Riassunto giugno 2022. Tutte le recensioni

 

Come ogni mese procediamo a un riassunto delle recensioni e dei video pubblicati. Nel mese di giugno 2022 abbiamo recensito 42 ALBUM e presentato  126 VIDEO.

Dall’inizio dell’anno RadioCoop ha recensito 244 album e presentato 760 video

THE 24 PROJECT – Chapters

Rodolfo Liverani è The 24 Project e i cinque brani che propone in questo ep sono all’insegna di un mondo elettronico, strumentale, dai sapori notturni, che guarda tanto ai Kraftwerk quanto alle nuove declinazioni dell’ambito. Atmosfere algide e solenni con un mood ambient.

A VIOLET PINE – Crown shyness

Al quarto album la band pugliese ha ormai affinato uno stile originale e personale che osa, sperimenta, crea. Difficile incasellare l’ambito sonoro (e questo è un complimento) che ondeggia tra stoner, post rock, grunge, shoegaze, alt rock. Un percorso molto interessante, ricco di peculiarità e di stimoli per l’ascoltatore.

ALLDWAYS – I tuoi abbracci segnano la pelle

La band torinese torna con una raccolta con un inedito e brani riarrangiati e risuonati per l’occasione. Dieci brani di classico hardcore punk tra Kina e Negazione e un pizzico di Bad Religion. Brani diretti, veloci, compatti, perfetti per gli estimatori del genere.

A-N-I-MA – Anima

Il gruppo pavese torna in pista dopo varie vicissitudini con un album che raccoglie il repertorio accumulato dall’esordio, nel 2001. Sound corposo che attinge, soprattutto nella vocalità, dalla miglior new wave italiana (Litfiba e Timoria in particolare) ma che assimila anche sonorità più classicamente rock (“Abitudine” per esempio). Ben fatto, spontaneo e curato.

BLACK SNAKE MOAN – Revelation & vision

Nuovo singolo per la creatura psichedelica del one-man-band Marco Contestabile, autore dello spettacolare album “Phantasmagoria”. Anche in questi solchi si viaggia a suon di umori 60’s rivisitati in modo personale e sempre suggestivo e avvolgente. Soprattutto con estrema padronanza della materia trattata. Fabedelic!

BRUT OSS – s/t

Esordio per la band piacentina con un ottimo album di poco più di mezzora di musica, che si tuffa nello stoner rock più classico (dalle parti di QOTSA e Kyuss), tra cavalcate di sapore psichedelico e impennate hard punk. Spontaneo, urgente, sincero, una partenza di classe.

CALIBRO 35 – Scacco al Maestro volume 1

Inevitabile che la band più cinematica in circolazione prima o poi affrontasse di petto il Maestro. Ennio Morricone viene rivisitato spaziando da alcuni temi più che noti a rarità ed episodi più oscuri. La band vi si accosta con con la dovuta e rispettosa reverenza, intervenendo mai a fondo ma mantenendo un ottimo equilibrio tra il calligrafico e la reinterpretazione. La qualità degli esecutori, la freschezza esecutiva, l’accurata scelta dei brani, rendono l’album, come sempre, interessante.

STEFANO COCCO CANTINI / FRANCESCO MACCIANTI QUARTET – Falling Up

Il pianista Francesco Maccianti e il sassofonista Stefano Cocco Cantini, uniti in un progetto che avvolge e stimola, grazie a un cool jazz elegante e raffinato, spesso intriso di blues, dal portamento regale e caratterizzato da una grande classe. Un’ora di musica di altissima qualità, attraverso nove lunghi brani.

CARAVANE DE VILLE – Dietro la porta

Dopo quindici anni torna la band emiliana, con il terzo album della carriera. I testi che parlano attualità e tematiche sociali,  sound che spazia tra canzone d’autore, rock, folk rock. Ospite Mara Redeghieri, ex Ustmamò, nella title track. Un lavoro maturo,  sincero, arrangiamenti essenziali ed efficaci, canzoni di alto livello.

