream, ottima la scrittura, produzione di livello. Da ascoltare.

PALE DAWN – Opera omnia

Brillante meteora del panorama neo sixties italiano degli anni 80, costola uscita dalla scissione dei Technicolour Dream, i romani Pale Dawn vissero una breve vita artistica che culminò in un 45 giri per la High Rise di Federico Guglielmi, nel 1987. Poi una serie di nuovi tentativi discografici, purtroppo finiti malamente. Rimasto un nutrito bagaglio di incisioni inedite giunge una benvenuta ristampa di tutto quanto è stato prodotto, inclusi nove demo tape di ottima fattura e qualità. Il sound, molto originale e personale, si sposta da umori freakbeat ad atmosfere psichedeliche di gusto quasi proto prog. Ristampa essenziale per i cultori del genere.

PROBLEMIDIFASE – Ristorante/Albergo/Croce

Il progetto solista di Samuele Zenti all’esordio con un breve ep di tre brani dalle tonalità semiacustiche e autunnali, all’insegna di un dream pop efficace ed etereo. Qualche pennellata psichedelica e varie influenze dalla classica canzone d’autore italiana completano un ottimo quadro sonoro.

SAERA – s/t

La giovanissima cantautrice romana Sara Errante Parrino parte più che bene con l’ep d’esordio. Un RnB soft accompagnato da una vena pop che lo rende ancora più fruibile, grazie anche a un groove sinuoso e a un gusto adolescenziale intrigante. Ottimo.

DANIELE SANFILIPPO – Hamal

Terzo album per l’artista cosentino con nove brani riflessivi, avvolgenti, sospesi, dal tratto cinematografico con accenti post rock. Atmosfere autunnali, malinconiche e cerebrali per un lavoro particolare e intimista di indiscutibile valore.

THE SUNCHARMS – Distant lights

Affascinante jingle jangle sound da Chicago, dove alle suggestioni Sixties si aggiungono un gusto shoegaze, dream pop e Brit Pop. Ad avvolgere il tutto il mantello protettivo dei Velvet Underground che rendono meno leziosi e più minacciosi l’approccio e l’attitudine sonora. Intrigante e psichedelico.

SUPERSONIC BUS – s/t

Buon esordio per la band veneta con un ep di cinque brani che unisce sonorità alt rock con atmosfere new wave, qualche sguardo al miglior prog e un buon uso dell’elettronica. Molto particolare la voce maschile acutissima che rende il sound del gruppo immediatamente riconoscibile. La partenza è interessante, in attesa di ulteriori sviluppi.

TANA COMBINAGUAI – Hai mai corso una maratona lunga 16 anni?

Stefano Giacomazzi è un giovane autore e polistrumentista genovese attivo da alcuni anni nella scena emo-punk ligure. Nel suo primo breve progetto solista propone sei brani (di cui un’intro e un’outro) acustici e minimali, graffianti e abrasivi, introspettivi e acidi. Molto interessante.

PAOLO TOFANI KRSNA PREMA DAS – Santoor Suite n°1

A pochi mesi dall’uscita del suo ultimo lavoro in studio, “Indicazioni vol.2”, torna  Paolo Tofani Krsna Prema Das con il suo nuovo album: “Santoor Suite No.1 (for Francesca)”. Un lavoro affascinante e profondamente spirituale dedicato al santoor, strumento a corde della tradizione persiana. Un viaggio mentale e dell’anima, grazie a un suono unico e alla capacità eccelsa di Tofani.

WEID – Influire

Breve ep con quattro brani per il cantautore torinese, composti durante la quarantena all’insegna di un pop malinconico che conserva il retaggio compositivo ed esecutivo delle sue precedenti esperienze rap. Un’ottima partenza per un progetto che potrebbe riservargli piacevoli sorprese.

ZEPHIRO – Baikonur

Vent’anni di attività, un album e un ep alle spalle e numerosi riconoscimenti sono il biglietto da visita che ci introduce al secondo lavoro della band romana. “Baikonur” percorre i sentieri della migliore new wave italiana (primi Litfiba, Diaframma – non a caso in un brano è ospite il loro primo cantante, Miro Sassolini –  Viridanse, i Moda di Andrea Chimenti). Cure, Tears for fears, Echo & the Bunnymen, Joy Division, i primi New Order sono altre influenze di primaria rilevanza. Piacerà, anzi, entusiasmerà i cultori del genere.

