GIULIO LAROVERE – To see a lonely heart

“To see a lonely heart”, il nuovo singolo del cantautore milanese Giulio Larovere e primo estratto dal concept album “Road sweet home”, di prossima pubblicazione, preprodotto da Giuliano Dottori (Jacuzi Studio Milano) e coprodotto registrato, mixato e masterizzato da Larsen Premoli (RecLab Studios Milano), che trasforma in musica l’incredibile storia di John Knewock da lui stesso raccontata in un diario di viaggio che ripercorre trent’anni di vita hippie, avventure, emozioni e presa di coscienza iniziato negli anni ’60 in America. Il brano, le cui sonorità new folk e vintage trasportano l’ascoltatore indietro nel tempo, nei momenti in cui John ha vissuto le sue avventure sulle strade statunitensi, racconta le difficoltà di inseguire i propri ideali in una società malata. Il desiderio di libertà si scontra con il desiderio di dare e ricevere amore. Queste emozioni emergono in maniera netta nel momento in cui John lascia la casa dei genitori a Detroit per iniziare a viaggiare on the road. Era il 1968 e lui era solo ventenne.

Giulio Larovere sul progetto “Road sweet home”: tre anni fa mi è stata raccontata una storia che mi ha colpito profondamente, forse perché aveva tutte le caratteristiche per essere la storia di ognuno di noi. Quella di John Knewock, narrata in un diario fatto di poesie, racconti e anche canzoni. La differenza è che in questa storia un uomo ha avuto il coraggio di perseguire l’amore per la vita e celebrarla a tal punto da portarlo a fare delle scelte radicali, a rifiutare la religione e le sue incomprensibili ambiguità, ripudiare la guerra e le sue atrocità e dissociarsi dal concetto di “moralità” falsa e puritana. I suoi racconti, le sue poesie, le sue canzoni ne sono una testimonianza concreta. Dal momento in cui sono entrato in contatto con questa storia non ho più potuto frenare l’esigenza di portare avanti il progetto che vorrei presentarvi  e ogni giorno che passa, comprendo sempre meglio quanto sarebbe sbagliato farlo. Ho così iniziato il viaggio, ed eccomi a presentarvi “To see a lonely heart”, primo singolo di questo incredibile racconto.

Il lavoro di preproduzione è stato fatto in collaborazione con Giuliano Dottori il cui operato è stato decisivo nel tradurre al meglio le parole in musica. Per la cura dei suoni, la scelta degli strumenti e le modalità di registrazione, è stato affiancato da Larsen Premoli, che ha contribuito a questo progetto ricreando la tipica atmosfera di fine anni ’60 che John Knewock ha vissuto nelle sue avventure hippie. Le registrazioni di ogni singolo strumento sono state effettuate utilizzando strumentazione analogica, amplificatori a valvole, organo hammond con “leslie” vero, piano Fender Rhodes originale anni ’70 fatto passare in un ampli Fender. Sono stati microfonati le meccaniche e i tasti per coglierne al massimo l’essenza e “le dita sui tasti”.Il mastering è stato fatto su nastro magnetico con l’intento di riprodurre fedelmente, non artificialmente coi plugin digitali e i softwares, le sonorità del periodo nel quale il diario è ambientato.

“To see a lonely heart” è stata scritta da Giulio Larovere, ispirandosi ad alcuni testi contenuti nel libro di John Knewock, e composta da Giulio Larovere, che ne ha curato anche la produzione insieme a Larsen Premoli, e Giuliano Dottori. Studi: Pre-Production Giuliano Dottori (JACUZI STUDIO, Milano); Recording: Larsen Premoli (RECLAB STUDIOS, Buccinasco); Mix: RECLAB STUDIOS (MI); Master: RECLAB STUDIOS (MI). Hanno suonato: Giulio Larovere – Vocals, Acoustic guitar; Enrico Meloni – Electric guitar; Giuliano Dottori – Electric guitar; Andrea Vismara – Bass guitar; Daniele Capuzzi – Drums; Raffaele Scogna – Keys; Vincenzo Marino – Sax.

 

Giulio Larovere, classe 1974. Cantante e chitarrista acustico ed elettrico con esperienza live decennale. Improvvisatore teatrale professionista. Ha all’attivo esperienze musicali in televisione (Derby Cabaret – 5 puntate sull’emittente 7GOLD), in teatro (per 3 stagioni cantante e chitarrista nello spettacolo CAVEMAN – L’uomo delle caverne, regia di Teo Teocoli). A 38 anni, dopo 20 anni di carriera nel commercio e nell’industria, ha deciso di cambiare vita dedicandola interamente alla musica, la sua vera passione. Pubblica nel gennaio 2016 il primo EP dal titolo “My inner thoughts”. Nel 2020 torna con il nuovo concept album “Road sweet home”, ispirato al libro diario dello statunitense John Knewock.

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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