PIERPAOLO CAPOVILLA E I CATTIVI MAESTRI – s/t

Torna l’anima dei disciolti Teatro degli Orrori, accompagnato da un supergruppo con Egle Sommacal (Massimo Volume), Fabrizio Baioni (LEDA) e Federico Aggio (Lucertulas). E colpisce ancora nel segno con il consueto arrembante iconoclasta furore attraverso dieci brani (“otto cazzotti e due carezze, per raccontare questi tempi di violenza e sopraffazione, il paese e il mondo in cui viviamo”) che incidono carne e anima con suoni potenti e travolgenti affiancati da parole ancora più letali, nella loro spietata lucidità. Super!

STEFANO DENTONE & THE SUNDANCE FAMILY BAND – Sunday ranch

Il musicista ligure ma trapiantato a Livorno ha indubbiamente l’anima invece trapiantata nel cuore dell’America. Da cui, in questa nuova esperienza discografica, estrae il meglio della tradizione sonora e culturale degli States: blues, country, rock blues alla Black Crowes (“Honey I don’t know”), gospel, soul. L’aspetto più apprezzabile è l’evidente padronanza della “materia”, l’appartenenza a quei suoni, quelle atmosfere, quella cultura. Ne risulta un disco che sfiora l’eccellenza. Grandi brani, sound pieno di groove, arrangiamenti crudi ed essenziali. Top!

FAINTIN’ GOATS – Failin gods

Il duo formato da Alessio Del Donno e Daniele Pescatore, diviso tra Benevento e Bologna torna a cinque anni di distanza dal debutto “MONOMANIA“. Lavoro di non facile fruizione in cui convergono elettronica, noise, industrial, Residents, sperimentazioni, attacchi sonori alla Prodigy, Laibach e tanto altro. Comunque originale e abrasivo al punto giusto.

FOLKATOMIK – Polaris

La band torinese all’esordio, mischia con sapienza e grande padronanza, folk di estrazione mediterranea (con particolare accento sulla tradizione del Sud Italia) con elettronica, puntate nel reggae/dub (“Tira la pinna”), un groove funk. Il risultato è ritmicamente travolgente, bollente, coinvolgente.

MARCO FRANCOMANO – Alieno

Interessante la partenza discografica del giovane rocker, che accoppia un potente rock con influenze punk, un approccio urgente e immediato, che a tratti riporta all’Alberto Camerini elettronico. I brani sono ben composti, essenziali, diretti.

GALAVERNA – Wagdangs

Un affascinante, e particolarmente originale, album per la band veronese, che abbraccia un approccio prog, al servizio di un omaggio al folk nordico (tra Landberk e Kebnekajse, senza disdegnare momenti più psichedelici alla Dungen), fino a retaggi dei tardo 60’s inglesi. Molto intrigante e stimolante.

FRANCESCA GAZA / LILAC FOR PEOPLE – Sfiorire

Secondo album per la  cantante e compositrice Francesca Gaza, accompagnata da un ottetto, per un lavoro non convenzionale in cui si mescolano, in armonia, canzone d’autore, trame pop, jazz, folk. Le atmosfere sono spesso sospese, sinuose, avvolgenti. Album complesso ma ammaliante e affascinante.

GAZZARA – Progression

Album strumentale, ispirato dalla più antica mappa della viabilità inglese (1.390), a cui fanno riferimento i titoli dei brani che ci portano da Southampton a Canterbury. Sound legato al prog più classico (dagli Yes ai Genesis, Mike Oldfield, ELP, Nice), esecuzione impeccabile, tante idee e altrettanta personalità nel trattare una materia difficile da rimodellare. Ottimo.

GHOST HORSE –  Il bene comune

Molto interessante il lavoro del collettivo sperimentale jazz che si affianca con pari spessore qualitativo alla nuova scena british jazz (a cui fa “capo” Shabaka Hutchings e le sue intriganti esperienze con Sons of Kemet, Anestors e The Comet is Coming), a cui fa spesso riferimento. Ci sono anche influenze del primo Kamasi Washington (vedi “EBO”) e Makaya McCraven. Ottimo disco, coraggioso e avant!

