MAVI’ – Shonen

Dopo il buon riscontro ottenuto con “Sahara”, ecco in tutti gli store digitali “Shonen”, il nuovo singolo di Mavì. In radio dal 18.

Gli “Shonen” sono una raccolta di manga/anime, indirizzati ad un pubblico prettamente giovanile. Alcuni di questi mettono in risalto un fenomeno sociale partito dal Giappone e affermatosi negli ultimi anni anche nel resto del mondo ovvero quello degli “Hikikomori”: letteralmente “stare in disparte”, trattasi soprattutto di ragazzi/e che per lunghi periodi decidono di ritirarsi completamente dalla vita sociale, sostituendo la loro vita reale con quella virtuale fatta di anime, giochi, social ecc.

Mavì: -Ho scritto questa canzone avvicinandomi a questo mondo perché io stesso ho rischiato di vivere una situazione simile ma fortunatamente per me si è trattato di un piede che ha varcato per un breve periodo una soglia sbagliata. In quel momento ho scoperto che migliaia di ragazzi come me ci erano finiti dentro con tutto il corpo.

Ecco perché “Shonen” vuole mettere in evidenza questo fenomeno, paragonando la vita di un ragazzo a quella di un anime, quindi qualcosa di fittizio, di surreale, esattamente come quella a cui porta il fenomeno degli hikikomori. Tuttavia il brano non ha solo lo scopo di rappresentare questo problema a chi non ne è a conoscenza, bensì, grazie ai suoi colori e al sound vivace, vuole essere di incitamento ed esortazione nei confronti di tutti quelli che finiscono in questo tunnel buio ricordando loro che la luce in fondo a quel tunnel esiste ed è composta da migliaia di colori-

Produzione realizzata da Mavì e Mario Tortoriello. Il videoclip è stato realizzato da Francesco D’antonio, Vito Montesano e Francesco Petrone, mixed & mastered by Vincenzo Pumpo (Davol). Management e communicator Vanessa Grey, Image consultant Diego Parisi. Motion graphic Edwin Guzzo, art designer Nicola della Porta

 

Biografia

Giuseppe Panza in arte Mavì (nato a Palermo, 21 anni), di padre campano e di madre siciliana. Il suo rapporto con la musica è sempre stato bilaterale poiché ha vissuto diverse tradizioni musicali ma nello stesso tempo tradizioni che lo portano, all’età di 6 anni, ad entrare a far parte del coro delle voci bianche del Teatro San Carlo di Napoli. In quello stesso periodo comincia a comporre le prime note al pianoforte cercando di riprodurre le colonne sonore degli anime giapponesi che sin da piccolo hanno influenzato la sua vita, sviluppando così una vera e propria passione per lo strumento fino a condurlo qualche anno dopo ad iscriversi al conservatorio Bellini di Palermo, lì dove intraprende oltre ai normali studi di solfeggio, teoria musicale e pianoforte anche lo studio del violino, appassionandosi inoltre a strumenti come la chitarra e percussioni varie presenti durante le ore di musica d’insieme passate nella sezione musicale della sia scuola media. Dopo quasi 6 anni di studi musicali, la vita del liceo classico e la poca ispirazione che la musica classica in quel momento offriva, fanno sì che all’età di 16 anni lasci il conservatorio e si dedichi, insieme ad un gruppo di amici, ad un progetto artistico grazie al quale si accosta alla scrittura e riscopre le proprie doti canore, concependo da lì a poco i primi brani. In quel periodo comincia a nutrire una grande curiosità nei confronti della musica elettronica a tal punto che, conseguita la maturità classica, decide di isolarsi e dedicarsi completamente alla produzione musicale, arricchendo lo studio da autodidatta con degli studi privati di sound design allo scopo di sperimentare e creare un nuovo progetto musicale che unisce la sua visione di musica alla passione per la multiculturalità con particolare accezione al quella orientale.

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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