FRANCESCA INCUDINE – Tarakè

Alla vigilia della consegna della Targa Tenco come miglior disco in dialetto, esce il secondo singolo e video tratto dall’album Tarakè di Francesca Incudine (Isola Tobia Label). Il brano è quello che dà il nome all’album: un inno a tutte quelle piccole “cadute” che l’arte riesce a trasformare in danza. Si canta il coraggio di ricominciare e di come si cambia solo se lo si vuole davvero, senza inventare scuse e mantenendo l’anima accesa.

Il video, per la regia di Daniele Gangemi, si ispira alla vita di Emily Dickinson: una stanza bianca, la ricerca di interpretazioni di sé e del mondo, una vita spesa per la poesia e dentro la poesia. E quella seduta allo scrittorio è proprio lei, o forse no. È l’anima di chi scrive parole dentro cui trovare riparo, che tenta di fissare un attimo che diventi eterno. Ed è proprio quello che fanno i poeti. Ma in questi frame l’accento è posto anche all’hic et nunc, al presente e a come poterlo vivere al meglio. La poesia vive di eternità, “le idee restano”,  ma anche della pienezza dell’oggi perché “gli uomini passano”. Emily si scioglie i capelli e imitando il suo tarassaco dal “pallido grembo” si libera in volo.

Francesca Incudine ritirerà la Targa Tenco il 20 ottobre al teatro Ariston di Sanremo, nell’ambito della Rassegna della Canzone d’Autore (Premio Tenco).

CREDITI SINGOLO TARAKE’

Produzione artistica: Francesca Incudine, Carmelo Colajanni, Manfredi Tumminello

Direzione artistica, musicale e arrangiamenti: Carmelo Colajanni, Manfredi Tumminello

Pre-produzione e programmazione: Manfredi Tumminello

Label e management: Isola Tobia Label

Registrato e mixato da Andrea Ensabella presso AS Studio Project, Enna

Masterizzato da Giovanni Versari “La Maestà Mastering”

Hanno suonato e cantato: Francesca Incudine, Carmelo Colajanni, Manfredi Tumminello, Raffaele Pullara, Salvo Compagno, Giorgio Rizzo, Valentina Tumminello.

La voce in intro di “No name” è di Lorenza Denaro (I versi sono tratti dal libro “Camicette bianche, oltre l’8 marzo” di Ester Rizzo – Navarra Editore)

La voce di “Na bona parola” è di Giuseppe Incudine

Progetto Grafico: Toto Clemenza

Volto in acquerello in copertina di Stefania Bruno

CREDITI VIDEO TARAKE’

Con Lorenza Denaro

Regia: Daniele Gangemi

Fotografia: Andrea Patrinicola

Operatore: Giuseppe Panebianco

Si ringrazia:

Cinematografica Light Service, Luigi Caramanna, Carmelo Colajanni, David Lo Presti, Saverio Patelmo, Andrea Lo Gioco, Cinzia Castagna, Mario Di Dio, Marco Savoca e l’Agriturismo Savoca per la location.

CHI E’ FRANCESCA INCUDINE

Francesca Incudine, cantautrice siciliana classe ’87. Si appassiona all’età di 13 anni ai tamburi a cornice. Proprio in quegli anni comincia a studiare le percussioni e il canto per iniziare un percorso di formazione artistica che la porta verso la musica folk di radice popolare che spazia fino alla world music. È proprio su questo campo che da qualche anno ha intrapreso anche la strada della canzone d’autore, scrivendo e componendo in siciliano. Nel 2010 partecipa con la Compagnia Triskele, al premio per la World music Andrea Parodi, dove vince con il brano “Fimmini” di cui è

autrice del testo. Nel 2013 al Premio Parodi ritorna da solista e il suo “Iettavuci” fa incetta di riconoscimenti: premio della critica, premio miglior testo, premio migliore musica e premio dei bambini. E’ ancora del 2013 l’esperienza della 7.luas.mythos.orchestra, progetto artistico della fondazione Sète Sòis Sète Luas di Marco Abbondanza, sotto la direzione del portoghese Andrè Santos, che la vede impegnata in tour nazionale e internazionale, tra il Portogallo, l’Italia, la Francia, la Grecia, il Brasile insieme ad artisti di nazionalità diverse. Da Milano invece arriva un importante riconoscimento nell’ambito del concorso per cantautori “L’artista che non c’era”, dove conquista il Primo Premio e il Premio Speciale Muovi la Musica. Nel 2015 partecipa agli eventi artistici di Expo a Milano con due spettacoli musicali: “Il casellante” di Andrea Cammileri e “DiVentoTerra”.

Nel 2016, al Premio InCanto, contest di uno dei più prestigiosi club Romani, L’Asino che Vola, vince il premio della critica “Piero Calabrese”, premio Migliore performance, premio Indiegeno Fest e l’accesso in finale al premio Musica Controcorrente. Nello stesso anno sbanca anche al Premio Botteghe d’Autore ad Albanella (SA) conquistando, oltre al premio assoluto, anche una menzione come miglior arrangiamento con il brano inedito “Linzolu di Mari”. Ad ottobre, infine, si aggiudica il premio Musica Controcorrente, ricevendo una menzione anche per la rivisitazione del brano “Lazzari felici” di Pino Daniele.

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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