GIOOGE & IL MONDO ALLA ROVESCIA – Step

Nuovo lavoro per il collettivo pugliese, un album ispirato ai sette vizi capitali, prendendo spunto dal film francese “ Les sept péchés capitaux” del 1962. Progetto di sicuro interesse, sound che attinge dalla canzone d’autore italiana, assimilando influenze rock e folk, in costante equilibrio (ricco di tensione) tra asperità sonore e momenti più rilassati. “Sept” si avvale di personalità e carattere, ottimo disco.

ROSALBA GUASTELLA – Grace

Torna la magia sonora di Rosalba Guastella che già aveva stupito con l’eccellente esordio del 2020 “My little songs”. Resta ancora in un contesto acustico, tra blues, psichedelia e una matrice folk che spazia da umori West Coast (a cui bene si accosta la voce di Rosalba che non di rado ha il gusto di una novella Grace Slick) a influenze britanniche tardi Sessanta. c’è anche in filigrana una vena Loureediana (i suoi primi passi solisti). Atmosfere sinuose, conturbanti, avvolgenti, un nuovo piccolo/grande gioiello.

I RIO – Stellare

Dopo vent’anni di onoratissima carriera si congedano I Rio, con un album fresco e frizzante in cui possiamo ascoltare divertenti brani dal ritmo ballabile, intense ballate, travolgenti  momenti rock dal ritornello contagioso. Un lavoro corale, sereno, solare. Un saluto più che degno.

KICO KC – Nessun piano B

Federico Corazzi, in arte Kico Kc, all’esordio con un album composito, in cui alterna canzone d’autore italiana (dalla più classica a quella più moderna e attuale), intense ballate, brani che guardano a un groove funk rock (e che costituiscono la parte più originale e interessate del lavoro). Una buona partenza che lascia presagire incoraggianti sviluppi futuri.

LA METHAMORFOSI – In dolore

Secondo album per la band friulana che affina il modus compositivo con sei brani per una mezzora di musica. Pesanti riff stoner e doom che si innestano su una base grunge, creando un muro sonoro, monolitico e minaccioso. Suonato bene, arrangiato in modo essenziale ma efficace, duro e crudo.

MANICAS – Posh punk

La band bolognese all’esordio con un album di buona fattura in cui accarezza un indie pop rock molto attuale e vicino a Zen Circus e, a tratti, ai Tre Allegri Ragazzi Morti. Il connubio funziona e il trio ha buone possibilità di fare breccia negli ascolti sia post adolescenziali che più “maturi”.

MH BAND – La terra in faccia

Prosegue l’intensa carriera del trio sanremese. Il nuovo ep li coglie alle prese con un pop cantautorale che si tinge occasionalmente di ritmi e suoni più rock mantenendo una costante vena melodica. Un lavoro ben fatto, arrangiamenti minimali ma efficaci, la voce di Chiara Palmero  protagonista di primo piano. Ottimo.

MOLE – Burkina Fuzz

Molto interessante il lavoro di Mole, un album eclettico che su un’anima rap/hip hop innesta suggestioni funk, afro, electro, un tocco jazz e una creatività intrisa di grande personalità. L’album è gradevole, pieno di ritmo e di groove, di melodie accattivanti e brani di alto livello compositivo.

NABAT + KLASSE KRIMINALE – TNT

Due storiche Oi! Band (le migliori che abbiano calcato i palchi italiani) insieme in un 45 giri che assume contorni storici. I Nabat coverizzano “Lunatici romantici” dei Klasse Kriminale e i Klasse Kriminale chricambiano con “Nabat” della band bolognese. In aggiunta una travolgente “Rock n roll preacher” degli Slade, suonato da entrambe le band. Imperdibile.

