UNDER THE BED – #3 Blew my mind

“#3 Blew my mind”, il video del nuovo singolo degli Under the bed, che mischia pop, rock e sperimentazione. Il brano, disponibile in radio dallo stesso giorno e che segue la pubblicazione dello street single “Threshold”, già online sui social del gruppo, è caratterizzato da una struttura immediata, da ritmiche bizzarre ma pop e dalla presenza di un doppio ritornello che spunta quasi a tradimento sul finire della canzone. Le tematiche del testo si concentrano sulle dinamiche della comunicazione moderna, tra social network, chat e whatsapp.

 

«In “#3 Blew my mind” volevamo che il testo parlasse delle varie problematiche di comunicazione insite nell’utilizzo di tutta quella tecnologia mirata proprio alla comunicazione stessa – racconta la band – Questo argomento per noi era piuttosto importante, anche perché per la prima volta, dopo cambi di lineup e intoppi vari, ci eravamo trovati a lavorare ai brani con cinque teste diverse e l’utilizzo continuo della comunicazione digitale aveva contribuito alla collisione tra cinque modi diversi di vedere le cose. Nel testo, piuttosto ironico, viene messa in luce l’involontaria comicità di tutta quella serie di cul-de-sac comunicativi individuabili nella valanga di link, articoli, meme, catene di Sant’Antonio e bufale cui siamo sottoposti ogni giorno. Il testo quindi altro non è che una serie di (finti ma non troppo) titoli acchiappacitrulli, dal classico “solo chi è nato negli anni ’90 può capire” fino al lapidario “se bevi birra sei intelligente: lo dice la scienza” e agli articoli fatti ad elenco in cui “La Numero Tre mi ha sconvolto!”. Da cui il titolo della canzone, per l’appunto.»

 

Nel video, prodotto da Jackolantern Independent con postproduzione e montaggio di Armando Marchetti, sono stati creati dei banner e pop-up ad hoc che seguissero le strofe in modo da disturbare la performance musicale, e con un green screen, un mucchio di strumenti giocattolo e filtri vari è stato dato il via libera all’immaginazione.

 

«Abbiamo voluto mettere in scena il retrogusto stantio di una comunicazione falsata in cui persino la tanto agognata serenità rischia di essere precaria – continuano gli Under the bed –In questo senso, il finale del video è assai più amaro di quello del brano, in cui sembra che la soluzione possa essere trovata; ma dopotutto, pur avendo scritto questo pezzo e riconosciuto determinati errori, ci ritroviamo comunque, giorno dopo giorno, calamitati davanti a un telefono o ad uno schermo.»

 

“#3 Blew my mind” è stata composta ed eseguita da: Michele Bertocchini, Andrea Bruciati, Armando Marchetti, Federico Morandi, Joshua Pettinicchio. Testo di Armando Marchetti.

 

BIO

 Prendendo piena forma agli inizi del 2012, la band si basa sulla libera mescolanza di generi, distorcendo la struttura dei brani, usando temi più che ritornelli e creando una sorta di flusso di coscienza di mood e stili. I cinque ragazzi toscani prendono spunto per il loro sound sia dal crossover anni ’90 che li ha cresciuti, sia dai più recenti esperimenti di deriva – core, mischiando gli strilli più rabbiosi con voci pulite di stampo post-grunge, strati di elettronica, potenti linee di basso, riff orecchiabili, tempi dispari e parti di batteria scatenate ma anche ricche di groove. Gli Under the bed hanno rilasciato indipendentemente il loro album di debutto The Noble Art Of Denying Reality” nell’estate del 2013, una corsa ininterrotta di 40 minuti attraverso ogni sfaccettatura del loro strambo ma altamente godibile progetto musicale. Il disco, composto da 7 lunghe tracce, è stato pubblicato sia online che in digipack. Dopo una calda accoglienza del pubblico ai seguenti concerti in zona, il loro primo video musicale (del brano Mosh To This At My Funeral”, in una versione rinnovata) ha avuto un riscontro sorprendente in rete nel corso degli anni successivi, anche e soprattutto all’estero, dando alla band la spinta necessaria per iniziare a lavorare al secondo album. Cominciata la composizione alla fine del 2014, il gruppo ha terminato di scriverlo un anno dopo: dopo l’ottima ricezione dei nuovi singoli (e video) promozionali “The Time” eFlorence on Friday”, e una minuziosa fase di registrazione e produzione durata mesi, il disco di dieci tracce, intitolato “Two is a Lie”, è uscito indipendentemente il 16 settembre del 2016, affiancato da un nuovo ciclo di date in Italia per dare la giusta visibilità a questo sudato e complesso lavoro. Questo secondo disco, anch’esso sia in digital download che in un’edizione digipack curata dalla band stessa, vede l’utilizzo di sonorità più orecchiabili con una produzione più curata, senza però perdere la potenza che contraddistingueva la band in origine né sacrificare atmosfere più morbide e mature. Dopo quasi due anni di concerti (immortalati nel video-collage di “One Plus One”), nell’estate 2018 la band ha sospeso l’attività live per tornare a dedicarsi alla creazione di nuovo materiale: terminata la fase compositiva e di pre-produzione, gli Under The Bed sono entrati in studio per dare forma al loro nuovo disco, un EP di cinque tracce dal titolo Controlled Filth”, in uscita la prossima primavera, con cui il quintetto ha proseguito la ricerca di un songwriting più compatto imbarcandosi nella non facile impresa di coniugare l’approccio quasi pop/rock con un sound più vero, caldo e viscerale, libero dalle costrizioni di troppi fronzoli digitali.

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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