ROSANNA SALATI – When I heard

«In una società che ci vende la corsa al successo, la macchina nuova, la fretta, la competizione sfrenata fino a distruggere addirittura il pianeta che abitiamo, alzare gli occhi al cielo, fermarsi, sono gesti rivoluzionari»
Ispirata da artisti quali Björk, A-WA, Cat Power, Lianne La Havas e Jessie Ware, la cantante e musicista Rosanna Salati debutta con il singolo electro-pop “When I heard”.

 

«“When I heard” è nata durante una giornata di improvvisazione con loopstation e controller esterno, da una beatbox in 4 tempi con sopra un riff di chitarra elettrica».
Il brano è prodotto da BiancoSporcoProduzioni (pseudonimo dietro cui si cela il compositore e producer Francesco Bianco) il quale, per la lavorazione di “When I heard”, si è ispirato ai brani di Liberato.
«Il lavoro di Francesco è stato fondamentale, per la riuscita del brano. Ha aggiunto alcuni cambi armonici, batterie elettroniche, sintetizzatori, elaborato le voci: insomma, ha prodotto un capolavoro, a mio avviso».
Il testo del brano è una critica alla società odierna, fatta di consumismo e scalata sociale obbligata, mentre il mondo attorno cade a pezzi, martoriato da sfruttamento delle risorse e inquinamento.
«Il brano parla di gesti rivoluzionari di fronte allo smarrimento che proviamo se tentiamo di decodificare i meccanismi su cui si basa la società moderna. La prima frase recita “When I heard the revolution I could see the sky”, e cioè “Quando ho sentito la rivoluzione ho potuto guardare al cielo”: è una rivoluzione interna, quella di cui parlo; è la ribellione dell’Io verso una struttura sociale che non mi appartiene. Un semplice gesto, quello di alzare gli occhi al cielo, credo sia rivoluzionario, oggi, in una società che ci vende la corsa al successo, la macchina nuova, la fretta, la competizione sfrenata fino a distruggere addirittura il pianeta che abitiamo. Alzare gli occhi al cielo, fermarsi, sono gesti rivoluzionari, oggi. La seconda parte si sofferma sul ritorno alla semplicità della natura, dobbiamo tornare a Lei, ai suoi ritmi, rallentare».
Al brano si accompagna un video girato dal regista Wiktor Bak, che ripercorre il testo del brano, ma in maniera onirica, metaforica.
«Il video che accompagna “When I heard” è nato da una mia idea, sviluppata insieme al mio regista di fiducia, Wiktor Bak. Il video è nato da alcuni input che io ho dato a Wiktor, che scaturivano dalle sonorità del brano e, ovviamente, dal testo. È stato girato in posti abbandonati tra Gioi, Moio della Civitella e Vallo Scalo, nel Cilento. Volevamo dare l’idea di una sorta di scontro tra due donne (due sistemi di pensiero a confronto): una, la prima, aggressiva e senza scrupoli, che si muove in un cumulo di macerie, il suo regno, i resti archeologici del consumismo, una donna che si sente manchevole di qualcosa e, per completarsi, va in cerca di altri mondi possibili; la seconda, più pura e inconsapevole, si muove tra le macerie, aspirando a un modo di vivere che rispetti il pianeta. Riusciranno mai a incontrarsi?!».
“When I heard” segna l’inizio della collaborazione dell’artista con l’etichetta capitolina Aventino Music.
«La collaborazione con Aventino è iniziata grazie all’intercessione di Dario Giuffrida, batterista dei Granato e ottimo ingegnere del suono (il mastering del brano è curato da lui) che, insieme a Francesco Bianco, ha fatto ascoltare a Claudio Scozzafava i miei brani. Da subito con Claudio ci siamo capiti: è stato come incontrare una persona che conoscevo da sempre. Lui è un ottimo musicista e compositore, una persona di raffinata cultura ed intelletto, chiaro e diretto, una persona seria. Insomma… era proprio quello che cercavo!».

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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