NEW MARTINI – Malavida

Viaggia a pieni giri il groove della band milanese, tra ritmi funk, uno sguardo alla lezione di Ridillo e dell’Alan Sorrenti del periodo disco ma anche Steely Dan e il white soul post Motown. Arrangiamenti raffinati ed eleganti, atmosfere frizzanti, all’insegna di un pop sound di primissima qualità.

NOTAQNIA – Death of Actaeon

Duo di musica elettronica basato tra Roma e Torino, composto da Simone Ponte e Sergio Salomone, all’esordio con un album che prende ispirazione dal mito di Atteone nel testo di Ovidio Le Metamorfosi. Elettronica di stampo goth/dark, algida, solenne, cupa. Registrazione e suoni curatissimi, consigliatissimo a chi ama il genere.

ORNELLO – Nato per cantare

Ennesimo tassello dell’universo it/indie/pop. Ornello confeziona un ottimo album che si destreggia tra testi divertenti e moderatamente irriverenti, un sound che guarda tanto a Calcutta quanto a riferimenti più “nobili” e storici (Rino Gaetano, Enzo Carella, perfino il primo Vasco). Ben fatto, interessante.

POST GENERATION – Control Z

Secondo album del trio guidato da Matteo Bevilacqua. Un distopico e visionario concept sul controllo e le trappole mentali. Musicalmente eclettico, abbraccia influenze post prog ma guardando occasionalmente a una dimensione più classica (primi Yes). Esecuzione impeccabile, arrangiamenti essenziali ma efficaci, un ottimo lavoro.

PRUNKY JUNKY – Split (1)

Torna la band piacentina con un nuovo assalto sonoro di quattro brani che inasprisce le tonalità già torride dell’esordio. A fianco del consueto groove funk punk, si inserisce una rabbiosa sventagliata in odore di MC5, con un tiro anni 90 che riporta ai Jane’s Addiction. Registrazione cruda e diretta, ottimo lo spessore compositivo.

PUPI DI SURFARO – Animal farm

Progetto originalissimo quello della band siciliana che loro stessi chiamano Nu Kombat Folk. Le matrici sono infatti nella tradizione ma la rielaborazione è personale, folle, complessa, utilizzando elettronica, rock, un approccio molto teatrale, un’attitudine punk, cenni rap. In certi frangenti riportano alla mente l’esperienza degli Acid Folk Alleanza ma il tratto è sempre molto originale. band interessantissima, album più che riuscito.

REVEREND KNOPF / TIEDBELLY – Daydreams and playthings

Suggestivo, elegante, avvolgente e sinuoso album acustico in cui gli intrecci delle chitarre dei protagonisti evocano immaginari lontani, nello specifico riconducibili alla tradizione country/ bluegrass/blues americana. Per palati raffinati.

STEFANO SPAZZI / IVANO MAGI GALLUZZI – Una rotonda per amare

Due canzoni dal perfetto mood estivo che attingono, in egual modo, sia dalla canzone d’autore italiana che da un classico pop rock, molto fruibile, immediato e ritmato, con un retrogusto anni Sessanta che condisce il tutto nel migliore dei modi.

DAVIDE TOSCHES – Beside flows the river

Colonna sonora dell’omonimo documentario in cui il cineasta Marco Leone ha ripreso il suo cammino a piedi lungo il Po, dalla sorgente alla foce. Tosches suona tutto, ospita in un breve brano Hugo Race e si sposta musicalmente in una sorta di ambient blues, sospeso, talvolta minaccioso, come lo era il Neil Young che musicò “Dead Man” di Jim Jarmusch. Il risultato è particolarmente efficace e riuscito.

TAUT – s/t

L’esordio della band triestina è rigoroso, solenne, severo. A tratti riporta a molte esperienze dell’etichetta 4AD, ma si innestano elementi di canzone d’autore, momenti di ispirazione classica, folk, avanguardia, trip hop, teatralità, testi declamati. Un lavoro complesso e non facile ma di grande interesse artistico.