VIDEO

PIER ADDUCE – La bottiglia blu, ADRANE’ – Roipnol e Sambuca, ALEM – Cliché, ANDREA – Magnitudo,  ARDECORE – El zagrifizzio d’Abbramo, AUTUNE – Like a plant in a greenhouse,  FLORENC BANUSHI – Balla, BARABBA – Bastare a me stesso, BARABBA – L’ultima mano, BLAKE EL DIABLO – Onde, AMALIA BlOOM –  Whimsical, BODAH – Nel giorno del Sabba, BRANKO – Origine, ROSITA BRUCOLI – Cuore mio, CANCE – Mosca bianca, CARAVELLE & MERCVRIO- Incoscienti, LUCA CAROCCI – La parte di me, CAZALE – Dream in color, CEROLI – Tre giorni in hangover, TANIKA CHARLES – Different morning, CLAUDIO CIRILLO – Control Z, THE CLEOPATRAS – Kiss kiss kiss, CLIO AND MAURICE – Faithfully, COCCIGLIA – Animale sleale, EMANUELE COLANDREA – Credo, COLLECTIVIO – Teste pazze, ALESSANDRO CONTINI – La ballata del sognatore, EMANUELE CORVAGLIA – Tu pensala come vuoi, GISELLA COZZO – Per  chi, DABIEL – Giò, DARTE – Tisane love, DERIMA – Immagine di noi, DE UNIVERSO- Babies eyes, FABIO DE VINCENTE – Amare per sempre, DEI PERFETTI SCONOSCIUTI – L’amore morde,  FRANCESCO DEL PRETE – Tempo, DILETTA – Fuori controllo, MAURO DI MAGGIO – Senza stelle senza luna,  DRAMALOVE – Dammi un segno, DUE VENTI CONTRO – 22, EASYPOP – Terra di libertà, EGO3 – Bevo, ELETTROGRUPPOGENO – La mia ragazza è una nerd, EMANCIPO – Voglio ancora dormire, ENRIKA – Amore immortale, ERIKAGREYS – I care, ESPANA CIRCO ESTE – Prosecco, LUIGI FARINACCIO – Tempo imperfetto, FAZ WALTZ – Hot cold fever, FEEL – The Arran Boat Song, FICSTRIP – Fallin’ down, FRANCESCO FORNI – Pure si fosse, FOSFORO – Da dove vengo, FREAK SHOW – Stand up, FREERAGGIO – Solo per me, FROGG – Gaslight, FUNGHI LADRI – Emergenza, KETY FUSCO – Music to make a dream come true, GIELLE – Onirico, FRANCESCO GIORDANO – Il segreto in una nota, MARCO GRAY – Il posto in cui sto ora, JUICY – Youth, KEROS – Sesto senso, KICK – Viole, LA VOLPE SOPHIA – La speranza, LE FREQUENZE DI TESLA – Eraclito, FUORI CONTESTO – Luna piena, SERGIO GAGGIOTTI – Arance amare, GIOVANNI IACOVELLA – Meaningful numbers, ISTERESI – O13,  JIMMY JDKA – Just watch, IL CAIRO – Padre d’Oltremare, IRHA – Sleeping away, KERO – Perdono, DAIMON LAI – Dietro al rosso degli opposti, LAST OBSESSION – Free man, LAYZ – dentro me, LUPMORTHY – Strings, MAGIC JUKEBOX -Animal desire, EUGENIA MARTINO – L’alieno, DANIELA MASTRANDREA – In bianco e nero, I MATTI DELLE GIUNCAIE – Il mondo senza di noi, ELISABETTE MATTIA – Amate, ANDREA MAZZACAVALLO – Amore Odio, MAXV e LAMBERT – Lights, MELANCHOLIA – Hypnos, MIKEZINGA – Passthe Mic, MINISTRI – Scatolette, MISSTAKE – Cinema Paradiso, FRANCESCO MORRONE – L’amore non conviene, MUNDIAL – Sordi, MAURO NARDI – A Napoli con te, NEDNACK – Figi di chi, ANGELA NOBILE – Fidati di te,  NOCHIA – Weekend, NUDHA – Chiedimi, MIRCO OLIVASTRI – Aquilone senza filo, OPEN FOR FUN – Your sight, ORCHESTRALUNATA – Bella giornata, ODE – Poco rumore,  OZNER – L’altra abilità, OX IN – Blu di Prussia, PARTY POISON – Game, NICOLA PIGNATELLI – Fuoco, LE TENDENZE – Solo chiacchiere, PURO VENENO – Ogni mondo è diverso, RADIO TRAPANI – Jealousy, ROBERTO RAJMONDI – Canto notturno, RAINBOW BRIDGE – No more I’ll be back, RECIDIVO – Maschera, REEL TAPE – Fake bloom, RFC – Fuori dal coro, GERO RIGGIO – Trame, ROCCO – Tina, RONCA – Ronca Beats, ROVERE – La libertà, RUMBA DE BODAS – Ciao mare, LUCA RUSTICI – Mane e’ rose, ALESSIO SANTELLA – Ritornerò,  SARAI – Mollami ora, SATOYAMA – Niue,   SEGNALI DI RIPRESA – Roots, SENNA – Letto, SHOKDRA ELEKTRONIKE – Turtulleshe, SHONAN – Rocky Roberts, FRANK SINUTRE – Let this sound sing, SOLOSARA – Gira-soli, STEFANIA SOMMA – Mic-Drop, SPLINTERA – Anthem for Tony, STONA – Vietato abbandonare i sogni, SUAREZ – The punisher, SUPERSONIC BUS – Bomb in the meadow, TENEBRA – Moon maiden, TIN WOODMAN – 1989, MARCO TOBIA – 11 novembre, ALESSANDRO TOSI – Tirch Torch, TRAMO – Solo quando fumo, VIVAZ – Floyd, VOLPE – Celabbiamofatta, WALDECK – Quando quando quando.

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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