TOBJAH – La via di un pellegrino

Secondo album solista di Tobja, moniker di Tobia Poltronieri dei C+C=Maxigross. Atmosfere molto particolari e originali, in cui confluiscono ritmiche di sapore mediterraneo, dub, elettronica e un mood psichedelico di fondo, a cui si aggiunge una voce che riporta alla mente, a tratti, il John Lennon solista (vedi “Senso”). Ottimo lavoro, ben costruito, originale, fresco e convincente.

VANDARKO – Falsi eroi

Esordio per la band casertana con otto brani autografi di alternative rock che strizzano l’occhio al grunge e a un rock venato di atmosfere hard (non lontano dai Foo Fighters). La produzione è eccellente, curata e ben calibrata, i brani compositivamente convincenti, un prodotto più che professionale che potrebbe fare breccia anche da un punto di vista commerciale. Ottimo.

ZANIRA – Risvegli

Un album di estrema raffinatezza ed eleganza per la cantante e autrice varesina Zanira, nome d’arte di Irene Zanovello. Una vena pop, strutture sonore elettroniche e un intenso mood Nu Soul rendono il lavoro molto personale, interessante e dalle grandi potenzialità commerciali. Un nome da tenere d’occhio.

ZATARRA – Burning butterfly arabesque

Il cantautore frusinate scrive uno splendido album in cui convergono influenze inusuali nel panorama italiano, tra un costante mood psichedelico di sapore 60 ma che arriva fino ai 70 Pink Floydiani (“Its’ over”), ballate sghembe, gusto Beatlesiano, sperimentazioni pop. Eccellente.

PASQUALE ZICCARDI – Via Pia 37

Storico personaggio della musica campana, dal trio prog-rock Mediterranea alla Nuova Compagnia di Canto Popolare, oltre a una lunga serie di collaborazioni (Musica Nuda, Maria Nazionale, Peppino di Capri, Gianni Lamagna, Alessio Arena, Riccardo Ceres) e  il brano Dint’o viento scritto per Mina. Il nuovo album è uno splendido viaggio in perfetto equilibrio tra folk tradizionale, musica mediterranea, canzone d’autore, conditi da una personalità di grande spessore.

 

VIDEO

PIER ADDUCE – Se mi manchiamo, ALICE & PETER – Luci spente sul palco, AMPLIFIRE – Marziani, RACHELE ANDRIOLI – Fimmana de mare, ANOTHER SUNNY DATE – Guardarsi, ARIANNAH – Red traffic lights, AUDIO MAGAZINE – E facciamo mattina, B BROTHERS – Amore e pache, PAOLO BARABANI – Quanta bellezza, BARBATO – Lividi, VALENTINA BAUSI – Breathe, BEATING SOULS – Este frenesì, BLACK SNAKE MOAN – Vision, BLVRD – Dammi un’ora, BROKEN WINGS – Devil Jane, CAMELLINI – Bum. Bum, DEVIS CARTEN – Lividi, CAZALE – Rex, CHECKMAZE – Non mi spegnere l’Hi Fi, CLAUDIO CIRILLO – Giro nero, CLARECIEL – Incidents of love, CLIO’ – 1988, CORTESE – Gallipoli, SIMONE CORVINO – A beautiful mistake, CRIFIU – Dj Dj, FABIO CURTO – Con gli occhi al cielo, CUT CUT – Jealousy, DARMAN – Agay, CHIARA DE LORENZO – E ora si balla, FABIO DE VINCENTE – Talento, DELVENTO – Miserere, DOMENICO DI PUORTO – Bolle di sapone, I DOLORI DEL GIOVANE WALTER – Occhi rossi, DON PAPITO – Stanley Ipkiss, MARIO DONATONE – Bad medicine blues, ADOLFO DURANTE – Non vorrei incontrarti, EGO£ – Respirare, ELEMENTO UMANO – Scusami, ELETTROTAPE – Empty pool, EMYLIAN – Les etoiles, ERIK – Hei sai cosa c’è, EMILIANO FANTUZZI – L’amore non torna, MICHELE FENATI – Mille volte buona notte, EMANUELA FERRANDO – Stelle nella notte, EUGENIO FINARDI – Katia, KEKKO FORNARELLI – Leave, MARCO FRANCOMANO – Colori, FREAK SHOW – Old disco, FULL METH – Aspetta un attimo, FUNNY MARACAS – Sunshine beat,  FRANCESCA GAZA – Being tall, GHIDO – Newton, GHOST – Sei, FRANCESCO GIORDANO – Abitudine sbagliata, GUASTO – Funkyland, JASPERS – Dante, JOKE ABOUT IT – Neanche una nuvola, KAMAAK – Auanno, KLINKER – La volpe e l’uva, HERA – Kandinskij, HITHANKS – 113 passi, HUMANOIRA – Panna, I-SCIENCE – True self, IL MURO DEL CANTO – La luce della Luna, IN ARTE AGNESE – Campo minato, INGA – Piove su di noi, IOHOSEMPREVOGLIA – Mi piaceva da morire, ANNA IRA – Dimensione parallela, IRIDE – Nemico mio, L’ISOLA DEI CIPRESSI VIVENTI – AutoTune, KAZY LAMBIST – Nasty, LARAGOSTA – Giammaria funk, GIACOMO LARICCIA – Tremenda voglia di vivere,  LAST DAY OF SUMMER – Non ci sarò, MARDY LAVA – Lambada senza fine, LAYZ – Che finale, LISA E I BUGIARDI – La decima vittima, LUCIEMME – Turn your back on me, LIVRIZZI – Dei Cani, MANICAS – Lilium, ALFREDO MARASTI – Da dietro il velo, MARTE – In un quadro di Dalì, MASEENI – Quasi due innamorati, DANIELA MASTRANDREA – Oltre le nubi, VALENTINA MATTAROZZI – Non basta mai, MATTEO & BRO – Path, ISMAIL MBAYE – Every human needs a human, MCFLAVA – Leoni, MEDIUM – Solitario, MEPLICO – Mission, MERIFIORE – Voltati, THE MILLS – I feel fine, MISSTAKE – Come le star, MAX MONTANARI – Con le parole, GIACOMO MONTELEONE – Mi porteresti via, MUSTEK – Summer of blood, NEVIO – Fermati se puoi, DANIELE NICOLO’ – Tutte quelle volte,  NOT MOVING LTD – Love beat, NUMA – Tan fuerte, THE OLD SKULL – Mina vagante, OLIVER – Dicevi no,  IRENE OLIVIER Beautiful liar, ORK – As I Leave, OTTOBRE ROSSO – Il vortice di Anna, PAMBIANCHI – Sorgente, PAUSA – Limbo, BRUNO PITRUZZELLA – Shift, POLTERGUYS – Tutto è sbagliato,  GIORGIO PRIGIONIERO – Stupendo, GIORGIO PRIGIONIERO – Bar Lassotto, CRISTIANO PUCCI – All the power of desire, RENE’ – Hot, RHOMANIFE – Paradise, RUMBA DE BODAS – Krabu, SAITTA – Bedda, SALE – Una canzone, DANILO SAPIENZA – Di più, SELFLORE – Gent, GUIDO SEREGNI – Nonostante, SILVER ONE – Falsi sorrisi, SOLO – Something, STRAID – Fantasmi, SULIS – Dobbiamo salvarla, TANTOVALE – Microonde, GENNARO TAVANI – Arriva sabato, FABRIZIO TAVER TAVERNELLI – Il bagno e l’antibagno, TESTAROSSA – Fiji, THE TUSCANS – Non è un like,  UNBORN – Visitatori, UNIPLUX, IVAN CATTANEO, ISABEL – Marchesa De Sade, VIMINE – Passatempo, VINTAGE VIOLENCE – Dio è un batterista, WAHNSINN INDUSTRIES – Nubifragio, COSMO ZANNA ZANNELLI – Transitorietà

Antonio Bacciocchi

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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